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470 MILIONI DI ASCOLTI DIMOSTRANO CHE È UNA CANZONE PER FAR SMETTERE DI PIANGERE

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
20/10/2026
in SANITÀ
470 MILIONI DI ASCOLTI DIMOSTRANO CHE È UNA CANZONE PER FAR SMETTERE DI PIANGERE
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TE LO LEGGO IO

Sarà capitato anche a voi, genitori felici di splendidi bimbi e nonni orgogliosi di magnifici nipoti, di pensare, almeno una volta, provati da lunghi e frastornanti pianti disperati, che Erode non aveva poi tutti i torti a volere eliminare, in giovane età, i sunnominati pargoli.

Si resiste a tale impulso infanticida sapendo che il loro piangere non è un capriccio, bensì aria nella pancia, seggiolino che in nome della sicurezza ha caratteristiche da cella di isolamento per quanto non si riesca a vedere fuori dal finestrino, oppure è il caldo, quando non è il freddo, o semplicemente è tanta noia. Insomma, hanno motivi più che legittimi per dimostrare la potenza delle loro corde vocali, ben superiore alle loro dimensioni fisiche.

Si prova a fare di tutto per farli smettere. Tintinnio di chiavi, produzione di rumori strani, comprese imbarazzanti cantilene, spesso poco intonate e dall’effetto opposto a quello desiderato. Come ultima risorsa si ricorre alla strategia di sfinimento. Rassegnati e opportunamente allenati, ci si isola mentalmente, sapendo, sperando che si stancheranno. Prima o poi.
Eppure esiste un dispositivo anti-pianto di unica efficacia e potenza: una canzoncina che è una meravigliosa combinazione di scienza e stregoneria: “The Happy Song“.

Non esiste una versione in italiano di questo capolavoro composto dalla cantautrice Imogen Heap, ma non importa perché il brano basa la sua efficacia non tanto sul significato del testo, ma sul ritmo (un tempo veloce che simula il battito cardiaco accelerato dei piccoli) e su suoni onomatopeici (uno starnuto, il verso del leone). I bambini italiani e di tutto il mondo reagiscono come quelli anglofoni proprio perché rispondono in modo istintivo, ontologico, alla musicalità e ai suoni universali inseriti nel brano. Già dall’esplosione iniziale di risatine, l’effetto sui piccoli è istantaneo e non è un caso: è tutto voluto.

La canzone, che questa settimana compie dieci anni, in origine ha durata di due minuti e mezzo, ma sono disponibili versioni in loop da 30 minuti, o addirittura, per i casi più disperati, quella da dieci ore che ha totalizzato 14 milioni di visualizzazioni.

Nel 2016, il marchio britannico di pappe per bambini Cow & Gat incarica la psicologa della musica Lauren Stewart (che in precedenza aveva studiato gli “earworm“, i tormentoni musicali) e lo psicologo dello sviluppo infantile Caspar Addyman (autore di “The Laughing Baby“) di realizzare una canzone che metta allegria, da regalare ai clienti genitori. Dopo avere, con approfondita ricerca, cercato di capire cosa rende felici i bebè analizzando le reazioni di focus group composti da bimbi vari, dopo avere intervistato più di 2mila genitori per capire a quali suoni reagissero i loro piccoli, i due si rivolgono alla Imogen Heap, musicista nota per il suo rapporto aperto con la tecnologia e molto sensibile al tema “bimbo piangente” visto che all’epoca aveva una figlia di 18 mesi.
Le forniscono quindi una serie di indicazioni scientifiche su come comporre il brano: tonalità maggiori, melodie ripetitive, trucchetti musicali come rulli di tamburo e glissati ascendenti per alimentare attesa e sorpresa, versi di animali e risate di altri bambini (infatti compaiono nel brano).
Suggeriscono anche di cantare in “parentese”, la vocina che usiamo spontaneamente quando parliamo ai neonati. Spiega Addyman: “Separa le vocali e rende tutto più facile da seguire; aiuta i bebè a capire che stai parlando con loro e non con qualcun altro nella stanza. “Conviene attenersi a suoni che i bambini stessi sono in grado di pronunciare”, aggiunge, “quindi le consonanti “occlusive”, come “pa” e “ba”, invece di quelle “sonoranti”, come “la” o “gli”.

Forte di queste raccomandazioni e dell’istinto materno, la musicista si mette al lavoro. Compone quattro melodie principali. Stewart e Addyman le testano su un gruppo di 26 bebè tra i 6 e i 12 mesi. I loro movimenti, espressioni del viso e reazioni vocali, insieme alla necessaria dose di interpretazione da parte dei rispettivi genitori, indicano un chiaro vincitore. Racconta Addyman: “Circa l’80 per cento dei piccoli ha scelto la melodia attorno a cui Heap ha poi costruito “The Happy Song“, un motivetto orecchiabile, con una linea di basso e testo giocoso, capace di fermare sul nascere i capricci prima che diventino crisi”. Una roba quasi ipnotica.
Versioni via via più rifinite del brano sono state sottoposte di nuovo ai bebè.
“Quando fai un disco non ricevi mai un feedback”, sottolinea la Heap, che ha apprezzato le opinioni oneste e senza filtri dei partecipanti. “In questa occasione ho avuto il miglior pubblico di sempre.” Già, i piccoli non mentono.

A oggi, “The Happy Song” ha superato i 470 milioni di ascolti su Spotify, più di “Let’s Geto It On” di Marvin Gaye e di “Bridge Over Troubled Water” di Simon & Garfunkel.

Come sempre la scienza da sola non basta. Anche la fortuna ci ha messo lo zampino. La melodia vincente è stata ispirata da un motivetto cantato dalla figlia maggiore di Heap, Scout. La sua influenza si sente in tutta la canzone. I riferimenti nel testo a bicicletta, sottomarino, elicottero, trenino ciuf-ciuf, aeroplano e “razzo verso le stelleeee” nascono dalla sua ossessione di allora per i mezzi di trasporto. Anche la risata iniziale è di Scout e la bambina era presente alle sessioni di registrazione, aiutando la madre a ottenere un “parentese” più naturale.

La vera magia di “The Happy Song” è l’essere irresistibile anche per i genitori e non solo. Sono tanti i “grandi” che si ritrovano a canticchiarla e si giustificano affermando: è un tormentone. La realtà è che mette tutti di buonumore.

La canzone non è mai stata oggetto di campagne per farla conoscere: è stata scoperta e poi riscoperta da generazioni di genitori grazie al passaparola (o alla disperazione, mentre cercavano freneticamente come far smettere di piangere il neonato).

Nel decennio trascorso dall’uscita, Heap è stata ringraziata da un numero infinito di sconosciuti. Tra loro, una mamma della scuola della figlia che l’ha riconosciuta solo dalla voce e un papà in aereo il cui bimbo piangeva ininterrottamente da più di un’ora.
“Ci provo? Che faccio?”, ricorda di aver pensato prima di offrire, timida e quasi scusandosi, le cuffie al povero padre dicendogli: “Allora… gliela faccio sentire?” Il bimbo urlante, sentita la risata all’inizio del brano, è rimasto subito affascinato e silente.
“Il papà era quasi in lacrime”. I restanti passeggeri, molto grati, hanno tirato un sospiro di sollievo.

A voi verificare con prova sperimentale se quanto qui raccontato corrisponde a verità. I link per trovare il brano sono stati forniti.
Fatelo ascoltare al pargolo piangente e vedete voi l’effetto che fa.
Fateci sapere.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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