Robin Hood, nel libro di Alexandre Dumas padre (1802-1870), era il ladro che toglieva ai ricchi per dare ai poveri. “Superciuk”, viceversa, nel fumetto “Alan Ford”, toglieva ai poveri per dare i ricchi. A parte libri e fumetti, facciamo qualche riflessione di natura domestica.
Parlare del caro carburanti è come dire che l’acqua è bagnata. Senza volere accusare nessuno, è chiaro che le aziende petrolifere e molte altre legate al ciclo dell’energia hanno accumulato extraprofitti di ingente entità.
Per quanto attiene al caro carburante si assiste a una pantomima, per non infierire. Idee ballerine che oscillano tra il folle e il ridicolo. Fare sconti alle partite iva, ai tassisti, ai trasportatori, ai pescatori e altre categorie è una delle idee. Peccato che costoro possono scaricare i costi e, parzialmente, rivedere i prezzi applicati per il loro lavoro. Non parliamo delle partite iva sfruttate da datori di lavoro ma di professionisti che scaricano di tutto: dalla carta igienica all’estetista . Giunti alle casse di negozi e supermercati si racconta che i costi sono aumentati per il caro trasporti, cioè carburanti. Tutelare le fasce più deboli. Lodevole proposito ma come? Sicuramente non si potrà andare al distributore con la dichiarazione dei redditi o l’isee. Quindi cosa? Varrà anche per il carrello della spesa? Una carta da distribuire a pioggia per scoprire, poi, che si sono avvantaggiati solo i furbetti del quartiere e gli evasori totali con auto extralusso e barche oltre i 30 metri? Anche a chi non ha una vettura così ne beneficia chi non ne ha bisogno? Fumo negli occhi.
Per puro scrupolo si rammenta che l’articolo 53 della Costituzione recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Fondamentale è la prima frase, ovvero che ognuno, sostanzialmente, deve al fisco in base al proprio reddito.
Parlare di tassare gli extraprofitti pare scandaloso. Qualcuno ha parlato di metodi da ex URSS. Forse non sa, o fa finta di non sapere, oppure è in malafede: nell’ex URSS le industrie erano nazionalizzate. Come si fa a parlare di extraprofitti in un regime a capitalismo di stato? Al lettore l’ardua sentenza. Talaltri hanno detto che la tassazione deve essere europea e non nazionale. Peccato che costoro sono i sovranisti duri e puri.
L’Unione Europea, secondo la loro dottrina, deve rimanere fuori da una serie di affari interni, in primis il fisco, perché la Nazione è sovrana. Però se serve il paravento europeo per scaricare altrove le eventuali recriminazioni del cittadino ben venga l’Europa rea di ogni nefandezza. Si è sovranisti o europeisti a seconda del comodo governativo, o parti di esso, a giorni alterni, in base al tornaconto elettorale futuro?
Qualcuno ha il coraggio, ce ne vorrebbe un briciolo, di dire al cittadino che le multinazionali hanno il potere di condizionare, e anche di far cadere un Governo?
Ecco qui che entra in opera “Superciuk”. Togliamo ai poveri contribuenti, i redditi fissi, tanto quelli si bevono tutto. Basta raccontarli la favola dell’uomo nero (il migrante) o qualche altra banalità. Facciamoli saltellare, come in un avanspettacolo di infima categoria, dicendo: “Chi non saltella comunista è”. Dare del comunista è uno sport diffuso ma non corrispondente sotto il profilo ideologico e dottrinale. Praticamente lo affibbiano a tutti quegli ex democristiani che per decenni hanno contrastato il comunismo. O non hanno studiato, o non sanno, o sono in malafede.
Redditi fissi svegliatevi, “Superciuk” è in agguato dalle accise all’aumento della pressione fiscale, certificata dell’ISTAT, non chissà da quale ente subdolo e prezzolato.
I sovranisti vogliono la copertura dell’Unione Europea che odiano. Con ogni probabilità i detentori di extraprofitti ricattano e il contribuente a reddito fisso paga, tanto è il popolo bue.












