Chi sono questi sconosciuti con i quali ci incontriamo almeno più di una volta nel corso della giornata frequentando esercizi pubblici, mercati e altro? La risposta è estremamente semplice: lo scontrino e la ricevuta fiscale.
Evitiamo di fare elencazioni di categorie commerciali ma il più delle volte esercenti di varia natura rifuggono dal rilasciare un documento fiscale. Se lo si chiede guardano come se si fosse chiesta qualche prestazione oscena ad un loro familiare. “Ma lo sa quanto pago di tasse io?”, “E che tocca a me pagare a questo Stato che non mi dà nulla?” Generalmente nulla viene espresso con una parola molto colorita. Spesso rilasciano soltanto i cosiddetti “scontrini di cortesia” che sono i pre conti non aventi valore fiscale. I pre conti dovrebbero essere impiegati solo per accettazione da parte del cliente, che controlla e poi paga. Altre volte non c’è la linea per il pos, oppure è guasto, oppure sfacciatamente dicono di non averlo così non li controllano o non pagano commissioni a “quei ladri delle banche”, oppure fanno false ricevute fiscali su blocchetti simili ma non vidimati, ovvero senza il progressivo e la partita iva. Sono carta straccia.
L’elenco delle categorie anzidette sarebbe troppo lungo e ingiusto perché tra costoro vi sono anche, si sottolinea anche, e non sono certamente tanti, persone totalmente oneste. Se si vuole avere la certezza di ricevere un documento fiscalmente valido ci si deve recare in una grande catena di distribuzione dove in cassa c’è il dipendente e non il gestore o chi per lui.
Senza giri di parole sono degli EVASORI, scritto in maiuscolo non per errore di digitazione.
Chi sono gli evasori? LADRI, ancora un voluto maiuscolo, mai colpiti a sufficienza dalle norme. A volte sono coccolati e vezzeggiati da taluni politici alla ricerca di preferenze facili a danno dei CITTADINI ONESTI. Qui l’elencazione è brevissima: i redditi fissi e limitatissime categorie impossibilitate ad evadere. All’evasione va aggiunta l’elusione, meccanismo formalmente valido sotto l’aspetto fiscale ma nella sostanza, non di rado, un contenitore di evasioni occulte o di detrazioni gonfiate o del tutto improprie, ad esempio inerenti ai familiari o alla casa.
La maggior parte degli evasori contano sulle possibilità molto contenute dello Stato di controllare incisivamente: troppo poco personale, per lo più destinato a stanare i grandi evasori. Qui le indagini sono complesse e lunghe. Per i locali pubblici è facile: se escono cento persone e la centesima ha lo scontrino numero 50 c’è evasione. Gli altri cinquanta hanno solo parlato o hanno usufruito dei servizi igienici?
Troppi cittadini sono, ingenuamente, comprensivi verso gli evasori. Chissà, parafrasando una vecchia espressione, pensano che: “anche gli evasori hanno un’anima”. Peccato abbiano un’anima propensa a rubare allo Stato. Per chi non vuole capirlo, tutti i cittadini fanno parte dello Stato, in primis chi paga onestamente le imposte allo Stato che, pur con molte lacune, ci offre notevoli servizi. Molti Paesi ne forniscono sicuramente di migliori ma tanti altri di peggiori o nulla.
Con l’avvicinarsi dell’estate e delle vacanze, lunghe o mordi e fuggi che siano, ognuno di noi deve prestare maggiore attenzione al rilascio della documentazione fiscale non solo negli esercizi pubblici ma anche in tutto ciò che si affitta (dalla casa al pattino). Qualcuno dirà: “Cosa sono pochi euro di scontrini o ricevute non rilasciate”. Profondamente sbagliato; quei pochi euro devono essere moltiplicati per i milioni di documentazioni fiscali non emesse. La cifra così si manifesta nella sua enormità: verrà pagata dai cittadini onesti, come chi ha appena pensato che pochi euro di scontrini non rilasciati siano un’inezia. Sono gocce che contribuiscono all’enormità del mare dell’evasione. Meditate gente, meditate come diceva in uno spot televisivo il grande Renzo Arbore.
Per essere piccolo, è piccolo. Per estensione geografica, 150 chilometri quadrati, è al sestultimo posto al Mondo.
Leggi tuttoDetails












