Roma da sempre combatte con topi e ratti che nella Capitale – secondo quel che riporta Rai News – erano già sette milioni nel 2023 e chissà quanti sono diventati.
Alla luce di queste cifre raccapriccianti, ci sorprende il clamore che avvolge la notizia della caccia ad una, ripeto UNA, talpa: Mettiamo pure che potessero essere anche due o tre, esageriamo, quattro, non ci si riesce a dar ragione del peso di una simile vicenda nel disastroso panorama italiano.
La Repubblica e Il Fatto Quotidiano, anticipando un servizio del settimanale televisivo Report, hanno narrato la presunta storia di alcuni personaggi di spicco di una importante Autorità nazionale che avrebbero fatto accesso al loro ufficio in giornata festiva.
In un Paese dove la gente (tra immutevoli scansafatiche e crescenti disoccupati) non lavora nemmeno nei previsti orari feriali, ci si dovrebbe rallegrare che i vertici di una Istituzione si rechino presso la loro sede per non interrompere il proprio diuturno impegno nel supremo interesse dei cittadini.
E invece i soliti giornalisti hanno voluto deteriorare l’immagine dei tutori dei diritti fondamentali, facendo immaginare che gli stessi abbiano sacrificato la ricorrenza di Ognissanti per avviare e coordinare una delicata attività di “derattizzazione” mirata ad eliminare “mammiferi soricomorfi della famiglia dei Talpidi”.
La circostanza ha dell’incredibile perché tutti sanno che le talpe scavano le loro tane nei giardini e quindi è davvero impensabile che possano essersi annidate dove i pavimenti sono di marmo, parquet o al limite – nei locali meno nobili – di piastrelle, moquette o linoleum.
La ricostruzione della fantasiosa operazione dal sapore misterioso non escluderebbe nemmeno il coinvolgimento di una squadra di moderni “Ghostbusters” (o, per l’occasione, “Molebusters”) chiamati a dar prova della loro professionalità nell’eliminazione del problema.
La narrazione fa pensare che nei mille ipotizzabili sprechi della Pubblica Amministrazione possa rientrare la realizzazione di giardini pensili e serre in locali catastalmente classificati per altre destinazioni, senza che tali opere possano trovare giustificazione in aumenti della produttività o rientrare nelle ordinarie attività di arredo…
Per non recare intralcio ai normali compiti dell’Autorità la disinfestazione sarebbe stata svolta non solo in un giorno di festa ma – sfruttando gli stacanovisti assoldati – addirittura nottetempo.
La bizzarra storia di quel che potrebbe essere un remake del film “Una notte al museo” – che come Report ha totalizzato un certo numero di puntate – fa sperare i cinefili in una nuova performance di Ben Stiller, Owen Wilson e tanti altri e, al contempo, impone l’affettuoso ricordo del compianto straordinario Robin Williams che nella pellicola interpretava Teodoro Roosevelt.

La narrazione limita la presenza dei Grand Commis alla fase iniziale della manovra eseguita con la massima riservatezza visto che il profilo igienico delle talpe in ufficio potrebbe compromettere la reputazione istituzionale.
Siccome questi fastidiosi animaletti possono nascondersi ovunque, il manipolo di debellatori – legittimamente disorientati – sarebbe stato costretto a perlustrare con scrupolo e totale autonomia le viscere del sistema informatico e magari ogni angolo dell’immobile dove faldoni – zeppi di pratiche top secret – potevano rivelarsi magici nascondigli…
Siccome la puntata di Report con le sue succulente pietanze non è ancora andata in onda, non ci si può basare solo sull’odore che arriva dalla cucina per immaginare quel che verrà portato a tavola.
Il profumino, però, sembra invitante e quindi l’Italia intera ha già annodato il tovagliolo al collo e impugnato le posate sperando che per il giornalismo d’inchiesta non sia “l’ultima cena”.












