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TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
23/10/2026
in RIFLESSIONI
TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE
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TE LO LEGGO IO

La spiegazione di questo vecchio proverbio è sin troppo nota. Cerchiamo di inquadrarla nell’attualità di questi giorni.
Il Governo più longevo della Repubblica si è, sinora, e non demorde, sperticato nell’autoincensarsi per i risultati ottenuti in tutti i settori: nazionali e internazionali. Tralasciamo quelli internazionali.
La politica dei longevi si sta sciogliendo come neve al sole. In questi giorni, come ampiamente noto, il problema principale sul quale si dibatte è, anche giustamente, quanto avvenuto a Milano dove alcuni delinquenti si sono dedicati alla devastazione e al saccheggio del centro città.
Pur non tralasciando la gravità degli eventi, è bene evidenziare anche quanto di grave e diffuso sta avvenendo nel Paese. I telegiornali, governativi e non, hanno trasmesso immagini e commenti su Milano, ripetuti in tutti i talk show in ogni ora del giorno. Sul finire dei telegiornali, in coda a tutto, si è parlato delle proteste, in atto da giorni, legate al prezzo del gasolio e dei carburanti in genere. Parliamo dello sciopero e del blocco degli autotrasportatori.
Sono stati varati ben otto decreti sicurezza ma la percezione della sicurezza è peggiorata nel cittadino. Sicuramente fa gioco alle destre sempre più estreme che si ergono a difensori di legalità e sicurezza senza saper dare risposte credibili, eccetto slogan razzisti. Hanno ignorato la funzione della polizia di prevenzione privilegiando solo rattoppi estemporanei di polizia di repressione. Sia chiaro la polizia di repressione non va ignorata ma senza quella di prevenzione ha le armi spuntate in ordine pubblico. Dare le qualifiche di Agente o Ufficiale Polizia Giudiziaria ai militari non ha senso. In primis andrebbe modificato l’articolo 57 del Codice di Procedura Penale. I militari sono stati formati per altro, non per compiti di Polizia Giudiziaria e ordine pubblico. Poi perché solo l’Esercito e non la Marina o l’Aeronautica? Va benissimo impiegarli in compiti di vigilanza per sgravare di impegni le Forze di Polizia; pensiamo ai militari avanti ad Ambasciate, Consolati, punti nevralgici nelle città.
Strade e autostrade sono state bloccate, generi alimentari e di prima necessità iniziano a scarseggiare nei punti vendita e nei supermercati. Prima a sud e al centro; ora si sta dirigendo verso nord. Il settore pesca sta protestando da giorni ma è meno visibile e con minori effetti rispetto all’autotrasporto. Le imbarcazioni non bloccano le strade. Sicuramente l’impennata del prezzo di carburanti, in particolare il gasolio che regna nel mondo dell’autotrasporto e della pesca, non è colpa del Governo in questo momento. Guerra in Iran e chiusura dello stretto di Hormuz, a parte la quasi quinquennale guerra in Ucraina, avrebbero dovuto far programmare provvedimenti strutturali, non pannicelli caldi prorogati di settimana in settimana. Non sono state avviate, tranne a lungo termine possibili centrali nucleari, politiche di riconversione verso le rinnovabili che nel breve termine sono maggiormente applicabili dando respiro alle bollette energetiche del cittadino.
Non si vogliono evocare spettri in “salsa cilena” quando un prolungato sciopero degli autotrasportatori portò a un colpo di stato (11 settembre 1973), al suicidio del Presidente Allende e al golpe del generale Pinochet, che instaurò un regime dittatoriale durato quasi diciassette anni.
Gli agricoltori sono sempre più vittime di speculatori o ricattati dal crimine organizzato dovendosi rivolgere al caporalato per la raccolta. Caporalato che recluta e sfrutta l’immigrazione clandestina riducendo, di fatto, le persone in schiavitù. Doveva essere stroncato in pochi giorni ma è più vivo che mai.
L’inflazione si sta incrementando a ritmi preoccupanti e la reiterata promessa, a ogni telegiornale, della diminuzione delle tasse si è rivelata una fandonia in quanto la pressione fiscale si è incrementata negli ultimi anni. I soli a beneficiare dell’alleggerimento sono stati gli evasori fiscali ed i destinatari di una flat tax sempre più estesa in termini di imponibile. Poco più del 30% sostiene lo Stato con le imposte pagate. I servizi sono per tutti, i contribuenti una minoranza tartassata, per usare un termine in voga negli anni settanta e ottanta del secolo scorso.
I governanti, per gli eventi citati, hanno ipotizzato infiltrazioni della criminalità organizzata, interferenza ibride dalla Russia e altro come chi parla di verificare i precedenti penali di chi protesta. Forse tutti i manifestanti dell’autotrasporto sono criminali a prescindere?
Unica risposta: un decreto estemporaneo privo di strategia. Corrono dietro ai problemi ogni volta che se prospetta uno. Significa che nella loro prosopopea non hanno cognizione del Paese reale che pensano di governare con ben concertati monologhi televisivi. Non governano, decretano. Si potrebbe continuare con scuola, cultura, sanità, assalto alle comunicazioni, denari gettati al vento in centri per migranti mai utilizzati dove sono state impiegate Forze di Polizia inutilmente. I proclami di vario genere si sono rivelati grida manzoniane: dalle accise, definite pizzo di stato, che dovevano essere abolite, al blocco navale, alla riforma delle pensioni che doveva essere varata il giorno dopo l’insediamento del Governo.
Comunque, non spariamo sulla Croce Rossa ma ricordiamoci delle incommensurabili prese in giro. Riusciranno i nostri eroi a sciogliere i nodi giunti al pettine impiegando un susseguirsi di decreti legge? La demagogia ed i proclami non bastano più.

 

 

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Giuseppe Bodi

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