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TRUMP, UN’INCOMMENSURABILE TRISTEZZA

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
19/07/2026
in SCENARI
TRUMP, UN’INCOMMENSURABILE TRISTEZZA
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TE LO LEGGO IO

Sembra proprio che la guerra degli Stati Uniti con l’Iran stia riprendendo vigore, senza esiti positivi in vista. Qualunque cosa possa accadere nelle prossime settimane, o mesi, non può cancellare, o riscrivere, la demenziale sequenza di eventi e decisioni che ha portato, noi tutti, a questo miserabile momento. Abbiamo visto quanto il presidente Trump pianifichi male (a dire il vero non pianifica proprio nulla), quanto poco capisca, quanto possa dilapidare l’arsenale degli Stati Uniti e quanto sia folkloristica e pericolosa la collezione di sciocchi che ha messo insieme e comanda.
Non abbiamo alcun motivo di sperare che Trump raggiunga i suoi obiettivi, dichiarati in modo irregolare e incoerente.
Ormai sappiamo che trattare con l’Iran è un problema di politica estera difficile, mentre avere a che fare con il cervello di Trump potrebbe essere un problema intrattabile.

Per chiudere la questione Iran, ben sapendo che non era necessario aprirla, si potrebbe consigliare a un presidente “normale” di distruggere ciò che resta degli impianti nucleari iraniani e allo stesso tempo di scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz in rispetto e difesa dell’antico principio della libertà dei mari. Sarebbe una sfida militare difficile, ma non impossibile. Con l’attuale presidente non se ne parla nemmeno. Troppo “irregolare”: minaccia e poi si tira indietro; firma accordi che sembra non aver mai letto; dice di essere indifferente alle considerazioni politiche ed economiche per poi cedere a entrambe. Non solo è sprovvisto di una strategia coerente, ma non ha nemmeno una comprensione elementare di cosa sia la strategia. Vuole fare il falco ed ha paura di volare. Vuole fare il cattivo, ma è solo un bullo.

La sola cosa che Trump ha, forse, capito è che la guerra in Iran danneggia gli interessi politici dei suoi complici repubblicani. La votazione di medio termine, il 3 novembre prossimo, di fatto decide la composizione del Congresso (tutti i 435 seggi della House of Representative e un terzo dei 100 seggi del Senato). L’esito può essere per loro catastrofico e mandarli a casa. Il che spiega l’energia che il Donald sta profondendo per convincere gli americani che il sistema elettorale statunitense sia totalmente corrotto – a favore dei democratici, ovviamente – e che non ci si può fidare dei risultati.
Trump vuole minare la fiducia degli elettori nella democrazia stessa. Un obiettivo spaventoso e assai significativo. Lo si è potuto apprezzare appieno nel suo discorso, o meglio sproloquio, televisivo alla Nazione del 16 luglio 2026. Si è avuta conferma dell’opinione di Thomas Brackett Reed, Speaker, ovvero Presidente, della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti dal 1895 al 1899, sui suoi colleghi politici: “Mai che aprano bocca senza sottrarre dalla somma della conoscenza umana”. La stessa esatta considerazione vale per Trump.
Mai negli ultimi 50 anni abbiamo visto un presidente americano comportarsi con così tanta determinazione distruttrice, ma la cosa non sorprende. Per lui è l’unico modo per mantenere il potere e ottenere ciò che vuole. La sua è una combinazione di spietatezza, di strabordante narcisismo e di sociopatia politica. Novello Nerone è pronto a dare fuoco a tutto, pur di governare e non importa che tutto sia ridotto in cenere.

Affascinante e rivelatore notare che Trump, che non riesce a trattenere la maggior parte dei pensieri per più di un nanosecondo e si contraddice a ogni affannato respiro, sia stato paziente e costante nel tessere la narrazione fantastica che forze maligne ed elettorali siano state rilasciate per ghermirlo. Forze che non sanno fare il loro mestiere, visto che nell’ultima tornata elettorale i repubblicani hanno ottenuto la Casa Bianca ed entrambe le camere del Congresso. Comunque, sta usando tutti i fili possibili: invenzioni sull’illegalità del voto, palesi assurdità sulle macchine per il voto, trasformazione alchemica dei violenti e cornuti rivoltosi del 6 gennaio 2021 in martiri valorosi.
Negli ultimi mesi, ha licenziato, o neutralizzato, funzionari che supervisionano le elezioni, ha inviato investigatori federali in Georgia per frugare tra i documenti di quasi sei anni fa, ha emesso ordini esecutivi per richiedere liste elettorali statali e affermare il controllo federale sul voto per corrispondenza, se la prende anche con i cinesi. Il tutto in modo metodico e coordinato, atipico per Donald Trump. Il che suggerisce quanto stia investendo, quanto il tutto sia pericoloso, spregevole, terrificante.

Il cosiddetto SAVE America Act, SAVE sta per Safeguard American Voter Eligibility Act, legge che vuole disperatamente fare approvare dal Congresso, è una ricetta per privare del diritto di voto milioni di americani che non riescono a trovare i loro certificati di nascita, o non hanno un passaporto statunitense, o altri mezzi per dimostrare la loro “americanità”.
Alcune riforme di buon senso per aumentare la fiducia del pubblico nelle elezioni, come chiedere agli elettori di presentarsi alle urne con un documento d’identità valido, o abolire la pratica della raccolta dei voti da parte dei sindacati, o di altre terze parti, sarebbero certamente ben accolte, nell’interesse di tutti. Invece, per interesse esclusivamente personale, Trump dopo avere abilmente rilevato i dubbi che serpeggiavano tra gli americani, con la sua velenosa demagogia li ha sovra-alimentati, portandoli ad uno stato di paranoia da sfruttare a suo vantaggio, facendo perdere agli elettori la fiducia nelle elezioni.

In modo analogo, invece di mettere a punto una necessaria riforma della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, Trump ha alimentato una campagna di intimidazione e terrore contro persone perbene e gli indifesi. I recenti due omicidi da parte di agenti ICE, uno in Texas e l’altro nel Maine, durante l’arresto forzato di veicoli, ha fatto ordinare al Dipartimento della Sicurezza Nazionale di sospendere la pratica. Trump non è per nulla d’accordo.
Sorprende quanto sia diversa la lettura politica di questi fatti da parte dei democratici e dell’amministrazione Trump. I primi ritengono che la maggior parte degli elettori sia disgustata – e si ribellerà – del brutale comportamento degli agenti federali dell’ICE. L’amministrazione Trump invece intensifica i raid e le deportazioni. Un’ostinazione che può sembrare auto-distruttiva, ma è il comportamento tipico dei credenti in un Dio maggiore. Daniele non era auto-distruttivo quando è sceso nell’arena con i leoni. Credeva, aveva la fede a proteggerlo. I repubblicani invece, pure.

Trump sa che le politiche di sicurezza delle frontiere di Joe Biden, troppo lassiste, lo hanno aiutato a riconquistare la Casa Bianca. Sa che mettere in sicurezza i confini è uno dei pochi risultati autentici e riconosciuti della sua amministrazione. Però ha portato l’applicazione delle leggi sull’immigrazione a un livello di crudeltà tale che parte dei repubblicani, anche se lo dicono in modo molto tranquillo, non lo sostiene. Sanno quanto siano vitali i lavoratori privi di documenti per decine di settori di attività economica. Sanno fare distinzioni di buon senso tra la deportazione di criminali autentici e l’arresto di sfortunate cameriere, operai edili e addetti all’industria alimentare.
Si può solo sperare che verrà il giorno quando ogni americano guarderà alla repressione dell’immigrazione di Trump con vergogna.

Perché di senso della vergogna ne è rimasto ben poco. Come giustificare quanto Trump, i suoi figli e i loro tirapiedi stanno facendo? Da quando è iniziato il suo secondo mandato, la Casa Bianca viene usata come fosse un Bancomat di lusso che vomita appetitose banconote da un milione di dollari nelle loro avide mani. I repubblicani … tacciono.
Non hanno detto nulla a proposito di un pagamento da una società sudcoreana a una società finanziaria di Trump, di 2 milioni di dollari come parte di una “tassa di sviluppo non rimborsabile” per quello che il The Times riporta sia “un progetto di campo da golf ancora non annunciato”.
Chiamarla corruzione vuol dire coprire l’afrore di una fogna a cielo aperto.

Domanda: se i risultati di medio termine respingessero Trump, i repubblicani si libereranno dalle catene che li imprigionano e si sganciano da lui? Quanti e quanto alla svelta?
Non accadrà subito, anche se i repubblicani vengono nettamente sconfitti.
Non accadrà nemmeno dopo che Trump lascerà l’incarico se potrà ancora, con le sue approvazioni, fare, o distruggere, le carriere politiche dei repubblicani.
Non accadrà dopo il suo funerale, quando i repubblicani lo loderanno come il figlio dell’amore cosmico di George Washington e di Gesù Cristo.
Accadrà fra un paio di generazioni, se si è fortunati.

Che tristezza incommensurabile.

NdA
Si ringraziano Frank Bruni, docente di giornalismo e di Public Policy alla Duke University e opinionista del New York Times e Bret Stephens, editorialista della sezione Opinioni per il The Times dove si occupa di politica estera, politica interna e questioni culturali, per i contenuti del loro dialogo, pubblicato il 16 luglio 2016 dal NYT, da cui si è attinto abbondantemente.
Ricordando che Picasso diceva: “I cattivi artisti copiano. I buoni artisti rubano”, ammetto di avere rubato.
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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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