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ECCO COME GLI HACKER D’ORO HANNO RUBATO I FAMOSI SEI MILIARDI DI DOLLARI

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
05/11/2026
in EDITORIALI
ECCO COME GLI HACKER D’ORO HANNO RUBATO I FAMOSI SEI MILIARDI DI DOLLARI
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TE LO LEGGO IO

Quando si parla di furti nel mondo di Internet si è portati a pensare a criminali dalle incredibili capacità informatiche.
In un attimo la fantasia porta ad immaginare programmatori instancabili che passano la notte a scrivere righe di codice da usare come grimaldello o – ancor peggio – come fiamma ossidrica con cui perforare le casseforti virtuali.
Quando poco tempo fa si è sentita la notizia della rapina del secolo a qualcuno sembrò impossibile che un bandito fosse riuscito a portar via addirittura sei miliardi di dollari in un colpo solo.
E tutti hanno cominciato a chiedersi, ovviamente, come fosse riuscito in una simile impresa.
La risposta ad un così imponente quesito arriva direttamente da uno dei due amministratori delegati di Binance, ovvero la società che si è fatta fregare.
Richard Teng, al vertice di questa azienda appena turlupinata, ha dichiarato che gli hacker hanno sì utilizzato l’intelligenza artificiale ma che la loro arma vincente è stata una serie di falsi colloqui di lavoro.
Ancora una volta la bravura informatica ha avuto un ruolo secondario in una avventura tanto ardimentosa che ha svuotato i portafogli elettronici della più importante piattaforma online che tratta criptovalute.
La carta vincente giocata dai malfattori è stata la dabbenaggine di dipendenti, collaboratori e consulenti di Binance.
I furfanti – in ossequio alla regola aurea del non aver fretta – hanno impiegato mesi per mandare a segno la loro malefatta. Quello che è considerato l’attacco record è stato realizzato agendo lentamente, quasi avessero dovuto scavare con le mani un lungo tunnel nel sottosuolo per arrivare al forziere hi-tech.
I banditi hanno ricordato che l’anello debole di un sistema di sicurezza è sempre l’essere umano. Siccome un cretino non basta, i delinquenti hanno ritenuto opportuno sceglierne più di uno così da avere più cavalli su cui puntare la loro scommessa.
La scelta del finto colloquio di lavoro è stata geniale. Ha infatti consentito di entrare in buona confidenza con sventurati che – per ben figurare – hanno esplicitato nel dettaglio le mansioni abitualmente svolte. Ogni candidato ha tenuto a sottolineare la delicatezza dei compiti assegnatigli e a descrivere in modo preciso le procedure di cui aveva assoluta padronanza.
Quel che ha giocato un ruolo fondamentale è stato il rapporto di confidenza instaurato con chi sperava in una nuova prospettiva professionale. L’idea di uno stipendio migliore, di qualche benefit davvero invidiabile e di una posizione elevata nell’organigramma dell’ipotetico nuovo datore di lavoro, è stata certamente l’innesco di una malaugurata loquacità…
A giugno scorso i briganti hanno creato una versione contraffatta di uno strumento per sviluppatori, convincendo uno degli ingegneri di Binance ad installarla. Poi a settembre si sono finti come reclutatori per conto di una nota società di selezione del personale e hanno agganciato un altro qualificatissimo specialista della piattaforma nel mirino. Dopo una preliminare conversazione culminata con lodi sperticate che hanno esaltato il poveretto ormai pronto a fare qualunque cosa pur di sentirsi dire che era il più bravo, i sedicenti esaminatori hanno chiesto al tizio di svolgere un esercizio di programmazione che conteneva un malware nascosto. Le istruzioni nocive erano state progettate per eludere i meccanismi di sicurezza e il “coglionazzo” ci è cascato con tutte le scarpe, creando un varco attraverso il quale i criminali sono arrivati dritti dritti al tesoro.
Nonostante gli esperti di security di Binance avessero rilevato operazioni anomale e avessero sostituito a titolo precauzionale il computer del tecnico per tentare di bloccare attività illecite, l’intervento non ha fatto in tempo a scongiurare il saccheggio. Gli hacker hanno agito lentamente, ma hanno saputo correre velocissimi non appena si sono accorti che stava per scattare l’allarme: delinquenti sì, ma stupidi niente affatto…
Adesso Binance cerca un esperto terzo che, in totale condizioni di indipendenza, esamini l’accaduto, ricostruisca con la moviola i vari passaggi, fornisca suggerimenti per evitare un bis che potrebbe esser fatale non solo per l’azienda ma per l’intero universo finanziario.
Se c’è qualche professionista con sufficiente dose di sadismo, l’occasione è davvero ghiotta.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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