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L’IRAN INVITA I GIOVANI AMERICANI A RIVIVERE IL VIETNAM

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
12/04/2026
in EDITORIALI
L’IRAN INVITA I GIOVANI AMERICANI A RIVIVERE IL VIETNAM
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TE LO LEGGO IO

Dovremmo averlo capito da tempo. Non sono i sorrisi nelle fotografie ufficiali un valido indizio dell’andamento delle trattative.
Il vedere i rappresentanti di Paesi in guerra tra loro che siedono serenamente in un salottino minimalista significa soltanto che durante l’incontro i protagonisti del summit pakistano non sono rimasti “all’impiedi” (come l’Accademia della crusca ammette si scriva e si dica).
J.D. Vance, latore della “offerta che non si può rifiutare”, se ne torna a casa in conformità alle sue radici irlandesi-scozzesi: con le pive nel sacco.
La sbrigativa ipotesi di chiudere con quella che a Washington era considerata la proposta “migliore e definitiva” è andata a scontrarsi con il “non aver fretta” degli iraniani.
Guardando con ponderato distacco la scena del meeting diplomatico, Teheran somiglia tantissimo a Saigon, mentre la Persia si confonde con l’indimenticabile Vietnam.
I centometristi USA si sono visti spostare la linea del traguardo dagli imperturbabili maratoneti mediorientali, presumibilmente pronti a prove di resistenza anche estrema.
Nessuno nega che l’incontro fosse di enorme e fondamentale importanza, ma al contempo nessuno può negare che le trattative siano discussioni e non imposizioni.
Visto che il suo Presidente si ritiene la trasfigurazione di Gesù, molto probabilmente J.D. Vance era invece convinto di incarnare Giulio Cesare e di poter mandare – un po’ come lui – un messaggio WhatsApp con un laconico ed immortale “Veni, vidi, vici”.
Forse il messo statunitense “si era fatto persuaso” (come il Montalbano di Camilleri) che gli iraniani avrebbero accettato senza esitazione le condizioni elencate negli incartamenti. E invece questi non si sono fatti …incartare.
L’approccio da sportello bancario con il “firmi qui” dinanzi a mille clausole, tradizionalmente poco leggibili per dimensioni e poco comprensibili per redazione del testo, non ha funzionato.
A voler immaginare un clima cordiale che non può esserci stato, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf – fattasi oggettivamente notte fonda – potrebbe aver guardato l’orologio e sussurrato a J.D. Vance “Giovanotto, si sbrighi a ripartire che è davvero tardi e a casa magari si preoccupano…”
Tra i convenevoli non sarà certo mancato un “tornate quando volete”, lasciando libera scelta sul cosa portare la prossima volta come carico di morte.
L’Iran ha fatto capire di non avere nessuna intenzione di piegarsi, ribadendo che l’arricchimento dell’uranio rientrerebbe in un consolidato progetto di energia nucleare, ma gli Stati Uniti sono abituati – Iraq docet – a vedere armi letali anche dove non ci sono e – in questo caso – anche dove Trump già l’estate scorsa diceva di averle annientate…
Il diktat camuffato da accordo non è stato sottoscritto.
Al signor Donald, già poco simpatico ad una larghissima fetta di statunitensi, ora tocca spiegare ai ragazzi degli States le modalità di convocazione della “gita” in Medio Oriente con biglietti di andata e ritorno garantiti solo per la prima tratta.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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