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PASSAGGI BASSI E TESTOSTERONE

Luca Anedda di Luca Anedda
13/08/2026
in DIFESA
PASSAGGI BASSI E TESTOSTERONE
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TE LO LEGGO IO

Che volare abbia da sempre rappresentato il sogno di molti ragazzi e ragazze non è certo una novità. L’idea di potersi librare nell’aria sopra montagne, colline, laghi e spiagge da un senso di libertà assoluta. Con qualunque mezzo: palloni aerostatici, deltaplani, alianti, piccoli aeroplani, elicotteri e velocissimi jet.
Ma con il passare degli anni e dopo numerosi incidenti, il volo è stato sempre più regolamentato, proprio per evitare che questo senso di libertà non superasse certi limiti che avrebbero potuto causare non solo danni al velivolo ed il suo equipaggio, ma anche a terzi ignari ed incolpevoli.
Il volo militare è certamente tra quelli che spinge il sistema “pilota-macchina” al limite delle prestazioni sia del pilota e sia del velivolo. Questi limiti vanno esplorati, non per gioco o voluttà, ma perché il tipo di missione che deve svolgere il pilota militare può richiedere di operare proprio in prossimità di quei limiti.
Un velivolo caccia bombardiere deve poter raggiungere l’obiettivo su cui sganciare il suo carico bellico volando ad alta velocità ed a bassissima quota. Oppure un velivolo intercettore deve essere in grado di ingaggiare un duello aereo contro un avversario potendo raggiungere tutti le velocità, alte o basse, e tutti gli assetti possibili entro l’inviluppo dell’aeroplano.
L’addestramento che viene svolto deve dunque preparare a questa attività operativa. In qualsiasi condizione: giorno, notte, con pioggia o neve, con il caldo o con il freddo e su diverse superfici.
Per un pilota militare sia esso da caccia, da trasporto o elicottero volare a bassa quota fa parte del suo bagaglio di cose da saper fare, e da saper fare bene. Facile intuire che volare di notte a 450 nodi (circa 800 km all’ora) in una valle o anche sul mare richiede la massima attenzione. Bisogna avere dentro di sé piena conoscenza di tutti i rischi che si corrono in quelle situazioni per essere pronti ad applicare tutte le contromisure necessarie per evitare l’incidente fatale. Nessun dettaglio può essere lasciato al caso. Anche il movimento della testa dentro al cockpit deve essere fatto con attenzione, ben sapendo che il disorientamento spaziale può nascere anche da lì. Le vertigini sono uno dei tanti rischi che possono alterare la percezione di ciò che si sta facendo e tutto può nascere da un movimento sbagliato oltre che dalle accelerazioni o decelerazioni che un velivolo può compiere. Insomma, roba a cui bisogna addestrarsi con costanza ed umiltà.

Tutto l’addestramento necessario per i piloti militari è però rigidamente regolamentato proprio per ridurre al minimo la possibilità di incidenti, e per proteggere chi vola nelle vicinanze e coloro che sono a terra che siano essi spettatori o semplicemente cittadini che vivono la loro vita quotidiana. Ed ecco perché certe tipologie di volo sono possibili solo nei poligoni che sono interdetti ai civili e che dunque non corrono alcun rischio e dove, in caso di incidente, solo il pilota ne verrebbe coinvolto. Oppure il sorvolo di alcune aree è proibito o limitato ad una certa quota.
Insomma, tutto è organizzato per evitare rischi e pericoli inutili ed evitabili.
In passato, soprattutto nell’immediato dopoguerra, quando a volare erano proprio i sopravvissuti di quella tragedia che è stata la Seconda guerra mondiale, molte regole non esistevano e se c’erano non erano molto rispettate. Ecco, dunque, che si faceva il passaggio basso sopra la casa della fidanzata, oppure, si sorvolava la trattoria dell’amico dove poi la sera si sarebbe andati a mangiare. Un saluto agli amici della baita in montagna o un passaggio sotto il ponte autostradale. Famoso fu quello di un caccia inglese che volò sotto il Tower Bridge di Londra nel 1968. Alan Pollock, un Tenente della RAF, arrabbiato dal fatto che per i 50 anni della Foza Armata non era stato organizzato nessun passaggio in formazione sopra la città, pensò bene di farlo lui. Non solo volò sotto il ponte ma passò radente sopra il Parlamento ed altri edifici di Londra. Purtroppo, a volte, questo tipo di indisciplina ha comportato degli incidenti anche molto gravi. Oggi tutto questo sarebbe impensabile.
Nel tempo queste indiscipline di volo sono state sostituite da un atteggiamento più professionale che non lascia alcuno spazio a questo tipo di violazioni. Sia per la cultura che si è sviluppata all’interno delle Aeronautiche Militari dei vari Paesi, sia perché è stata operata una energica opera di repressione da parte dei Vertici militari che giustamente hanno adottato la “tolleranza zero” verso questi atteggiamenti.

Vorrei anche aggiungere una considerazione di tipo tecnico. Il volo radente di per sé non è una manovra difficile da effettuare per un pilota addestrato, soprattutto se effettuata senza fare acrobazie, ma solo effettuando un passaggio molto basso. Anzi è piuttosto semplice e non denotata nessuna particolare bravura. Certo bisogna stare attenti agli ostacoli ed evitare distrazioni; inoltre bisogna conoscere bene il velivolo su cui si vola per evitare spiacevoli sorprese “tecniche”, ma per il resto se effettuato di giorno, con il bel tempo e magari su territori pianeggianti o sul mare, non è una delle manovre più difficili da compiere.
Ma perché stiamo parlando di tutto ciò?
Lo spunto ce lo offre la cronaca.
In queste ultime settimane negli Stati Uniti si sono verificati alcuni episodi che hanno generato molte perplessità ed un certo allarme tra gli stessi vertici militari americani.
I fatti.
Questa primavera due elicotteri Apache sono andati a fare un “saluto” al cantante Kid Rock nella sua casa del Tennessee, fermandosi in Hovering a qualche metro dalla veranda del musicista.
Nel luglio scorso un velivolo F18 dei Blue Angels è passato a tutta velocità e bassissimo sulla spiaggia di Pensacola ribaltando ombrelloni, sdraio e bagnanti.

In occasione della festa del 4 luglio poi, due elicotteri Apache hanno sorvolato la spiaggia anche loro a pochi metri dai bagnanti e spettatori.
In tutti questi casi, in linea con la policy di cui si è detto, sono stati presi provvedimenti per gli equipaggi coinvolti in questi eventi.
Sorprendentemente, il Ministro del Dipartimento della Guerra americano, Pete Hegset, ha cancellato questi provvedimenti disciplinari e tutto il processo investigativo che era stato messo in moto per capire come si fossero svolti i fatti. Anzi ha invitato a perseguire su questa strada dicendo che queste cose servono a rialzare il morale delle Forze Armate. Morale che effettivamente non è poi così alto, soprattutto dopo le inspiegabili iniziative di guerra condotte verso l’Iran, che stanno portando non solo all’esaurimento di alcuni armamenti pregiati quali i missili da crociera ed i missili antimissile, ma stanno letteralmente consumando le risorse umane. È notizia di queste ore che sei marinai della portaerei Lincoln si sarebbero buttati a mare in segno di protesta per gli oltre 250 giorni consecutivi di navigazione in un teatro di guerra. Anche un’altra portaerei la Ford, era dovuta rientrare in porto perché il sistema delle toilette era andato in avaria e si sospetta avaria provocata dagli stessi marinai per lo stesso motivo della Lincoln.

Ma le brillanti idee di Pete Hegset non finiscono qui: Da adesso in poi per tutti i membri delle Forze Armate, fatta eccezione per le donne sarà obbligatorio il test del testosterone. Se al di sotto di un certo livello verranno offerte delle cure per elevarlo, così dice Hegset, si potrà garantire che i militari americani siano sempre i più forti combattenti.

Tutto questo sta generando un notevole malumore nelle Forze Armate a vari livelli e non sorprende che alcuni generali a 4 stelle abbiano lasciato il servizio attivo in anticipo.
Una china pericolosa questa intrapresa dal Ministro che demolisce in poco tempo tutto il lavoro fatto in tanti anni e che aveva dato i suoi frutti in tema di sicurezza e affidabilità.
Se ne sentirà ancora parlare.

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Luca Anedda

Luca Anedda

Luca Anedda è nato a Cagliari il 24 Dicembre 1958. Ha conseguito la Maturità Scientifica presso la Scuola Militare Nunziatella negli anni 1973-1977. Entrato in Accademia Aeronautica con il Corso Turbine 3, ha conseguito il brevetto di pilota militare negli Stati Uniti (Columbus A.F.B. Mississippi), al termine del quale è inviato a frequentare il corso di “Fighter Lead in Training” presso la Base Aerea di Holloman in New Mexico (U.S.A.). Successivamente viene assegnato al 5to Stormo di Rimini dove consegue la “Combat Readiness” su velivolo F104 come pilota Caccia intercettore. Dopo aver frequentato la Scuola di Guerra Aerea di Firenze con il grado di Capitano, viene promosso Maggiore ed inviato come Istruttore presso la scuola di volo NATO di Sheppard A.F.B. negli Stati Uniti, dove ricopre vari incarichi di rilievo. Rientrato in Italia con il grado di Tenente Colonnello, nel 1994 ricopre prima il ruolo di Capo Ufficio Operazioni del 5to Stormo di Rimini, e successivamente quello di Comandante del 23mo Gruppo Caccia Intercettori. Nel 1996 entra in Alitalia e diventa Comandante su Velivolo MD80. In Alitalia ricopre anche il ruolo di Quality safety Auditor e svolge numerose audit presso Compagnie come Air China, Kenia Airways. Laureato in Scienze Aeronautiche, è diventato consulente presso G.E.D.A. società di aviazione e consulenza nel settore sia di ala fissa che rotante. Attualmente risiede in Inghilterra ed è Comandante esaminatore di volo presso Stobart air. Ha al suo attivo oltre 16.000 ore di volo di cui 3.000 su velivoli militari. Sposato con Tiziana, ha tre figli: Gabriella, Alessio e Isabella.

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