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Home LA STORIA CHE DIMENTICA

RAIMONDO MONTECUCCOLI. PENSIERO STRATEGICO E INTELLIGENCE. (PRIMA PARTE)

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
06/08/2026
in LA STORIA CHE DIMENTICA
RAIMONDO MONTECUCCOLI. PENSIERO STRATEGICO E INTELLIGENCE. (PRIMA PARTE)
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TE LO LEGGO IO

Raimondo Montecuccoli (1609-1680), pupillo del Cardinale Alfonso d’Este, studiò a Roma l’antichità classica, l’umanesimo e il rinascimento. Estimatore del cugino Raimondo, in servizio presso l’esercito imperiale, nel 1625, si arruolò come semplice soldato. Avvezzo alla disciplina e all’impegno, in breve emerse. Nel 1629, nel pieno della Guerra dei trent’anni, con il grado di alfiere, fece parte del contingente inviato dall’imperatore nei Paesi Bassi. Si distinse in varie battaglie ottenendo il grado di capitano. Lasciata la fanteria, assunse il comando di uno squadrone di Corazzieri. A soli ventisei anni fu promosso colonnello. Nel 1636 la carica del suo Reggimento salvò l’esercito imperiale dalla disfatta. Fu più volte ferito e tenuto in prigionia dove elaborò il suo pensiero.
Montecuccoli constatò le gravi lacune dei comandanti imperiali, soprattutto nell’uso delle artiglierie; le sue riflessioni lo condussero ad adottare una diversa azione di comando e innovative opere sulla scienza bellica sforzandosi di imprimere al pensiero militare sia un’impronta organica, sia una connotazione scientifico-matematica, evento rivoluzionario per l’epoca.
Nel 1642 fu promosso generale dell’esercito imperiale. Al servizio del Duca estense di Modena, impegnato a contrastare le mire espansionistiche di Papa Urbano VIII (1568-1644), sconfisse le truppe pontificie il 21 luglio 1643 nella battaglia di Notantola.
Nel 1645, venne nominato membro dell’Imperial consiglio aulico militare, supremo organo militare, nonché Gentiluomo di camera dell’Imperatore.
Promosso Comandante generale della cavalleria, al termine della Guerra dei trent’anni, conoscitore di sette lingue, fu investito di compiti diplomatici come rappresentante imperiale. Si recò in Svezia, in Inghilterra, nelle Fiandre, in alcuni Principati tedeschi e fu ricevuto da Papa Innocenzo X (1574- 1655).
Quando i turchi si diressero verso i confini del Sacro Romano Impero il Feldmaresciallo Generale Montecuccoli guidò la coalizione (tedeschi, italiani, pontifici e francesi) e li affrontò in Ungheria. La battaglia, nell’agosto 1664, si concluse con la disfatta dei turchi, nonostante la preponderanza numerica delle truppe ottomane.
Nel 1666, l’Imperatore lo nominò Luogotenente generale dell’Impero, ovvero colui che poteva assumere le funzioni imperiali in caso d’incapacità o assenza del Sovrano. Di conseguenza si trasferì a Vienna dove assunse la carica di presidente dell’Imperial Consiglio Aulico Militare.
Luigi XIV, al fine di consolidare il suo progetto egemonico sull’Europa occidentale, invase la Lorena, varcò il Reno e attaccò l’Olanda, alleata dell’Impero; Leopoldo I dichiarò guerra alla Francia.
Montecuccoli, non più giovane, il 26 luglio 1675, sconfisse il nemico grazie ad una mirabile manovra. Fu la sua ultima impresa . Nel 1678 fu nominato principe di Melfi da Carlo II di Spagna
Montecuccoli fu anche un fine intellettuale. Scrisse: il “Trattato della Guerra”, ”Le Tavole militari e Delle battaglie”, “Della guerra con il turco in Ungheria”, “Aforismi dell’arte bellica”. Affrontò i temi dell’arte militare (strategia, tattica, organica e logistica) e la “funzione operativa” (combattimento, supporto al combattimento, sostegno logistico). Montecuccoli non considerava la guerra espressione diretta della politica ma un fattore autonomo, sottoposto a regole proprie; indispensabile era la loro padronanza, premessa di ogni vittoria sul campo. Condottiero e intellettuale, desiderava assicurare un ordine sistematico alle su esperienze, certo che il successo fosse la risultante dell’azione combinata di diversi fattori, in primis la consapevolezza della consistenza e della capacità operativa dell’avversario. I suoi scritti sono stati il principale riferimento del pensiero militare per tutti gli eserciti fino ai primi decenni del XIX secolo quando fu pubblicato, postumo tra il 1832 e il 1837, il libro “Della guerra” di Carl von Clausewitz (1780-1831).


Fonte: Gnosis 4/2017
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Giuseppe Bodi

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