Il processo più televisivo della storia è alle prese con l’ennesimo colpo di scena. Nelle aule di udienza dei più beceri programmi “sul piccolo schermo” (come si diceva prima dei display murali) già è stata sentenziata la condanna del signor Sempio.
Nessuna intenzione di infilarsi nelle bituminose discussioni in cui tutti hanno sempre ragione e soprattutto ne sanno immancabilmente più degli altri. Le poche righe odierne sono soltanto la sconsolata constatazione che anche oggi – come ieri e domani – le vere vittime sono la giustizia e la fiducia che il cittadino nutre perché questa, invece, goda di splendida salute.
Nei salotti del talk show si accatasta il peggio di questa umanità, da chi pontifica in studio a chi religiosamente è genuflesso nel salotto di casa per ricevere l’ostia consacrata della nuova verità che qualcuno sta meticolosamente distillando.
Se si guarda con un minimo di ragionevole distacco quel che sta accadendo nella ricostruzione di delitti inspiegabilmente irrisolti o meritevoli di rivisitazione, ci si accorge che le agghiaccianti notizie “fresche di giornata” sono destinate a foraggiare il futuro palinsesto.
Le continue nuove cruente testimonianze della nostra inciviltà, facendo rinvenire cadaveri in ogni dove e in differenti condizioni di conservazione e oltraggio, garantiscono prospettive di audience davvero rimarchevoli.
Il merito di questo rigoglioso orizzonte è da riconoscere a chi non ha saputo, non sa e non saprà fare le indagini, lasciando spazio a intraprendenti narratori e al loro parterre di esperti o presunti tali.
E’ legittimo domandarsi quante Garlasco ci siano attorno a noi. E’ ancor più doveroso chiedersi come alcuni protagonisti di quel caso che all’epoca hanno acquisito ed analizzato prove possono giustificare la ridotta utilità del loro operato. Diciamo che un eventuale capovolgimento dell’epilogo giudiziario dell’assassinio di Chiara Poggi non è certo una medaglia sul petto di chi ha svolto le investigazioni più delicate, le stesse che hanno costretto a ricorrere alla impietosa VAR legal-scientifica degli ultimi tempi…
Come recitavano i Brutos nell’indimenticabile Carosello di un celeberrimo prodotto per pavimenti, c’è chi riesce ad avere “un’ottima cera” anche dopo cocenti insuccessi e plateali smentite.
Il nostro Paese perdona qualunque cosa, anche quel che non meriterebbe indulgenza e comprensione. Chi ha toppato continuerà a dissertare in virtù di una infallibilità non ossidata da riprove sbalorditive. “Fa ascolti” e quindi – visti i tempi – anche lui merita la grazia.
Sono terribilmente attratto dalla pubblicità. Non riesco a resistere, venendone irrimediabilmente attratto quasi dietro lo schermo del televisore – scomparso da tempo il tubo catodico – si nascondesse...
Leggi tuttoDetails












