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I VANDALI NON SONO LEGATI AD ALCUN IDEALE POLITICO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
19/10/2026
in EDITORIALI
I VANDALI NON SONO LEGATI AD ALCUN IDEALE POLITICO
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TE LO LEGGO IO

Quel che è successo in giro per l’Italia nel weekend delle devastazioni non ha nessuna colorazione rossa o nera. E’ soltanto la sconfortante constatazione che il Paese è incazzato e fuori controllo.
A dispetto delle trionfalistiche dichiarazioni che incensano successi governativi difficili da riconoscere per veri, il fatto che lo stato d’animo collettivo sia un po’ sopra le righe era e rimane evidente. La frase “non si arriva alla fine del mese” è stata modificata restringendo l’arco temporale di sopravvivenza a non oltre il giorno 20, ma il problema economico in questa circostanza passa – si fa per dire – in second’ordine.
Quel che spaventa è lo schieramento incolore, privo di marcature politiche ma specchio di un inquietante malessere generazionale. Potremmo accorpare questi soggetti sotto il moderno simbolo della “microcar nera”, quella che in questi giorni ci ha fatto capire come la “noia” spinga a compiere azioni criminali che diventano un gioco e addirittura la normalità.
L’orda barbarica che ha flagellato contesti urbani, tramutandoli in arene dove sfogare inutile rabbia e fare della distruzione un rituale quasi religioso, non è nemmeno quella dei “provocatori classici” che chi organizza una manifestazione teme e spera di bloccare.
Difficile ipotizzare che estremisti reazionari arruolino dodicenni per spedirli a creare disordine. Ancor più impegnativo immaginare che un ragazzino possa trasformarsi in Attila o Alarico di cui lui stesso – bestialmente ignorante – disconosce l’esistenza e ancor più le gesta.
Senza essere “radical chic” come dice il Ministro dell’Interno, ci si trova d’accordo con il sindaco di Milano che si è permesso di far presente che forse certi rischi sono stati sottovalutati e che le contromisure pianificate e attuate sono state insufficienti o inidonee ad evitare lo scempio cui abbiamo assistito.
In un’epoca in cui ci si pavoneggia del fantomatico “monitoraggio della Rete” (che, fidatevi, è operazione tutt’altro che facile e praticabile) ci si domanda come non sia stato possibile non accorgersi di quel che bolle in pentola.
E’ noto anche alle casalinghe che sui social si organizzano incontri, riunioni e assembramenti, lasciando trasparire quel che sta per accadere, dicendo dove e come. Se non è facile (e non è facile) beccare certe chiamate alle armi, si eviti almeno di dire che la situazione è sotto controllo.
Probabilmente si poteva venire a sapere che in piazza non sarebbero arrivate solo persone civili intenzionate a manifestare il proprio pensiero in maniera educata pur in contrasto con chi guida la Nazione. E quindi viene da chiedersi quali iniziative siano state adottate sapendo (o non sapendo) che ci si sarebbe trovati di fronte non soltanto operai, impiegati, professionisti, massaie, pensionati, studenti perbene,
Foto e video delle barbarie sono rimbalzati su Tik Tok non solo per documentare i fatti incresciosi, ma in alcuni casi come testimonianza “embedded”. Come le truppe in combattimento incorporano specialisti della stampa per storicizzare le vicende belliche, anche i devastatori hanno portato al seguito chi ha fatto dirette social e hanno filmato quel che era da esporre online come trofeo di guerra…
A questo punto è il caso di non limitarsi a interrogare chi è stato “catturato”, ma di analizzare quel che si può trovare sulle tante piattaforme di condivisione digitale e tra i gruppi di messaggistica istantanea.
Le demolizioni e i saccheggi non li hanno fatti quelli che si lamentano per il carovita, quelli che hanno perso il lavoro, quelli che non possono permettersi le cure mediche, quelli che vorrebbero più ospedali e scuole e meno caserme, quelli che chiedono che non venga calpestata la loro dignità.
Dietro c’è una strategia di destabilizzazione che non fa comodo né alla destra né alla sinistra. Dietro c’è una regia che gestisce una architettura continentale, che ha un disegno preciso e strumenti di coordinamento, che non sbraita ma agisce in silenzio.
La rivolta è contagiosa, certo, ma qui il bacillo dell’insurrezione viene da lontano e si propaga su più livelli, animata da venti freddi, quasi siberiani.
E la ricetta non è il solito, periodico, inutile inasprimento delle pene detentive…

 

 

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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