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VERSO UN NUOVO 11 SETTEMBRE

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
01/03/2026
in EDITORIALI
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TE LO LEGGO IO

Mi immagino il signor Donald che strimpella la lira emulando quel Nerone che, per dar luogo ad una speculazione edilizia ante litteram, decise di incendiare Roma.
Denaro e mattone sono storicamente due espressioni di potere e spesso la poca cultura dei palazzinari ha contribuito al degrado odierno che non ha solo riverberazioni urbanistiche ma adesso rischia di compromettere il futuro del pianeta.
Ci sono mille ragioni per auspicare la destituzione di un regime e questo dovrebbe far riflettere quelli come la buonanima di Khamenei che, non pochi, in giro per il mondo stanno mettendocela tutta per sottomettere le rispettive popolazioni e, perché no?, invadere o bombardare territori senza rispetto di alcuna regola del diritto internazionale.
Chi dice di agire in nome della democrazia dovrebbe esser condannato per aver fornito false generalità, ma a pesare non sono le etichette fuorvianti appiccicate ad un agire inaccettabile. Quel che grava è la mancata visione dello scenario e qualche piccola cognizione di fisica (ah, non aver studiato) che avrebbe fatto comprendere che ad ogni azione corrisponde una azione uguale e contraria.
Non c’è bisogno di ricordare il terzo principio della dinamica perché basterebbe il buon senso ad evitare gesta scellerate che sono destinate – in caso il pianeta sopravviva – a segnare le peggiori pagine della storia universale.
L’attacco all’Iran non somiglia a quello che – con semplice cambio di lettera – nel 2003 ebbe luogo in Iraq. Saddam non aveva nel suo arsenale il potenziale teroristico che bolle nella pentola della vecchia Persia.
Gli iracheni si sono fatti calpestare offrendo quella poca resistenza che è bastata a far sì che dopo vent’anni ci siano ancora un caos insopportabile per chi ci vive e mortificante per i gradassi che erano convinti di sistemare le cose in un paio di settimane.
Gli iraniani non hanno perso un minuto a render pan per focaccia alla allegra brigata del Board of Peace, lanciando missili là dove la vita scorreva serena e gaudente. I colpi andati a segno a Tel Aviv, a Dubai e in alcune basi militari americane nel Golfo sono stati solo il primo assaggio, quasi fossero i salatini che accompagnano l’aperitivo e preludono ad un luculliano banchetto di morte.
L’imperatore degli Stati Uniti d’America sta facendo l’impossibile per superare in simpatia il Nixon dei tempi del Vietnam, preparandosi a collezionare non solo bare avvolte nella bandiera a stelle e strisce ma anche e soprattutto a dover contare vittime civili che avrebbero detto “no” all’invito con cui lo Zio Sam sui memorabili manifesti chiedeva di arruolarsi nell’Esercito.
Il terrorista – qualcuno lo spieghi all’uomo col ciuffo – non ha niente da perdere, perché già gli è stato tolto tutto. E’ animato esclusivamente dalla voglia di restituire dolore e di farlo incurante se a ricevere il suo dono sono persone innocenti. Lo erano anche le 108 ragazze uccise ieri nella loro scuola dal raid americano…
Si mettano l’anima in pace gli strateghi, soprattutto quelli che affollano i talk show e parlano sotto dettatura del conduttore a sua volta al guinzaglio di questo o quel Governo.
I possibili bersagli sono incalcolabili e come tali indifendibili. L’imprevedibilità riguarda il “dove” e il “quando”, ma non solo. Sul fronte del “chi” e del “come” dovrebbe intervenire l’intelligence per bloccare l’organizzazione umana e logistica di un possibile “scacco matto”.
La loro efficienza è tale che – in Italia ad esempio – il Ministro della Difesa è rimasto bloccato a Dubai come un turista fai-da-te che non ha comprato i biglietti in tempo o la cui valigia supera i cogenti limiti di Ryanair.
Mentre anche la celeberrima casalinga di Voghera sapeva dal telegiornale che stava per scoccare l’ora zero in Iran e l’intero Medio Oriente avrebbe passato momenti delicati, né l’inquilino di via XX Settembre, né i suoi generali, né gli 007 si sono accorti che la situazione stava platealmente evolvendo.
Che il Signore ci salvi. E Allah faccia lo stesso.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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