Le parole dell’ineffabile Donald recentemente pronunciate ancora una volta hanno fatto rabbrividire. Siamo da due anni e mezzo adusi a sentire frasi roboanti, minacce, promesse, poi, per lo più, destinate a essere smentite nel volgere di poche ore, al massimo di pochi giorni.
Questa volta lo “sceriffo”, come lo definisce un noto giornalista di “La Repubblica”, ha affermato: “L’Iran pagherà a caro prezzo le morti dei soldati americani”. Anche che gli ultimi attacchi sono stati effettuati “In onore dei soldati caduti”. Forse a Trump sfugge un piccolo dettaglio: è stato lui ad inviarli in battaglia e, purtroppo, nei conflitti si muore.
Qui sorgono due pensieri. Primo uccidere i nemici, compreso un Capo di Stato straniero, è legittimo per gli USA e illegittimo uccidere soldati statunitensi per l’avversario? Nessuno rimpiangerà la ferocia di Alì Khamanei ma la brutale uccisione non è un atto legittimo come non lo è stato rapire Nicolás Maduro. Già lo “sceriffo” tutto può, gli altri devono subire in silenzio e ringraziare per il suo benevolo intervento per ripristinare il “suo” ordine mondiale determinato dal “suo” profitto personale. La sua progenie dovrà pur vivere con decoro dopo di lui per molti decenni.
Il secondo pensiero ci riporta alla Seconda Guerra Mondiale quando, grazie al sacrificio di decine di migliaia di soldati statunitensi, l’Europa fu salvata dai deliri bellici di un caporale e di un maestro elementare. Nulla contro le due categorie ma rappresentavano il nazifascismo.
Ricordiamo che il 23 marzo 1944 un attacco partigiano a Via Rasella causò la morte di 33 militari del Reggimento “Bozen”; il giorno successivo le truppe tedesche trucidarono 335 italiani alle Fosse Ardeatine per rappresaglia (dieci ogni soldato tedesco ucciso). L’odine, partito da Hitler, giunse, per il tramite del Feldmaresciallo Albert Kesselring, Comandante in Capo dell’intero fronte tedesco in Italia, al Generale Kurt Mälzer, Comandante Militare della Città di Roma, e al Tenente Colonnello Herbert Kappler, capo della Gestapo e della Polizia di Sicurezza a Roma. Costoro diressero le repressioni scrupolosamente.
Chissà se le parole, sopra testualmente riportate, evocano un ordine non troppo dissimile, anche se pensato con bombardamenti di civili, donne e bambini non potendosi effettuare un rastrellamento per assenza sul campo di truppe di terra.
Forse l’amico Bibi gli avrà suggerito di procedere come ha fatto a Gaza.
Nel barbaro e vile attentato del 7 ottobre, perpetrato da Hamas, perirono circa 1200 persone, di cui 800 civili, oltre 250 persone furono prese in ostaggio. Molti persero la vita nel periodo di prigionia.
Le vittime palestinesi nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023, secondo stime internazionali attendibili, sono state di oltre 73.000 palestinesi e più di 170.000 feriti. La giusta reazione israeliana è andata ben oltre il legittimo operato delle truppe di terra e dei bombardamenti aerei. Il rapporto va ben oltre l’uno a trenta dei carnefici nazisti in Italia. Qui hanno superato i sessanta, prevalentemente donne e bambini. Vedremo cosa ci riserva lo “sceriffo” dalla bionda chioma.
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