Ci sono mille occasioni per lamentarsi del trasporto aereo. C’è chi si arrabbia per i ritardi e gli scioperi e c’è chi si imbestialisce per un vulcano che rende inutilizzabile uno scalo e lascia tutti a terra. Poi ci sono i drammi dei bagagli che vanno perduti o semplicemente arrivano da un’altra parte, giusto giusto per rovinare le vacanze. Per non parlare dei prezzi dei biglietti che in certi periodi diventano davvero proibitivi, del trolley che non è mai abbastanza piccolo per evitare di pagare il supplemento, dei posti a sedere talmente stretti che il giorno che si viaggerà in piedi non si sentirà la differenza…
Stavolta niente di tutto questo.
E’ la storia del volo 37 di American Airlines decollato il 6 Ottobre da Madrid verso l’aeroporto internazionale di Dallas-Fort Worth.
Non si immagini qualcosa di tragico come purtroppo la cronaca ci ha abituato. L’episodio è tragicomico e forse può strappare un sorriso…
Nella traversata transatlantica c’è stata un’avaria. Non pensate ai motori che si spengono o alle turbine che non spingono a sufficienza oppure ad un problema di pressurizzazione all’interno della carlinga.
Vi ho detto che davvero non c’è nulla di tragico, anche se il Comandante è costretto ad avvisare i passeggeri che c’è un cambiamento di programma e che il volo non può arrivare a destinazione come invece previsto.
Dagli altoparlanti si viene a sapere che per ragioni tecniche il velivolo dovrà atterrare per emergenza all’aeroporto internazionale John F. Kennedy di New York…
Niente panico! E’ facile a dirsi, ma certi annunci fanno presto a mettere ansia…
Verrebbe da farsela sotto, ma proprio lì sta il problema.
Si sono guastati sei bagni del ciclopico aeroplano e i due rimasti funzionanti non sono sufficienti a garantire l’ordinaria prosecuzione del volo.
Il comfort e l’igiene dei passeggeri hanno influito in modo determinante sulla decisione del pilota di deviare la rotta.
Va riconosciuto che dal punto di vista della sicurezza, le inevitabili lunghe code per i servizi igienici possono creare problemi per il venir meno del rispetto delle norme da osservare durante la trasvolata. Poi ci sono i rischi per i passeggeri che restano in fila quando si accende la spia delle cinture di sicurezza e, invece di tornare al proprio posto, si lamentano che già non sopportano la cintura dei loro calzoni…
L’aereo è regolarmente atterrato a New York e ha convalidato la dizione “scalo tecnico”, espressione utilizzata spesso dai passeggeri che in autostrada implorano il conducente di fermarsi alla più vicina area di servizio.
Inutile parlare dei commenti dei viaggiatori che su Internet hanno scatenato la loro furia con espressioni poco riguardose anche nei confronti dell’equipaggio che proprio non ne poteva nulla.
Però bisogna riconoscere che non ha sbagliato chi ha definito quella esperienza “un volo di me…”.












