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IL PAPA E LA RESISTENZA CONTRO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
26/05/2026
in EDITORIALI
IL PAPA E LA RESISTENZA CONTRO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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TE LO LEGGO IO

Quando si faceva catechismo nessuno si è mai sognato di incarnare il diavolo in un robot. Tante volte, però, a chi si preparava a ricevere il sacramento della Comunione veniva rivolto l’invito a non cadere in tentazione.
Senza sfogliare un immaginario Vangelo secondo Isaac Asimov o Roberto Vacca, non è difficile riconoscere qualcosa di demoniaco nell’intelligenza artificiale o – a voler esser più precisi – in certe sue incontrollate ed incontrollabili applicazioni.
Un anno dopo l’aver definito la IA “un’altra rivoluzione industriale”, Papa Leone XIV torna sull’argomento e “mette nero su bianco” la sua ben determinata posizione. L’enciclica è un monito universale che richiama l’attenzione degli immancabili entusiasti sui principi irrinunciabili della dignità umana, della giustizia e del lavoro.
La “macchina” prende il posto dell’essere umano, il chatbot subentra all’amico o all’esperto per soddisfare la bramosia di relazioni e interazioni “naturali” che è nella nostra indole, gli automatismi sostituiscono la varietà con asettici standard. Il processo di fidelizzazione a certi strumenti informatici riesce a folgorare anche la corazza culturale di chi adulto, maturo, istruito si lascia ammaliare senza porsi domande che un tempo avrebbero frenato l’adesione ad un nuovo stile di vita.
Pur tralasciando le implicazioni di ordine religioso, è difficile sfuggire alle considerazioni di ordine etico e morale. Non c’è alcuna necessità di intessere disquisizioni ad alta gradazione filosofica e di ubriacarsi di elucubrazioni e virtuosismi. E’ venuto il momento, e non solo adesso, di capire che l’intelligenza artificiale è lo strumento bellico più pericoloso per la guerra invisibile che sta mettendo a soqquadro gli equilibri del pianeta.
I conflitti sono polidimensionali. Nell’antichità ascisse e ordinate erano costituite dai combattimenti sulla terra e per mare. Poi con gli aerei si è arrivati alla verticalizzazione dello scenario, quindi al campo di battaglia spaziale e infine alla guerra dell’informazione e con l’informazione.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma semmai qualcosa di colpevolmente trascurato. Persino Roberto Di Nunzio ed io ne abbiamo parlato e scritto trent’anni fa (ad esempio “Cyberwar, la guerra dell’informazione” nel 1996 e “Le nuove guerre” nel 2001), e lo hanno fatto Ferrante Pierantoni (qui l’audio della presentazione del suo libro “Combattere con le informazioni” a Palazzo San Macuto il 17 luglio 1998), Andrea Aparo e tanti altri che hanno collezionato più sorrisini che incentivi a continuare certi approfondimenti.
La cyberwar non è solo “quella degli hacker”, ma è anche e soprattutto la più subdola modalità di conquista dello scacchiere internazionale. Le tecnologie sempre più permeanti sono l’apparentemente inoffensivo arsenale: per capirne il ruolo si provi ad immaginare una giornata senza telefonino e computer, una giornata qualunque di un individuo qualsiasi. Senza aver bisogno di scalare il disagio su altri ordini di grandezza fino a intravedere la paralisi mondiale, ci si accorge che i dispositivi quotidiani sono la catena dei moderni schiavi. Se ancora c’è un barlume di autonomia, in prospettiva i processi decisionali saranno privilegio di chi pensa e sceglie al posto nostro, forte dell’aver pazientemente raccolto ogni dettaglio della nostra esistenza, opinioni e gusti inclusi.
Il ristretto oligopolio delle cosiddette “Big Tech” è il nuovo Ordine Mondiale. I cittadini sono prima diventati utenti e adesso stanno divenendo sudditi privi di qualsivoglia diritto.
Si legga l’enciclica “Magnifica Humanitas”.
Magari la si stampi su carta come primo segno di ribellione ai display ipnotici e si cominci a pensare sul da farsi.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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