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LA PUNTURA DI VESPA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
11/04/2026
in EDITORIALI
LA PUNTURA DI VESPA
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TE LO LEGGO IO

L’abilità di mescolare il linguaggio verbale a quello gestuale è privilegio di pochi.
Il saperlo fare per dare enfasi e catturare l’attenzione è addirittura arte.
Gli esperti del cosiddetto “approccio prossemico” sanno riconoscere il sottile significato di ogni movimento del corpo o di parte di esso, evidenziando come uno sguardo o un movimento tramutano gli occhi in messaggeri e una mano o un braccio in un pennino per vergare in immacolata bella grafia i sottotitoli.
L’esperanto del gesto supera le divisioni idiomatiche e arriva al segno ancor più di frasi ed espressioni che altrimenti – senza quella componente fisica – perderebbero di incisività.
Una grande lezione ci è stata offerta da un giovane ottuagenario talento che da qualche anno – morto Maurizio Costanzo – è il sovrano della seconda serata e il più equilibrato padrone di casa capace di intrattenere il pubblico sui più disparati temi di attualità. Dotato di una versatilità straordinaria, è stato sempre capace di mostrarsi il miglior confidente dei politici in quel momento al Governo e quindi, avversati dalla solita stampa facinorosa, bisognosi di quella ospitalità che è d’obbligo nei confronti di chi riveste certi ruoli.
Giovedì scorso al nono minuto della puntata di Porta a Porta il celeberrimo anchorman ha saputo – con garbo ma anche con naturale evidente passione – dosare il tono della voce, modulando delicatamente le sue espressioni autorevoli. L’imperturbabile aplomb e l’inossidabile self-control hanno prevalso sul desiderio di strangolare il deputato “dem” che si era inusitatamente permesso di fare una battutina che in simili liturgici contesti aveva il colpevole sapore del sacrilegio.
La composta reazione di Bruno Vespa è stata apprezzata con suffragio universale da tutta l’Italia che gli ha riconosciuto una eccellente padronanza del coinvolgimento muscolare in frangenti tanto animosi.
Le armoniose movenze, che hanno accompagnato il garbatissimo invito a tacere delicatamente rivolto al parlamentare, hanno lasciato supporre che lo storico giornalista vanti nel suo curriculum significative esperienze di “tai-chi” o di altre analoghe discipline orientali.
Il video – scolpito nelle pagine web di Raiplay (ecco il link) – è stato ritagliato da tanti organi di stampa (lo abbiamo fatto anche noi a fondo pagina) perché possa avere la meritata immortalità e indirizzare al meglio le future generazioni.
L’episodio onora chi come me è iscritto all’Ordine dei Giornalisti da moltissimi anni, ma non ha mai trovato maniera di esprimersi pubblicamente con simile professionalità.
Inutile dire “non ho mai avuto un’occasione del genere” perché non è questione soltanto di opportunità. Per riuscire in certe performance ci va la stoffa che non tutti possiedono.
Il puntare energicamente il dito a pochi centimetri dal volto dell’interlocutore richiede nervi saldi, articolazioni lubrificate, dominio totale delle falangi, indipendenza assoluta da forme artritiche croniche o acute.

I movimenti del braccio – all’apparenza bruschi e scomposti ma invece perfettamente eseguiti – sottolineano decennali esercizi di aquagym e non hanno certo invidia dei volteggi di un qualunque Yuri Chechi.

Qualcuno tiene a far osservare che nonostante il giornalismo sia attività prevalentemente sedentaria, il protagonista di questa estemporanea lectio magistralis ha palesato la perfezione cardiocircolatoria. A dispetto di chi temeva una fatale evoluzione della situazione pressoria, Vespa ha dato prova di brachicardia ai più alti livelli, scatenando l’invidia di chi – imbestialito nel traffico bloccato – vorrebbe esprimere altrettanta vitalità con chi lo circonda ma è cosciente di non poterselo permettere.
La grottesca descrizione del fatto non deve deprimere.
Qualcuno pensa si tratti di una parabola, ma forse si riferisce alla traiettoria di chi sta tramontando in diretta.
No, niente affatto. Questo corsivo svela soltanto una profonda speranza, quella che qualcosa stia cominciando a cambiare.
Senza bisogno di sondaggi, consultazioni o “primarie” ai gazebo, in quello studio televisivo si è capito chi può guidare – Pasqua appena trascorsa – la resurrezione del centrosinistra.
Come John Belushi nei panni di Jake Blues urla in chiesa “ho visto la luce”, chi l’altra sera era dinanzi al teleschermo ha capito che l’onorevole Peppe Provenzano – sopravvissuto compostamente alla flagellazione e al crucifige in diretta – potrebbe essere il tanto atteso Messia per far voltar pagina al Paese.
Un Paese che non urla è il sogno di tutti.

https://www.giano.news/wp-content/uploads/2026/04/video_vespa.mp4
La mirabile lectio magistralis di Bruno Vespa
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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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