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CENSURA WEB, DISINFORMAZIONE E PENETRAZIONE SOCIALE: VIAGGIO NELL’ARSENALE DI PUTIN

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
04/09/2026
in EDITORIALI
CENSURA WEB, DISINFORMAZIONE E PENETRAZIONE SOCIALE: VIAGGIO NELL’ARSENALE DI PUTIN
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TE LO LEGGO IO

Putin una guerra la sta vincendo. Purtroppo è quella che vede bersaglio un’Europa disorientata e impreparata a questa tipologia di conflitto. E il punto debole di questo fronte potrebbe essere proprio l’Italia, piena di strateghi ciarlatani che non hanno mai preso in seria considerazione una simile minaccia.

LA CENSURA WEB
Tutti parlano dei siti Internet russi che l’Unione Europea ha bloccato e reso inaccessibili per impedire la diffusione di notizie false e destabilizzanti.
Tanti lamentano l’impossibilità di fruire delle fake news che – costruite in maniera magistrale e meglio di Disney o Spielberg – distorcono pericolosamente la realtà. E la macchina sovietica ha favorito la nascita di portali che – dislocati in ambito continentale – aiutano l’avvelenamento dell’informazione consentendo il proliferare di finti paladini della libertà come il sito svizzero TicinoLive che offre la lettura e l’ascolto in italiano di tutte le “notizie” censurate.
Nessuno si preoccupa per l’impossibilità per la popolazione russa di consultare l’informazione occidentale: la rigidissima censura del Cremlino in questi giorni ha portato a far fuori anche tutte le cosiddette VPN o reti private virtuali che consentivano agli utenti di by-passare i filtri imposti dagli sgherri cibernetici agli ordini di Mad Vlad.
Non sembrano aver dato grandi risultati i tentativi di dar vita ad una riedizione moderna della “Radio Londra” (quella che informava gli italiani nel secondo conflitto mondiale) in grado di fornire una corretta visuale – ad esempio – degli sviluppi dell’invasione dell’Ucraina.

LA DISINFORMAZIONE
Forte di importanti trascorsi in materia, Mosca ha investito parecchio nella disinformazione strutturata e sistematica.
Il lavoro, estremamente metodico, non s’è limitato ad articoli o video sporadici ed occasionali che – grazie alla viralità digitale – sono in grado di raggiungere una platea universale. E’ sbagliato temere le manifestazioni “acute” che possono essere fronteggiate con “antibiotici informativi”, ma è fondamentale temere l’assetto “cronico” che porta i destinatari a non saper più distinguere il falso dal vero.
L’intelligenza artificiale, sulla cui pericolosità non mi stancherò mai di richiamare l’attenzione, è capace di generare contesti di estrema verosimiglianza che non hanno nessun fondamento e di produrre filmati di apparente massima affidabilità. I social network (impossibili da bloccare o filtrare) sono le autostrade che consentono di arrivare ovunque e da chiunque.
Il Cremlino, sulla scacchiera in cui siamo impegnati, purtroppo ha i pezzi bianchi e ha mosso per primo ottenendo un vantaggio amplificato dalla distrazione o dalla incapacità di comprendere la gravità della situazione da parte di una classe politica impreparata, circondata da consiglieri di provata fede e non certificata capacità, preoccupata per le imminenti consultazioni elettorali e non per il disastro incombente.

LA PENETRAZIONE SOCIALE
La distorsione della realtà pur sofisticata ed ingegnerizzata potrebbe non esser sufficiente. Occorre entrare nella quotidianità del popolo da soggiogare senza aver bisogno di far uso di armi o spargere sangue. Basta trovare un “cow boy” capace di cavalcare il malcontento e di prendere al lazo non i problemi ma quelli che se ne lagnano.
In un Paese trafitto da mille questioni che mai nessuno ha voluto risolvere, accontentandosi di rattoppare quel tanto che basta per ingannare i cittadini, è facile trovare torme di gente incazzata e desiderosa di cambiamento.
La scuola calpestata ha ucciso il futuro delle prossime generazioni al grido “con la cultura non si mangia”. L’ignoranza è il miglior giogo, l’assenza di capacità critica è infallibile fertilizzante per addomesticare le folle.
La sanità pubblica mortificata a vantaggio di quella privata è l’assassinio della democrazia e del diritto alla salute. E i lungimiranti imprenditori, che hanno visto il business del nostro “star male”, in alcuni eclatanti casi si son comprati testate giornalistiche con la facilità con cui noi potremmo acquistare un toast al bar. Con le edicole che scompaiono nel terreno carsico dell’editoria, potrebbe stupire un investimento in totale remissione economica e finanziaria ma si trova risposta nella compensazione offerta dal poter influenzare il lettore e l’elettore.

L’INDISPENSABILE TRIBUNO
Fermiamoci. Inutile elencare le cose che non vanno. Ci ha già pensato qualcun altro e lo già anche fatto. E non è chi ha firmato un libro colmo di ovvietà e visceralmente “rabbiogeno”, ma il regista di una operazione stavolta davvero “militare speciale”.
In quella descrizione impietosa di un’Italia che non funziona ci sono una infinità di riferimenti al paradisiaco scenario russo.
Chi ne ha una copia digitale, una di quelle che sono capillarmente arrivate anche a chi non la voleva ricevere, prenda quel file in formato PDF. Usi la funzione “cerca” e digiti “russ” così da pescare “Russia”, “russo”, “russa”, “russi”…
A quel punto ne conti le “ricorrenze” ma soprattutto veda i panegirici riservati alla dolce atmosfera putiniana in una sorta di Truman Show alla vodka…
Il tribuno ora in campo potrebbe essere – come autorevoli fonti hanno già segnalato – un interprete sul palcoscenico e non il personaggio che rappresenta. E’ lui a recitare il ruolo di austero e inossidabile condottiero, è lui stesso a dichiarare “feccia” quelli che ha raccattato nell’arruolamento delle sue truppe, è lui ad urlare come farebbe Attila per lanciare i suoi nel mettere a ferro e fuoco la civiltà.
Il consenso è facile a trovarsi perché alla domanda “Ti va bene tutto questo?” tutti rispondono ringhiando con efferatezza e automaticamente ricevono un numero di matricola…
La sceneggiatura non riserva colpi di scena e, ahinoi, c’è poco da “spoilerare”.
Tutto previsto. Tutto secondo copione.
Se qualcuno non fa in tempo a premere il tasto “stop”, l’uomo con la briosa vestaglietta completa la sua missione e l’ Italia salta indietro di cent’anni.

 

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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