Buone notizie per l’economia USA. L’occupazione cresce. Il mese di giugno 2026 registra 57mila nuovi posti di lavoro. Non ci sono recessioni in vista. La fiducia dei consumatori aumenta. Però, se si guarda al medio-lungo termine, il quadro non è così roseo e spieghiamo perché.
Premessa doverosa: la traiettoria prossima ventura delle economie industriali avanzate, come quella statunitense, è determinata da tre vettori, interagenti fra loro: il capitale impiegato nella produzione; la qualità e l’uso efficiente della forza lavoro; la scienza e la tecnologia che determinano ciò che il capitale e il lavoro possono ottenere.
Andiamo a dimostrare come l’amministrazione Trump, sbagliando tutto, li stia indebolendo tutti e tre. Trattasi di pessima notizia. Procediamo con ordine.
L’aumento del deficit del bilancio federale e del debito pubblico, conseguenza della combinazione dei tagli fiscali con gli importanti aumenti della spesa in settori come la difesa, sta facendo crescere il rapporto Debito/Prodotto Nazionale Lordo. Rapporto che il 31 marzo 2026 ha superato la soglia del 100 per cento, sancendo l’ingresso degli USA nel club dei paesi il cui debito supera la ricchezza prodotta: Giappone, Francia, Italia, insieme a un’altra decina di paesi.
Rapporto che, secondo il National Bureau of Economic Research, raggiungerà il valore del 183 per cento nel 2054. Lo Yale Budget Lab, dal suo canto, estrapolando le conseguenze del One Big Beautiful Bill Act (la “grande e bella legge” di bilancio e di riforma fiscale voluta da Donald), prevede che entro tale anno i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni, ovvero il tasso di interesse che il governo deve pagare, aumenterà di 1,4 punti percentuali rispetto a quello attuale, pari a circa il 4,4 per cento. Il governo, offrendo tassi di interesse più elevati, mina l’accumulo di capitale a lungo termine da parte delle imprese, indispensabile per aumentare volumi ed efficienza delle produzioni, fattori essenziali per la salute dell’economia nel suo complesso.
I vari tagli fiscali voluti da Trump, aumentando la redditività, hanno un effetto positivo a breve termine, ma i tassi di interesse più elevati, nel lungo termine, lo annullano. I ricercatori del Penn Wharton Budget Model sono giunti alla conclusione che lo stock di capitale degli Stati Uniti, ora pari a 80,8 trilioni di dollari, diminuirà dello 0,6 per cento entro il 2034 e dell’8,3 per cento entro il 2054. Quindi, diminuisce la ricchezza.
Gli Stati Uniti si stanno avvicinando, a grandi passi, al giorno in cui i tassi di interesse supereranno i tassi di crescita economica, producendo problemi macroeconomici. Grossi problemi: possibile impennata dell’inflazione; deterioramento del dollaro, evaporazione della fiducia nell’economia americana.
Ignorare le conseguenze dinamiche dei deficit di oggi per stimolare la crescita a breve termine del Prodotto Nazionale Lordo significa porre le basi per le disfunzionalità a venire.
Vero che si stanno operando tagli alla spesa, ma vengono fatti nel peggior modo possibile, ovvero riducendo gli investimenti nell’istruzione, con pesanti conseguenze sulla qualità ed efficienza della forza lavoro, nonché nella ricerca scientifica. Sono i due vettori mancanti alla lista presentata nella premessa.
Il Comitato per gli stanziamenti della Camera statunitense ha recentemente proposto tagli al bilancio del Dipartimento dell’Istruzione. Vuole togliere 2 miliardi di dollari all’istruzione primaria. La politica federale sta rendendo l’istruzione superiore meno accessibile. La riduzione dei contributi alle università ha causato migliaia di licenziamenti. Sono stati imposti limiti significativi sia ai genitori che ottengono prestiti per aiutare i loro figli a frequentare l’università, sia agli stessi studenti che li chiedono per continuare gli studi. Frequentare il college, o la scuola di specializzazione, è più difficile. Chi lo fa ne trarrà benefici ridotti. Gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito hanno meno opportunità di eccellere. La conseguenza di queste dinamiche è una forza lavoro meno qualificata, meno efficiente. A proposito di forza lavoro. Gli attacchi dell’amministrazione Trump alle politiche sulla diversità hanno anch’essi un costo. Secondo una ricerca delle università di Chicago e di Stanford, la crescita economica degli Stati Uniti, tra il 1960 e il 2010, è da attribuire, per una quota parte che varia fra il 20 e il 40 per cento, alle opportunità offerte a donne e persone di colore. I programmi a favore dell’equità. diversità e inclusione hanno ottenuto evidenti ricadute positive: migliore educazione e salari più elevati. Senza togliere niente a nessuno. Le politiche sulla diversità, se ben progettate, rendono l’economia più produttiva e alimentano una vera meritocrazia. Le politiche di Trump, nonostante le affermazioni dell’amministrazione, ottengono il risultato contrario.
La terza componente fondamentale per una sana crescita economica è relativa alle conoscenze scientifiche, fondamenta dell’innovazione tecnologica che determina la produttività del capitale e del lavoro che, a loro volta, determinano, nel lungo termine, gli standard di vita.
Trump, ne facesse una giusta, sta attaccando la ricerca scientifica e medica. Sono state congelate, o cancellate, sovvenzioni ai National Institutes of Health per circa 2,3 miliardi di dollari. La revisione del budget della National Science Foundation, nominalmente ridotto del 3 per cento, ha di fatto contratto del 20-30 per cento le sovvenzioni in essere, data la riassegnazione dei fondi a nuove priorità di dubbio merito.
Ovviamente, anche il processo stesso di creazione della conoscenza viene danneggiato. L’Office of Management and Budget ha proposto un regolamento che creerebbe una burocrazia in grado di ridurre radicalmente la capacità degli scienziati di perseguire in modo creativo le proprie idee. Tutti i 22 membri del National Science Board, che sovrintende alla NSF, la National Science Foundation, sono stati licenziati da Trump il 24 aprile scorso. Dopo 75 anni, l’indipendenza della NSF è stata, di fatto, distrutta. Le decisioni di assegnazione fondi sono ora nelle mani di politici fedeli. L’esempio più evidente dei pericoli che tale decisione comporta è l’ostilità, che di scientifico non ha nulla, da parte del Department of Health and Human Services (Dipartimento della Salute e dei Servizi alla Persona) e del suo segretario, Robert F. Kennedy Jr., nei confronti della ricerca sull’mRNA, in grado di portare allo sviluppo di nuove e sorprendenti terapie.
Per decenni gli Stati Uniti sono stati, per i migliori scienziati, la destinazione preferita. Circa il 40 per cento dei premi Nobel in chimica, medicina e fisica assegnati agli Stati Uniti dal 2000 a oggi, sono stati vinti da scienziati americani, ma nati all’estero. Nella Silicon Valley, circa due terzi della forza lavoro è nato all’estero. Un quarto di tutte le start-up miliardarie ha un fondatore arrivato negli Stati Uniti come studente straniero. L’amministrazione Trump sta distruggendo l’attrattività USA, vedi la nuova ondata di azioni anti-immigrazione. I visti H1-B (permesso di soggiorno temporaneo per lavoratori specializzati) e F-1 (visto non-immigratorio per studenti internazionali), sono diminuiti, negli ultimi dodici mesi, rispettivamente del 40 e del 29 per cento. I ricercatori biomedici nati all’estero si stanno allontanando dagli Stati Uniti, non più considerato luogo desiderabile per condurre ricerche. La Cina ha superato gli Stati Uniti per numero di test clinici e gentilmente ringrazia.
Le economie vincenti nel XXI secolo saranno quelle che massimizzano il potenziale della loro popolazione, di tutta la loro popolazione, senza distinzioni. Il che richiede un’attenta progettazione politica dato il complesso e dinamico processo attraverso il quale le imprese investono capitale e la società investe nell’istruzione e nella conoscenza, per poi assegnare i lavoratori, opportunamente qualificati, ai posti di lavoro. Un processo che richiede investimenti pesanti, non tagli e riduzioni, per rendere capitale e lavoro più produttivi.
I dati economici a breve termine, per quanto possano sembrare buoni, specialmente se abbinati a un debito pubblico insostenibile, sono specchi per allodole. Una società che si allontana dalla scienza, che non investe sul capitale umano, che non considera la competenza della sua forza lavoro obiettivi sociali fondamentali, che non aspira ad attrarre i più capaci da tutto il mondo, è destinata al declino.
Trump diventa più ricco, aggiunge miliardi a quelli che già possiede, ma gli americani saranno più poveri. E non solo loro.












