Non si pensi ad un refuso. Non si immagini la deformazione idiomatica tipica della Tuscia che porta a pronunciare anche termini maschili apponendo una “E” finale. Non si ipotizzi quindi la “viterbizzazione” della parola che ad ogni latitudine italiana identifica l’atto sconveniente della “emissione brusca e rumorosa, dalla bocca, di aria proveniente dallo stomaco”.
Prescindendo da vorticose e spericolate dissertazioni di carattere etimologico, l’atmosfera è tipica di una triviale competizione da osteria al termine di un esagerato consumo di birra.
Non stiamo parlando della memorabile performance del ragionier Ugo Fantozzi nella storica escursione montanara e della conseguente catastrofe naturale nell’area circostante la baita, ma del segretario generale del Patto Atlantico, Mark Rutte, che in una intervista a Fox News ha dichiarato che 500 aerei statunitensi sono decollati da basi americane sul suolo italiano per dare supporto all’attacco USA all’Iran.
L’episodio ha ovviamente scatenato polemiche e strascichi, nonostante l’immediata smentita del nostro Ministero della Difesa che, secondo l’ANSA, ha specificato che “l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi”.
La “attività cinetiche” sono l’eufemismo che etichetta i bombardamenti e altre azioni “a forte impatto edilizio” e purtroppo anche umano.
Dalle nostre piste non sono partiti aerei destinati ad uccidere ma – presumibilmente – solo quelli che hanno portato il carburante per i velivoli da combattimento che dovevano colpire Teheran. Possiamo quindi dire di avere la coscienza a posto, come quando ci sentiamo orgogliosi che la nostra fiorente produzione ed esportazione di ordigni bellici contribuisce a questo sano clima di morte che avvolge un pianeta che quotidianamente dimostra la propria vocazione all’autodistruzione.
Quando basta far capo ad un Accordo, ad una Convenzione o ad un Patto per venir subito perdonati per ogni discutibile iniziativae veder voltare pagina, ci si rende conto che l’inciviltà regna sovrana. Si va avanti a colpi di autoassoluzione e di minimizzazioni. Rutte non ha fatto dietrofront ma solo corretto il tiro. Ottimo. Come direbbe il comico Ubaldo Pantani, nell’interpretazione di Gineprio nel Gialappa Show, “Io sto bene così”.
Nel giro di 48 ore siamo tornati a parlare di Temptations Island, dei refrigeranti “cold case” della mitologia giudiziaria, dei quotidiani assassinii grondanti di sangue più dello stagionale surplus di sudore di certe ascelle raccapriccianti, del controverso rapporto di stima tra Trump e la nostra Premier.
Nello sfacelo assoluto è il caldo a frenare gli ultimi rigurgiti che vorrebbero dare sfogo anche alla più affranta rivoluzione,
Si trova il sorriso solo guardando Blob, residua testimonianza della possibilità di essere ancora colti ed intelligenti. L’apertura della puntata di giovedì 25 giugno è da standing ovation.
La scena dei Blues Brothers in cui cui Elwood va a prendere il fratello Jake all’uscita del penitenziario è la miglior sintesi dell’incontro tra Vannacci e un ex detenuto con significativi trascorsi politici.
Nonostante un vago sentore di Nazisti dell’Illinois, purtroppo il seguito non sarà divertente e non culminerà in un epocale concerto….












