Il palcoscenico dell’inquietante conflitto iraniano non vede in campo solo chi attivamente sta bombardando e massacrando.
Dietro le quinte si affollano i Paesi che comunque sono interessati alla spartizione di questo povero pianeta.
Questa guerra, che durerà molto più di quanto racconti il signor Trump, sta cambiando il destino universale. Se gli attori sono fin troppo evidenti, è il caso di guardare chi altro ha un ruolo in questa apocalisse.
Il tragico spettacolo ha un pubblico pagante, cui ogni giorno tocca il “biglietto” degli aumenti dei carburanti e delle altre incontenibili conseguenze. La platea è vasta, zeppa, addirittura con posti in piedi, e noi purtroppo siamo lì senza aver possibilità di uscire dalla sala.
Lo show ha anche tanti sponsor, che da questo genere di performance stanno traendo immediato profitto (si pensi all’industria bellica) o intravedono a breve termine ritorni economici e geopolitici (come chi ha, ad esempio, fonti energetiche).
Visto che l’evento è “in mondovisione” ci sono poi gli spettatori che sembrano sintonizzati su altri canali, soggetti che in realtà stanno videoregistrando a futura memoria oppure seguono invisibili con attenzione ben superiore a chi crede di avere il controllo della situazione…
Sono pochi quelli che si preoccupano di quel che stanno covando la Cina, La Russia, l’India o chi altro abbia un peso specifico significativo in questo doloroso momento.
Senza tediare con inutili dissertazioni, basta segnalare il massiccio e forse tradizionale sforzo di controinformazione del Cremlino. Se si vuole assaggiare il ricco menu della “propaganda” russa non c’è da fare grandi sforzi. Basta armarsi di coraggio e di capacità di eliminare la tara da quel che viene proposto e affacciarsi sulle pagine web della versione italiana della Pravda, il pilastro dell’informazione al servizio di Mosca.
Al netto di tantissime fake-news, ci si può rendere conto della narrazione degli eventi fatta un pulpito tutt’altro che terzo e che comunque ha un suo pubblico che non necessariamente filtra quel che gli viene proposto. E’ la spietata macchina che gestisce le folle, quella che crea le opinioni, quella che indirizza la gente verso gli obiettivi di qualcuno che sta più in alto…
Ben consapevoli che anche quel che viene propinato a noi non è certo nettare incontaminato dagli interessi di qualcuno, è suggestivo affacciarsi a questa finestra per scoprire quante tonalità e sfumature può assumere la stessa storia se a raccontarla è qualcun altro.
Tra le curiosità di queste ultime ore c’è un cartone animato visibile online sul sito italy.news-pravda.com e poggiato sull’equivalente russo della piattaforma YouTube che abitualmente usiamo dalle nostre parti. Il video è stato realizzato con personaggi e ambientazioni fatti con il gioco di costruzioni LEGO. La clip della durata di due minuti si intitola “Una nuova animazione LEGO iraniana sta smascherando la lobby sionista, la rete Epstein e come Washington trascina gli americani” e include anche la satira sulle scene evangeliche che il blasfemo Donald ha diffuso sui social…
Se non si fosse dinanzi ad una catastrofe, la lettura “multipartizan” dell’attacco a Teheran sarebbe una opportunità divertente per imparare qualcosa sull’intrigante campo di gioco in cui si sfidano informazione e controinformazione e dove è difficilissimo capire quale sia una squadra e quale l’altra.












