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TRUMP È AL SICURO DOPO L’ATTENTATO. E NOI?

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
26/04/2026
in EDITORIALI
TRUMP È AL SICURO DOPO L’ATTENTATO. E NOI?
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TE LO LEGGO IO

Siccome l’ingegner Cole Tomas Allen, oltre a fare il docente part-time, progetta videogames, possiamo dire che nel suo gioco non è andato oltre il secondo livello.
Il pericolosissimo protagonista dell’ultima versione di un immaginario “Elimina il Presidente”, ha superato solo il primo step consistente nell’accedere al Washington Hilton dove si teneva la rituale cena dei “quirinalisti” d’oltreoceano, quella in cui Trump ha ricevuto gli oltre 2000 corrispondenti che per le rispettive testate aggiornano il mondo su quel che succede alla Casa Bianca.
Diciamo che il passaggio introduttivo non è stato così impegnativo per il signor Allen, cui è bastato prenotare una camera nell’albergo per passare al successivo più impegnativo obiettivo, cioè quello di raggiungere la sala in cui era presente il biondociuffato Donald.
Intercettato dagli uomini della sicurezza del Secret Service in un corridoio, al “dove sta andando?” ha replicato sparando a chi cercava di bloccarlo. L’agente è stato solo ferito lievemente perché fortunatamente protetto dal provvidenziale giubbotto antiproiettile. Immobilizzato e reso inoffensivo, l’irrequieto Allen ha così visto comparire la scritta “Game Over” a partita appena cominciata e senza vedere nemmeno da lontano il suo bersaglio.
La stampa ha parlato di sparatoria, la realtà riferisce soltanto di uno o due colpi sparati dall’aggressore e quindi di un evento diverso da quel che secondo la Treccani corrisponde a “scambio di colpi d’arma da fuoco tra due o più individui o tra due parti avversarie; susseguirsi fitto di colpi di pistola, di fucile, di mitraglia, meno spesso di cannone”.
Ma la spettacolarizzazione è un’arte e spesso ripaga in termini di pubblico sempre più assetato di episodi cruenti. Quell’esplosione ha indubbiamente seminato il panico nel salone in cui si teneva il banchetto ed è stato più che legittimo il nascondersi sotto i tavoli o dietro le colonne che i presenti non hanno esitato a fare temendo un potenziale ingresso del Rambo de noantri.
Quell’hotel vantava precedenti spedifici e quindi chi ricordava che proprio lì qualcuno tentò di assassinare Ronald Reagan è ovvio che abbia temuto chissà quale tragedia. Il 30 marzo del 1981, infatti, John Hincley Jr. colpì l’allora Presidente ferendolo in maniera grave, storia che ora dovrebbe indurre chi è capo degli Stati Uniti a trovare una differente location anche in considerazione del nefasto detto “non c’è due senza tre”…
Gli immancabili complottisti non esitano a ipotizzare che la regia di chi ha architettato l’agguato prevedeva solo una boutade sufficiente a vittimizzare Trump e a mantenere su di lui l’aura di “quasi-martire” che lo accompagna impedendone una fatale capitolazione.
Chi osserva con un grandangolo l’intero scenario sa che l’eventuale morte prematura di Mister President – indipendentemente dal rischio che ne arrivi uno peggiore – libererebbe Washington dal ricatto degli Epstein Files che non vedono totalmente estraneo l’attuale inquilino della Casa Bianca. Il venir meno di un ipotetico meccanismo estorsivo, che potrebbe aver portato gli Stati Uniti a partecipare ad una guerra fortemente voluta da Israele, sarebbe capace di cambiare il destino mediorientale. Preso ragionevolmente atto che i regimi non si ribaltano bombardando e che i missili contengono esplosivo e non democrazia, l’insediamento al vertice degli Stati Uniti di un personaggio meno esposto a minacce per birichini trascorsi inguinali forse potrebbe attenuare i toni del conflitto, evitare un secondo inammissibile Vietnam, allentare la morsa di una insostenibile guerra economica, riportare un po’ di serenità in giro per il mondo.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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