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BASTANO POCHE CONSIDERAZIONI PER CAPIRE IL REFERENDUM

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
18/03/2026
in EDITORIALI
BASTANO POCHE CONSIDERAZIONI PER CAPIRE IL REFERENDUM
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TE LO LEGGO IO

Se ne parla è vero, ma il tono della voce di chi strilla e strepita è talmente fastidioso da disturbare chi vorrebbe capire e decidere senza lasciarsi risucchiare dal gorgo delle chiacchiere e delle bugie.
L’atmosfera non è delle più respirabili e mai, prima d’ora, si era visto il potere politico che spara a zero sul potere giudiziario. Mai, prima d’ora, si era scesi così in basso ma forse qualcuno in futuro riuscirà a sbalordirci per mostrarci l’ipogeo della decenza.
Per non perdersi nel dedalo delle modifiche vale la pena scorrere gli articoli della Costituzione che verrebbero (o purtroppo verranno) scarabocchiati alla faccia della nobile Assemblea Costituente che aveva cesellato con minuzia amanuense quella che costituiva il cardine della nostra civiltà contemporanea.
La Riforma che fucila la Costituzione riserva il primo proiettile all’articolo 102, tracciando il solco tra la magistratura giudicante e quella requirente. separando funzioni e carriere di giudici e pubblici ministeri. Questi ultimi perderebbero la loro naturale indipendenza e si ritroverebbero a subire le influenze della politica e dei mezzi di informazione. Meno autonomia e più “ascendente” di un potere che già ora scalpita per mostrarsi aggressivo e interessato.
Le modifiche all’articolo 104 – se confermate in sede referendaria – porterebbero allo stravolgimento della struttura del Consiglio Superiore della Magistratura, con una suddivisione in due CSM (uno per i giudici e uno per i PM). La spaccatura andrebbe a indebolire l’organo di garanzia che – persa efficienza ed autorevolezza – si ritroverebbe privo di quella corazza che finora gli ha evitato di rimanere trafitto dalla politica.
Tra le novità – indigeste per chiunque abbia cultura democratica – spicca il sorteggio dei componenti di questi Consigli, quelli togati designati dal caso e quelli laici estratti da una lista di persone nominate dal Parlamento. Si capisce che la maggioranza parlamentare ha modo di piazzare persone scelte tra soggetti di fiducia creando un gruppo ben aggregato e probabilmente sensibile ad eventuali sollecitazioni di chi ha dato loro l’opportunità di rientrare in quel novero.
Spaventa anche il restyling dell’articolo 105 con cui si istituisce una Alta Corte con funzioni disciplinari, organo esterno al CSM il cui metodo di composizione suscita perplessità e preoccupazioni per le possibili influenze della politica…
In questo sintetico quadro non sembra trovare spazio o almeno lasciare la benché minima traccia il tanto celebrato miglioramento della giustizia.
Fare giustizia non significa giustiziare, tantomeno i magistrati.
Mettere il guinzaglio ai pubblici ministeri non è la soluzione ma la tragedia assoluta per chi ancora crede a quel che c’è scritto nelle aule dei tribunali. Chi ancora confida in quel “La legge è uguale per tutti” sappia che quel sacrosanto principio rischia di rimanere solo una scritta sul muro.
Non si creda che la storia delle correnti sia un fenomeno esclusivo della magistratura. Certe compagini esistono nei Ministeri, nelle Forze Armate, nelle Forze di Polizia, negli enti pubblici, nelle aziende…
Dovremmo non preoccuparci delle associazioni che aggregano giudici e PM in maniera emersa e riconoscibili, ma piuttosto di tutte quelle altre “congregazioni” occulte che decidono nel rispettivo ambito chi deve fare carriera o chi deve occupare quel posto.
E a volte, senza aver bisogno di “correnti”, la meritocrazia è cancellata dalla prepotenza di chi giunto al potere sistema parenti e amici anche i più imbarazzanti in posti chiave del Paese…
Gli esempi purtroppo non mancano. Lì si che ci vorrebbe un referendum abrogativo dei malvezzi.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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