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EPSTEIN E SIMILI, OVVERO LA PERVERSIONE DEI POTENTI DESIDERATA

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
25/02/2026
in SCENARI
EPSTEIN E SIMILI, OVVERO LA PERVERSIONE DEI POTENTI DESIDERATA
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TE LO LEGGO IO

Ci si è sentiti sollevati a seguito dell’ultima ondata di pubblicazione di documenti del caso Epstein. Dopotutto, lo si è sempre saputo: le élite non sono solo corrotte, ma anche perverse. Non c’è niente da fare: chi più sale, più si lorda.

Anche se le indagini sono lungi dall’essere completate, molti sono certi che Jeffrey Epstein, condannato nel 2008 per crimini sessuali, auto-proclamatosi mecenate filantropico, abbia organizzato traffici di esseri umani e obbligato alla prostituzione anche soggetti minorenni.
A prima vista, come dicono e ripetono in tanti, i file di Epstein aprono abissi di orrori inenarrabili.
A un secondo sguardo, tuttavia, le carte del caso Epstein sono meno mostruose di quanto si pensi. Le presunte oscure macchinazioni sono apertamente documentate. Molte delle e-mail di Epstein sono banali. Le accuse di colpevolezza per associazione a delinquere, alla luce della vasta rete di contatti di Epstein, sono esagerate. Anche l’accusa di pedofilia, se la si considera forma patologica di attrazione sessuale, ricorrente, intensa e persistente verso bambini prepuberi, generalmente di età pari, o inferiore ai 13 anni, è pura fantasia visto che non c’è prova di tale crimine a carico di Epstein.

Ci sono però ampie fasce di pubblico cui piacciono le storie dell’orrore, soprattutto quando confermano ciò che hanno sempre sospettato. Il che spiega come mai molti utenti dei social media hanno sbranato i documenti investigativi pubblicati, soprattutto se contenenti resoconti, non importa quanto bizzarri, di omicidi rituali e sacrifici umani. Eppure le testimonianze delle vittime non menzionano mai simili episodi che si riscontrano solo nelle dichiarazioni di informatori, in parte anonimi, classificate e chiaramente annotate dagli investigatori come non credibili.
Dichiarazioni che a volte presentano forti somiglianze con le leggende dell’orrore emerse nel corso del “Satanic Panic“. Leggende ricorrenti quando si parla di abusi rituali su minori.

Il “Satanic Panic” è stato un episodio di panico morale costituito da oltre 12mila casi, del tutto infondati, di abuso rituale satanico (SRA – Satanic Ritual Abuse). Partito dal Nord America negli anni 1980 con la pubblicazione del libro “Michelle Remembers”, si è diffuso in molte parti del mondo alla fine degli anni 1990 e persiste ancora oggi. “Michelle Remembers” venne scritto dallo psichiatra canadese Lawrence Pazder e dalla sua paziente (poi moglie) Michelle Smith. Pazder, usando la controversa e ora screditata pratica della terapia per il recupero di ricordi a lungo dimenticati, fece tornare alla Smith la memoria dei rituali satanici da lei subiti per poi raccontarli.
La pubblicazione del libro innescò una molteplicità di accuse e segnalazioni di abusi fisici e sessuali nel contesto di rituali occulti, o satanici. Un sottoinsieme di queste accuse riguardò una cospirazione globale incentrata su un culto satanico che coinvolgeva i ricchi e l’élite mondiale dove i bambini venivano rapiti, o allevati, per sacrifici umani, pornografia e prostituzione.

Testimonianze, elenchi di sintomi, voci e tecniche per indagare, o scoprire, i ricordi di abusi riturali satanici vennero diffusi attraverso conferenze professionali, incontri popolari e religiosi, nonché attraverso talk-show televisivi, sostenendo e diffondendo ulteriormente il panico morale negli Stati Uniti e oltre.
In un articolo del 1994 sul New York Times si afferma: “Delle oltre 12mila denunce documentate a livello nazionale, la polizia investigativa non è stata in grado di dimostrare alcuna accusa di abuso di culto organizzato”.

I ricordi delle presunte vittime, che ritornano alla memoria con ritardo perché sono state sottoposte alla repressione, o al controllo del pensiero, ruotano attorno ad abusi che ricordano l’incompiuto romanzo del marchese Donatien Alphonse François de Sade “Les Cent Vingt Journées de Sodome ou l’École du libertinage”, conosciuto in italiano come “Le 120 giornate di Sodoma”: consumo di fluidi corporei ed escrementi, pratiche sessuali sadiche, incesto, cannibalismo, omicidio di bambini.

Nel recente passato i responsabili delle violenze rituali erano persone vicine alle vittime: conoscenti, sette locali, membri della propria famiglia.
Oggi invece sotto accusa è l’élite mondiale.

Il «Satanic Panic» è stato un fenomeno di isteria collettiva che ha consentito sia di elaborare cambiamenti e incertezze sociali e culturali reali, sia di sviluppare un enorme fascino culturale pop sotto forma di musica metal, o film horror, che flirtano con l’occulto.
Quello che era materiale eccitante per i circoli radicali-evangelici e la stampa scandalistica, soprattutto negli Stati Uniti, è diventato substrato culturale popolare: cospirazioni, bestialità nascoste, miti e leggende del mondo esclusivo e privilegiato delle celebrità, dei ricchi e dei potenti.

Si prova un brivido speciale quando le visioni da incubo collettive irrompono improvvisamente nella vita quotidiana. Basta ricordare il caso del “Pizzagate”, una teoria del complotto che si diffuse al punto di trasformarsi in una leggenda metropolitana.
In occasione delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, delle e-mail private, intercettate illegalmente e poi pubblicate da Wikileaks, vennero spacciate, da soggetti vicini alle posizioni di estrema destra, come prove dell’esistenza di traffici di esseri umani e abuso di minori per costruire la teoria del complotto “Pizzagate”.
Dicevano che le e-mail trafugate al consulente politico John Podesta utilizzavano un linguaggio in codice per comunicare, in segreto, abusi su minori. Il termine “pizza” stava per “ragazze” e la pizzeria “Comet Ping Pong” a Washington (DC) era la sede centrale per organizzare gli abusi.
Dicevano che la rete di pedofili sadici, adoratori di Satana, si estendeva fino ai più alti circoli politici e al mondo delle star di Hollywood.

La teoria venne diffusa sui social media 4chan, 8chan e Twitter da alcuni giornalisti di orientamento conservatore, membri dell’Alt -right, ovvero destra alternativa, nonché da soggetti che avevano sollecitato indagini su Bill e Hillary Clinton.
Come reazione, il 5 dicembre del 2016 un uomo della Carolina del Nord si reca al Comet Ping Pong per indagare sul presunto complotto e fa fuoco con un fucile all’interno del ristorante.
La teoria ha avuto una rinascita nel 2020 ed è stata diffusa dai teorici del complotto di QAnon (se ne parla più avanti) e da ragazzini su TikTok diventando meno politica, ma incentrata su una presunta élite mondiale di pedofili e trafficanti di minori.
Il Pizzagate ha avuto nuovo risalto nel 2026, spinto dal rilascio di ulteriori milioni di pagine provenienti dai file Epstein, dove il termine “pizza” compare più di 900 volte, cosa che, secondo i teorici del complotto, confermerebbe la veridicità del tutto, mentre in realtà, la teoria rimane del tutto infondata.

Teoria infondata che però consente di dimostrare a sé stessi, all’uomo e alla donna qualunque che a differenza di quelli che stanno lassù, ai ricchi, belli e potenti, non si è ancora corrotti. Una constatazione che rende i brividi delle visioni da incubo davvero piacevoli.
Il filosofo Max Horkheimer ha notato: “Quale enorme massa di desideri repressi per la soddisfazione della pulsione genitale diversa dalla normale deve risiedere negli esseri umani, poiché sono sempre pronti alla rabbia quando suona la parola perversione” e ancora: “Nessun martirio è troppo terribile, nessuno abbastanza per le masse – perché nessuno è abbastanza forte da poter spegnere l’incendio in sé stessi”.

Nella sceneggiatura del caso Epstein si ripropongono gli stessi elementi dei casi raccontati pocanzi: abusi, pedofilia, satanismo, linguaggi segreti nelle mail scambiate. Gioco facile per Tucker Carlson, ex-principe dei notiziari televisivi, collegare il “Pizzagate” ai file Epstein davanti a un pubblico di milioni di persone che dubita, per principio, di tutto tranne che dei propri dubbi.
Gioco facile raccogliere milioni di visualizzazioni sui social media perché tutti vogliono partecipare alla ricerca di tracce, tutti afflitti da “apofenia” (dal greco antico “apophaínein“, mostrare, o apparire), percezione patologica di presunti modelli, connessioni e messaggi nascosti.

Lo scandalo Epstein, per quanto mostruosa sia l’energia criminale che c’è dietro, rivela come sia desiderato il perverso e il disumano nelle azioni dei potenti, come sia logico: chi ha possibilità illimitate non rispetta i vincoli della civiltà, primo fra tutti l’integrità fisica dei bambini.

Non sorprende poi che tutto questo si ricolleghi a fantasie antisemite. Nuove e vecchie.
Nuove, con le immagini di Epstein create con l’intelligenza artificiale e diffuse sui social network che lo mostrano vivo in Israele e con le voci che girano sull’appartenenza di Epstein al servizio segreto israeliano Mossad.
Vecchie, perché gli ebrei sono al centro delle leggende medievali dell’omicidio rituale. Sono stati accusati, non solo di omicidio sistematico di bambini cristiani, ma anche di bere sangue, o di usarlo per cuocere il pane.

Una leggera variazione di queste storie dell’orrore la si ritrova nella teoria del complotto QAnon, che accusa l’alta società di bere sangue infantile per ringiovanire. La loro convinzione fondamentale è che una cabala di satanici cannibali, molestatori di bambini, stia gestendo un sistema globale di traffico sessuale di bambini.
QAnon ha radici dirette nel Pizzagate, ma incorpora elementi di molte diverse teorie del complotto e le unifica in una teoria interconnessa più ampia, tale da renderlo non solo un cult, bensì un movimento politico. I seguaci di QAnon hanno iniziato ad apparire ai raduni della campagna di Trump nell’agosto 2018, sostenendolo nelle elezioni presidenziali del 2020 conducendo una vera e propria guerra dell’informazione per influenzare gli elettori, per poi partecipare all’attacco al Campidoglio il 6 gennaio 2021. L’attuale discorso politico americano è permeato da concetti promossi da QAnon.

Gli Stati Uniti: corsi e ricorsi. Satanic Panic, Pizzagate, QAnon, Epstein, cospirazioni, accordi sottobanco, complotti intrecciati. Soliti noti, soliti nomi, solito disgusto.

Di certo nulla è un caso nel caso Epstein.

Si ringrazia, come fonte, “Die Sehnsucht nach dem abartigen Tun der Mächtigen“ di Nico Hopp, publicato dal Neue Zürcher Zeitung, lunedì 13 gennaio 2026 a pagina 32.
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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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