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JOE KENT E IL RISVEGLIO DEGLI STATI UNITI

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
19/03/2026
in EDITORIALI
JOE KENT E IL RISVEGLIO DEGLI STATI UNITI
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TE LO LEGGO IO

L’uomo che dice di rispondere solo alla propria morale e che sta portando il pianeta alla distruzione è stato sostanzialmente mandato a quel Paese dal direttore dell’NCC.
Prima che si pensi che il signor Donald sia stato banalmente spedito al diavolo da un autista di rimessa, è bene precisare che la sigla NCC in questione non si riferisce al Noleggio Con Conducente, ma al National Counterterrorism Center.
Joe Kent, l’ex “berretto verde” dell’esercito a stelle strisce che era approdato al vertice della struttura antiterrorismo, ha salutato in modo brusco chi lo aveva piazzato su quella delicata poltrona.
A differenza di chi deglutisce deiezioni per non perdere un posto di rilievo, il “soldato” Kent ha saputo dire “signornò!” e ha precisato di non poter “in coscienza sostenere la guerra in corso in Iran”.
La lettera di dimissioni non è certo una missiva amorosa e il suo testo insinua che il governo USA avrebbe mentito sulla imminente minaccia di un Iran pronto ad aggredire. Parole pesanti quelle di Kent, che non esita a sostenere che gli Stati Uniti sono stati trascinati da Israele in questo conflitto che “non reca alcun beneficio al popolo americano e tantomeno giustifica il costo di vite americane”…
Donald Trump, dimenticando di averlo nominato lui in quel ruolo, ha definito Kent “molto debole in materia di sicurezza” e sostenendo con ghigno gioioso che “è un bene che se ne sia andato”.
Sono tutti pronti – specie in questa stagione – a definire Joe Kent “un povero comunista” ma il personaggio non è affatto un barricadero della sinistra.
Siccome Mister President non lo aveva reclutato nel corso di una visita in qualche centro sociale o selezionato tra le “zecche rosse”, va detto che Kent è un ex candidato alla Camera dei Rappresentanti che è stato trombato per i presunti legami con i nazionalisti bianchi.
Va sottolineato che Trump lo aveva messo a capo dell’antiterrorismo nonostante Kent avesse promosso una delle teorie del complotto che aveva messo in imbarazzo gli Stati Uniti, quella secondo la quale la “intelligence community” (di cui avrebbe poi fatto parte), sarebbe stata coinvolta nella pianificazione o nella direzione dell’attacco del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill.
Militare coraggioso e non figlio di papà capace di certificati medici fasulli per non partire per il fronte, Kent nel 2019 ha perso la moglie nella guerra civile siriana e conosce il dolore che gratuitamente viene inferto agli innocenti. Nel lasciare il suo importante incarico ha scritto della “potente lobby americana” di Israele, puntando il dito contro “alti funzionari israeliani” responsabili di aver condotto una “campagna di disinformazione” sulla minaccia rappresentata dall’Iran.
La clamorosa lettera di dimissioni di Kent non è la classica “vox clamans in deserto” perché si accoda alle espressioni dissenzienti di alcuni importanti influencer di destra che si sono opposti senza riserve alla guerra e non hanno esitato ad esprimere critiche significative,
Probabilmente l’America si sta svegliando dal torpore e il crescere dei toni di questo incubo universale sta spingendo chi vive oltreoceano a dare segni di dissenso.
Anche gli ipnotizzati fedelissimi di Donald Trump sono costretti a prendere atto del prolungarsi del conflitto, delle ripercussioni economiche e finanziarie devastanti anche per chi è estraneo a questa guerra, dell’intervento sul terreno non delegabile ad alcun mercenario che opera in quell’area, della inevitabile sorte di molti giovani statunitensi che non torneranno a casa se non in una cassa di legno, e persino qualche clamorosa azione terroristica che potrebbe ridicolizzare l’11 Settembre.
Ci si augura che Kent abbia infranto il muro del silenzio e della pavida sottomissione.
Adesso che va di moda parlare di decapitazione di regimi pericolosi per il futuro internazionale, c’è da sperare che in modo pacifico e legale si cominci a guardare non solo fuori dai propri confini, riconoscendo che persone instabili e deteriori non sono soltanto a Caracas o a Teheran.

 

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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