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UNA BRUTTA VICENDA

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
26/02/2026
in LEGALITÀ
UNA BRUTTA VICENDA
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TE LO LEGGO IO

In questi giorni è emersa una dolorosa e sconcertante vicenda, quella relativa, allo stato attuale delle indagini e alla confessione dell’indagato, dell’omicidio perpetrato da un appartenente alla Polizia di Stato. Il delitto si è consumato in servizio, tentando di depistare le indagini, alterando la scena del crimine e sparando ad una persona disarmata. Costui era uno spacciatore noto alle Forze dell’Ordine. Le varie ricostruzioni dipingono a tinte foche la figura dell’Assistente Capo di Polizia. La ricostruzione giudiziaria si può ritenere concreta, atteso che il Capo della Polizia lo ha definito “un delinquente”, praticamente un “ex poliziotto”. Parole molto dure, efficaci e chiarissime.
Quando un reato, di qualsivoglia natura, viene commesso da un appartenente alle Forze dell’Ordine è sempre un’amara sconfitta. Questa volta l’omicidio a sangue freddo, il tentativo di depistaggio e l’inquinamento della scena del crimine, sempre secondo il quadro accusatorio, sono di particolare gravità.
Subito dopo la morte dello spacciatore, pur sempre una persona adusa a commettere reati e non un benefattore, non pochi dal fronte della maggioranza hanno inneggiato al comportamento del poliziotto. Hanno emesso sentenze in vece della Magistratura inquirente, praticamente sintetizzando indagini, giudizio e relativa condanna in una manciata di minuti. I video ed i post sono molteplici. Le scrupolose indagini della Magistratura hanno evidenziato qualcosa di molto diverso. Posizioni minori sono quelle del presunto favoreggiamento da parte dei colleghi del reo confesso.
Se questa è un’estrema sintesi dell’accaduto, si deve chiarire che mai si deve esprimere un giudizio senza approfondire i fatti. Allo stesso modo mai si deve confondere un’Istituzione con un suo appartenente.
Come tutti ben sanno gli operatori delle Forze dell’Ordine sono sottoposti a lavori particolarmente stressanti che richiedono lucidità, fermezza, valutazioni delle azioni da intraprendere in tempi estremamente rapidi.
Questo vuol significare che se un membro di una qualsiasi Forza dell’Ordine commette un reato, per quanto grave, ne risponde in prima persona e non è l’Istituzione a dover essere macchiata. Sicuramente è deludente e doloroso quando chi è preposto alla tutela della nostra sicurezza compie dei reati. Molti potrebbero vedere vacillare alcune certezze, in particolare la fiducia in chi dovrebbe proteggerci dai crimini altrui.
Un’Istituzione è sana quando sa individuare e punire in modo inflessibile chi compie misfatti indossando un’uniforme. L’offesa, forse l’oltraggio, è all’Istituzione, allo Stato, al cittadino e all’uniforme che si indossa.
Come per i giudizi affrettati mai confondere la persona con l’Istituzione. Le esternazioni a caldo spesso si traducono in sgrammaticature, dichiarazioni di difesa o accusa a prescindere. Stessa veemenza con la quale è stato investito il poliziotto per quanto ha commesso. Perché, ante litteram, esprimere giudizi categorici prima dell’accertamento di fatti? Compito della Magistratura e della Polizia Giudiziaria. Non si possono ingiuriare le Forze dell’Ordine per reati commessi da loro appartenenti e tantomeno fare, come si suol dire, “di tutta un’erba un fascio”.
Per questo la prontezza di risposta, dopo i dovuti accertamenti necessari, è sintomo di profonda onestà e professionalità dell’Istituzione. Non è stato il primo ad aver commesso reati indossando una divisa di qualsivoglia colore e non sarà l’ultimo. Casi dolorosissimi se ne sono registrati in passato come quando i coinvolti agivano di concerto per abietti motivi. Si preferisce non rivangare episodi pregressi. Tutti dobbiamo imparare a non giudicare in fretta, magari per un tornaconto politico, e attendere l’accertamento dei fatti. Parimenti si deve giudicare la persona e mai l’Istituzione composta di decine di migliaia di donne e uomini in divisa che quotidianamente compiono il loro dovere con professionalità e abnegazione. Come in ogni settore, vi sono più e meno capaci e più o meno impegnati ma fa parte della natura umana. I responsabili dei reati vanno giudicati sempre con fermezza e inflessibilità in ogni settore.

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Giuseppe Bodi

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