La precaria stabilità geopolitica a livello internazionale è principalmente riferibile all’attacco russo all’Ucraina e alla distruzione di Gaza con la morte di circa 67.000 persone, di cui oltre 18.000 bambini, e oltre 167.000 feriti. Quotidianamente ambedue i teatri ricevono ulteriori “picconate”.
La guerra iniziata dalla Russia, denominata in modo stravagante “operazione speciale”, ha appena compiuto quattro anni; speriamo non vada alle scuole medie. In merito a Gaza il “Consiglio della Pace” appare sempre più un’operazione immobiliare dove alcuni Stati partecipano al solo scopo di ricevere qualche briciola dal “Presidente a vita”. Questa potrebbe essere chiamata “operazione speciale profitto immobiliaristi e affini”; nella sostanza è un comitato d’affari, la pace e il popolo palestinese non rientrano nei loro più remoti pensieri. Premesso che nessuno augura mai del male a nessuno e che la ricostruzione da Gaza non sarà cosa di una manciata di anni, il titolo a vita si trasmetterà per via ereditaria? Domanda legittima poiché dopo gli investimenti per la rimozione di macerie infinite e la ricostruzione speculativa tutti vorranno trarre profitto da un investimento iniziale enorme. Nessun partecipante sembra animato da scopi benefici e assistenziali. La distanza del Vaticano è emblematica.
Il Presidente Trump ha subìto un durissimo colpo dalla sentenza della Corte Suprema statunitense, finalizzata a far comprendere al novello autocrate che in democrazia nessuno è al di sopra la Legge, ovvero legibus solutus. La tripartizione dei poteri del Montesquieu ancora vive resistendo ai molteplici, duri e scomposti attacchi da più parti provenienti. Tutti si augurano che, al fine di depistare dalla portata della sentenza e dal crollo del consenso elettorale, il Presidente non acceleri un attacco all’Iran se non prima di aver percorso ogni possibile via diplomatica.
I maggiori, e peggiori, attacchi sono verso la democrazia liberale che ondeggia tra i marosi prodotti da molti, troppi, autocrati. Quale futuro ha o qualcuno, sempre troppi, la sta conducendo verso una democrazia illiberale? O, ancor peggio, verso l’autocrazia dove domina la legge del più forte, del bullo aduso a non rispettare le leggi? L’autocrate che ignora il legislativo e, infastidito dalla Magistratura, cerca di addomesticarla a proprio uso e consumo.
Ormai autocrati e sovranisti dicono tutto e il contrario di tutto infarcendo i loro monologhi con false verità. Monologhi registrati, così se qualcosa non è perfetta si ripete. Sono i benefici dei social. Quanta nostalgia della “Tribuna Politica” dove tutto era in diretta e si doveva saper parlare e argomentare all’impronta. I giornalisti erano incisivi nelle loro domande, sempre garbate. Regnavano rispetto ed educazione, merce scomparsa dagli scaffali della politica.
Con queste non certo confortanti premesse, domandiamoci cosa i giovani italiani si aspettino dal futuro. Quali prospettive e fiducia nel domani? Al momento si potrebbe ipotizzare un encefalogramma piatto. Le aspettative di lavoro sono almeno deludenti, lo studio è sempre più emarginato, quando non considerato pericoloso. Si sa, il popolo bue segue ogni bandiera e despota; si manovra facilmente. Scuole dove un movimento ha invitato a segnalare il personale di una certa tendenza politica. Siamo alla schedatura selvaggia o alle liste di proscrizione?
Anche in ambito istituzionale è stata avanzata la richiesta di conoscere i nominativi di aderenti a un comitato referendario. Ancora liste di proscrizione o intimidazione?
Un insieme di prospettive distopiche ma la speranza e la fiducia nel futuro non possono mai essere abbandonate, altrimenti sarebbe un vero encefalogramma piatto e pochi malintenzionati ne approfitterebbero. Qualcuno, sentendosi forte, vorrebbe tornare all’homo homini lupus incenerendo la civiltà occidentale?
J.D. Vance è il secondo alla Casa Bianca e lo è anche nel voler dare consigli al Papa.
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