“Gruppo 78”. Ne parla, il 16 ottobre 2025, l’autorevole quotidiano francese Le Monde. Si tratta di un’unità segreta del governo americano che sta svolgendo un’indagine molto delicata su “Black Basta”, banda di criminali informatici d’élite fra le più pericolose al mondo. Ha colpito aziende e amministrazioni senza risparmiare nessuno, nemmeno gli ospedali: quasi tutte le forze dell’ordine e i servizi di giustizia in Europa ce l’hanno nel mirino.
All’inizio di Novembre 2024 si danno appuntamento, presso la sede di Europol, l’organismo europeo di cooperazione di polizia, all’Aia, nei Paesi Bassi, poliziotti di tutta Europa. Come spesso accade in questo tipo di riunioni, il potente FBI, partner di lunga data di Europol, è presente. Durante l’incontro, l’ufficiale di collegamento del Federal Bureau of Investigation lascia il posto a uno dei suoi colleghi per una presentazione molto insolita: il “Gruppo 78”.
Lo stesso accade in una seconda riunione, presso Eurojust, l’omologo di Europol, dove a coordinarsi sono i magistrati.
Durante questi due incontri, l’agente dell’FBI descrive in dettaglio come il “Gruppo 78” intende adempiere alla sua missione. La sua strategia è duplice. Da un lato, compiere azioni in Russia per rendere impossibile la vita ai membri di Black Basta, costringendoli a lasciare il territorio così da metterli alla portata dei mandati di arresto spiccati contro di loro. Dall’altro, manipolare le autorità russe per porre fine alla protezione di cui gode la banda.
Dunque, i servizi di intelligence americani hanno fatto un ingresso a sensazione sulla scena europea della lotta al cybercrimine. Un modo di fare che lascia perplessi agenti di polizia e magistrati europei, visto lo scarso rispetto nei confronti di un foro giudiziario dove la cooperazione, la trasparenza tra alleati e la segretezza delle indagini hanno portato a grandi successi nella lotta alla malavita digitale.
I servizi di intelligence, in particolare negli Stati Uniti, sono da tempo coinvolti nella lotta contro il crimine informatico. L’attrito con il mondo giudiziario è quindi regolare e il suo operato viene disturbato dal “Gruppo 78”. Anche perché intraprendere operazioni di ostruzione dirette e possibilmente violente sembra essere una novità. Commettere reati per danneggiare un ecosistema non è affatto usuale, nemmeno per l’FBI. Se, grazie ad essi, i criminali si trovassero a portata di mano di un mandato d’arresto europeo, ciò equivarrebbe, per il sistema giudiziario europeo, a “ripulire” le manovre dei servizi americani, di fatto coprendole. Il che è inaccettabile per più di un magistrato.
Contattata da Le Monde e da Die Zeit, la procura di Parigi ha confermato di aver “partecipato a scambi presso Eurojust in presenza di membri del “Gruppo 78“, aggiungendo di aver protestato presso le strutture interessate. “Solo il rigoroso rispetto della procedura consente di ottenere risposte giudiziarie forti ed efficaci nella lotta contro la criminalità informatica. È in gioco la legittimità dell’autorità giudiziaria, garante delle libertà individuali, nonché la sicurezza giuridica delle nostre procedure“, sostiene ancora l’ufficio del procuratore. Pur accogliendo con favore il fatto che, nonostante questo episodio, “l’assistenza reciproca operativa continua in modo efficace” con Europol e l’FBI, consentendo “recenti successi“.
L’esistenza del “Gruppo 78” e i due incontri Europol ed Eurojust di cui si è detto hanno gettato nuova luce su eventi che si sono svolti a partire da metà dicembre 2024. Due giornalisti, specializzati in criminalità informatica, uno tedesco, l’altro francese, sono stati contattati da una fonte anonima che, con lo pseudonimo di un poeta russo, si è presentata come vicina a Black Basta e, sulla base di documenti e messaggi interni, ha dato un nome a “Vagabondo”, il leader del gruppo: tale Oleg Nefedov. Scoop importante: è raro ottenere l’identità di un barone del crimine informatico.
L’11 febbraio 2025, sul servizio di messaggistica Telegram appare il misterioso account Exploit Whispers dove vengono pubblicati più di 200mila messaggi scambiati tra settembre 2023 e settembre 2024 sul sistema di messaggistica interno del gruppo Black Basta. Vengono rivelati dettagli sull’organizzazione interna della banda, l’identità dei suoi membri, la sua strategia, i suoi obiettivi e metodi, nonché le prove dell’identità del suo leader.
Non c’è certezza, ma i magistrati che hanno assistito alla presentazione del “Gruppo 78” sono convinti che dietro a Exploit Whispers ci siano gli americani. Un esperto di spicco, intervistato da Le Monde, osserva anche che questa “fuga di notizie”, a differenza di precedenti eventi simili, è misurata, attenta a non divulgare strumenti dannosi, o codice informatico che potrebbero essere riutilizzati da altri attori. Un’attenzione non proprio da criminali informatici.
Impossibile per i due giornalisti collegare la loro fonte al “Gruppo 78”. Tuttavia, nutrono un forte sospetto di avere avuto a che fare con una ”barba finta” delle autorità americane: ha parlato con loro solo durante le ore che sono d’ufficio secondo il fuso orario statunitense e ha usato un gergo legale insolito per un membro della malavita di lingua russa.
La fonte, che ha negato qualsiasi legame con la fuga di notizie su Telegram, ha interrotto ogni comunicazione con i due giornalisti. I loro articoli sono stati pubblicati il 1° marzo 2025.
Quanto accaduto su Telegram “è stato piuttosto dirompente” per Black Basta, ha detto Halit Alptekin, direttore dell’intelligence di Prodaft, società specializzata nello studio del crimine informatico. “Questo tipo di fuga di notizie consente un’immersione inestimabile nello stato d’animo criminale. Per i ricercatori questa è stata una miniera d’oro che ha fornito una finestra unica sulle operazioni ransomware ed ha consentito una migliore strategia di difesa“.
Sembra proprio che il “Gruppo 78” abbia ottenuto il risultato sperato, ma ad essere indebolita non è stata solo la banda: “Una fuga di notizie così massiccia ci silura“, si rammarica un magistrato europeo interpellato. In Francia, l’indagine preliminare, aperta nell’aprile 2022, sugli attacchi commessi da Black Basta contro dodici vittime francesi è ancora in corso.
“A volte la cosa migliore da fare se non si riesce a fermare i criminali informatici è abbattere la loro reputazione in modo che nessuno voglia più lavorare con loro“, ha detto John Fokker, direttore dell’intelligence di Trellix ed ex ufficiale di polizia olandese per il crimine informatico. Ai leader delle cybergang non piace vedere il loro anonimato distrutto.
“L’interruzione [dell’attività dei criminali informatici] può essere effettuata in tre modi: agendo sul loro modus operandi, sulla loro struttura e sulla loro reputazione. Gli hack seguiti da fughe di dati sono interessanti perché possono davvero avere un effetto su tutti e tre gli aspetti“, afferma Max Smeets, ricercatore presso il Politecnico Federale di Zurigo.
Il “Gruppo 78” rimane avvolto nel mistero. Perché è stata fondato? Si è trattato di un test, o di un’evoluzione duratura della strategia americana nei confronti dei criminali informatici? A quali agenzie federali è collegato? Ha preso di mira altri gruppi? Perché correre il rischio di interrompere le indagini giudiziarie europee?
Queste domande sono state rivolte all’FBI, ma non ha risposto.
L’esistenza del “Gruppo 78” e la sua strategia offensiva possono senza dubbio essere spiegate dalle difficoltà incontrate dalle autorità nell’arrestare i peggiori criminali informatici che stanno causando gravi danni alle società occidentali e al loro tessuto economico.
“Dobbiamo affrontare la verità. La giustizia è limitata in questo particolare settore”, afferma un investigatore francese di un’unità specializzata. “Molti paesi affermano che il ransomware è una minaccia per la sicurezza nazionale, il che significa che tutti gli strumenti verranno utilizzati contro tale minaccia, comprese le operazioni dei servizi di ‘intelligence’, dell’esercito, ma la realtà è che oggi le forze dell’ordine sono in prima linea“, ha affermato Jamie McColl del Royal United Services Institute, Think tank britannico.
Ultima domanda: il Gruppo 78 è sopravvissuto all’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca? C’è da dubitare: il presidente degli Stati Uniti, negli ultimi mesi, ha sciolto tre task force contro la Russia.
Comunque sia, secondo una fonte europea vicina al caso, le indagini su Black Basta continuano.












