I risultati usciti dalle urne domenica in Sassonia-Anhalt richiedono qualche riflessione, seppur molto amara. L’AFD, il partito filo nazista, ha superato il 44% delle preferenze, raddoppiando il già sconcertante risultato delle precedenti consultazioni elettorali. L’incremento quasi esponenziale delle destre estreme in Europa è un segnale molto preoccupante. Non è un episodio, seppur inquietante, limitato a una piccola area di un minuscolo Paese ma dilagante in Europa, in particolare in Germania e in Italia. Le opposizioni è bene che meditino sul risultato; invece di litigare come i capponi di Renzo sarebbe opportuno che si sedessero intorno ad un tavolo e scrivessero un programma sensato, credibile e chiaro per il cittadino.
Le reazioni del nostro Governo sono state molto diverse. Fratelli d’Italia, al momento in cui si scrive, ha taciuto; Tajani ha parlato di “pessima notizia”; Salvini ha brindato e si è interfacciato con la leader Alice Weidel. Vannacci, già federato con l’AFD, è felice come non mai. L’attacco all’Europa democratica e liberale ha avuto un abbrivio travolgente.
Limitiamo le scarne riflessioni a Italia, Germania, Russia e Polonia. Il tragico “Asse” tra Germania nazista e Italia fascista sembra uscire dalla tomba. L’AFD e Futuro Nazionale, attualmente in costante crescita, sono pienamente allineati nel demolire quella democrazia liberale risorta dopo la sconfitta dei regimi dittatoriali nella Seconda Guerra Mondiale.
La Sassonia-Anhalt era parte della DDR, la Germania dell’est, dove vi era un rigido controllo della Stasi, impegnata nella sicurezza e nello spionaggio, l’HVA, al cui vertice era Markus Wolf, soprannominato Misha. Nella Germania Est, come Ufficiale del KGB, a Dresda, vi era Putin. I contatti tra Stasi e KGB erano molto stretti, anche perché la Stasi era reputata il più efficiente Servizio dei Paesi del blocco comunista orientale.
Apparentemente sembrerebbero fatti senza legame logico. Tentiamo di dare un senso a quanto sopra. Putin, che ha sempre avuto in mano il KGB e ora l’FSB, avrà sicuramente un consistente numero di informatori in quella che era la Germania Est. La Stasi pare ne avesse circa centomila per cui molti vi dovrebbero ancora essere. Le mire espansionistiche putiniane verso l’Europa sono quanto mai evidenti. Gode di molto credito, grazie a una efficiente rete di spionaggio e connivenze in Europa, particolarmente in Italia e Germania. Retaggi del passato e nuove acquisizioni grazie a quinte colonne ben addestrate, manipolate, ricattate, prezzolate e altro. Militari addestrati per la lotta ai Pasi del Patto di Varsavia e che hanno giurato sulla nostra Costituzione da cosa sono stati folgorati? Paolo di Tarso sulla via di Damasco, loro da quale perverso meccanismo? Facciamoci una domanda: perché un fervente ex comunista è ammirato e si compiace di vicinanza con nazisti, fascisti e vaste aree dell’ultradestra europea? Putin è rimasto nel midollo comunista e vuole ricostruire il potere dell’ex URRS. Fomentare eventuali partiti comunisti, praticamente inesistenti in Europa, sarebbe una scelta perdente solo nel pensarlo. Cosa meglio di sovvertire l’Europa rispolverando un pensiero che l’ha caratterizzata per un ventennio nel primo novecento? Il progetto espansionistico russo potrebbe ben sposarsi con un neonazismo che agogna tornare una grande Germania per incrementare il suo “spazio vitale”, del quale scriveva Ratzel. Chiusa a tenaglia tra nazismo e comunismo, mascherato di putinismo, è la Polonia che potrebbe essere vittima di una riedizione del patto Molotov Ribbentrop. La Polonia potrebbe invocare l’articolo 5 della NATO ma se a invadere fosse anche la Germania cosa avverrebbe? Chi si schiera con chi?
Follie del pensiero? Quanti pensavano che il caporale austriaco fosse un buontempone da calmare con progressive concessioni? Poi il maestro italiano si è tuffato nell’affare mandando a morire gli italiani in Russia, Africa, Grecia, le famose otto milioni di baionette.
La destabilizzazione dell’Europa, già fortemente voluta da Trump, potrebbe subire ulteriori colpi mortali. I sovranismi si ergerebbero a difesa delle Nazioni ed i venti di guerra diverrebbero tragiche realtà.
Lo iniziava così – ed era Indro Montanelli - un editoriale del 1980 nel quale, consapevole di aggiungere un’altra “Stecca nel coro” del politicamente ed intellettualmente corretto, immaginava...
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