venerdì, Ottobre 23, 2026
GIANO NEWS
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
GIANO NEWS
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home SCENARI

UCRAINA IN AFRICA: UNA PARTITA A SCACCHI – GEOPOLITICA

Eleonora D'Arborea di Eleonora D'Arborea
16/08/2025
in SCENARI
UCRAINA IN AFRICA: UNA PARTITA A SCACCHI – GEOPOLITICA
349
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Linkedin

Diplomazia, aiuti e cooperazione militare: Kiev sfida Mosca nel continente conteso da Russia e Cina

Difronte all’aggressione russa e all’isolamento internazionale, l’Ucraina ha scelto una strategia poco attesa ma altamente simbolica: rafforzare la sua presenza diplomatica in Africa. Una mossa tattica, ma anche un atto di politica estera che punta a ridisegnare gli equilibri globali. Infatti, negli ultimi anni, il continente africano si è affermato come uno dei principali teatri della competizione tra potenze globali. Cina e Russia vi investono capitali, armi, infrastrutture e narrative. Ora anche l’Ucraina entra a pieno titolo in questa complessa partita, con una strategia di penetrazione diplomatica che mira a conquistare alleati, visibilità e legittimità in un’area tradizionalmente dominata da Mosca.

Ambasciate, aiuti e diplomazia attiva

Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, Kiev ha inaugurato otto nuove ambasciate in Africa, portando il totale a 18, con ulteriori aperture previste (tra cui in Sudan). Tra le più simboliche, quella di Nouakchott, in Mauritania, uno dei Paesi del Sahel dove la presenza militare russa è sempre più marcata.

Nel frattempo, l’Ucraina ha nominato un inviato speciale per l’Africa e il Medio Oriente, intensificato le visite ministeriali e lanciato una campagna comunicativa mirata, con l’obiettivo di controbilanciare la propaganda russa e costruire relazioni dirette con governi africani.

A livello umanitario, Kiev ha avviato l’iniziativa “Grain from Ukraine”, grazie alla quale quasi 300.000 tonnellate di cereali sono state distribuite a circa 8 milioni di persone in 12 Paesi africani, con il supporto del World Food Programme (WFP). Un gesto concreto che si inserisce anche in un contesto di forte tensione sul mercato alimentare globale, acuita dalla guerra.

La risposta russa: disinformazione e sabotaggio

Dall’altro lato, la Russia ha reagito intensificando la propria presenza politica, militare e mediatica in Africa. Dopo essere stata condannata da 28 Paesi africani all’ONU nel 2022 (mentre 25 si astennero o non votarono, e solo l’Eritrea votò a favore), Mosca ha moltiplicato gli sforzi per rompere l’isolamento internazionale, eludere le sanzioni occidentali e rafforzare le proprie alleanze africane.

Lo ha fatto tramite campagne di disinformazione anti-occidentale, supportate anche da attori come la Cina, e consolidate con la recente apertura dell’“Africa Hub” dell’agenzia Sputnik ad Addis Abeba. In parallelo, ha lavorato per interrompere le esportazioni di grano ucraine verso l’Africa, ritirandosi dall’accordo sul grano del Mar Nero nel 2023 e attaccando regolarmente infrastrutture portuali ucraine.

Cooperazione militare e nuovi rischi

Oltre alla diplomazia, Kiev ha iniziato a costruire anche forme di cooperazione militare, offrendo addestramento alle forze armate locali, come nel caso della Mauritania. Una mossa che si inserisce nella competizione con Mosca, che nel Sahel ha già stabilito una presenza consolidata attraverso mercenari e forniture militari.

Ma questa strategia comporta anche rischi geopolitici: se da un lato può rafforzare Paesi in cerca di alternative alla dipendenza russa, dall’altro rischia di essere percepita come una nuova forma d’ingerenza esterna, soprattutto in contesti fragili come il Mali, il Niger o il Burkina Faso.

Nonostante l’ambizione, le risorse dell’Ucraina restano limitate. Il personale diplomatico è ridotto, le relazioni economiche con molti Stati africani sono ancora deboli, e l’influenza presso istituzioni regionali come l’Unione Africana rimane marginale. Anche il summit Ucraina-Africa, pur in discussione, fatica a prendere forma in modo concreto.

Il 27 luglio scorso, nei pressi di Tinzaouaten (Mali), un’imboscata dei ribelli tuareg e jihadisti ha provocato pesanti perdite all’Africa Corps: oltre cinquanta mercenari russi e quaranta soldati maliani uccisi, con armi e prigionieri catturati.

Un portavoce dell’intelligence ucraina ha rivendicato un ruolo di Kiev nell’operazione, poi smentito dal governo. Mali e Niger hanno interrotto le relazioni diplomatiche con l’Ucraina, accusandola di ingerenza. L’episodio ha segnato l’ingresso diretto del conflitto russo-ucraino nello scacchiere africano, con possibili repliche in altri Paesi instabili.

Prospettive geopolitiche

L’obiettivo di Kiev è chiaro: ridurre l’influenza russa e guadagnare sostegno internazionale nei forum multilaterali, ma anche aprire nuove vie di cooperazione tecnologica, agricola e militare. Il continente africano, con la sua crescente rilevanza strategica, offre un terreno fertile ma altamente competitivo. De resto gli ucraini, addestrati nell’ultimo decennio in UK e USA e non solo, hanno dimostrato grandi capacità di resilienza attiva sia nel campo dell’industria militare ove padroneggiano il tema dei droni, sia da un punto di vista strategico: clamorosi sono alcuni attacchi andati a segno nei confronti della Russia, che sicuramente saranno oggetto di studio nelle accademie militari.

L’iniziativa diplomatica ucraina rappresenta, dunque, una mossa sofisticata che, se ben eseguita, potrebbe contribuire a ridefinire le alleanze globali. Tuttavia, comporta anche il rischio di esasperare la polarizzazione internazionale in un continente dove le fragilità strutturali rendono ogni forma di competizione esterna potenzialmente destabilizzante.

Mentre la guerra continua sul fronte europeo, l’Ucraina dimostra di saper giocare una partita a tutto campo anche sul piano della diplomazia globale. In Africa, non si tratta solo di ambasciate o aiuti umanitari: si tratta di ridefinire il proprio ruolo nel mondo. Un’operazione delicata, ma potenzialmente determinante per gli equilibri futuri. L’episodio di Tinzaouaten mostra come il coinvolgimento militare, seppur indiretto, possa danneggiare l’immagine diplomatica e alimentare tensioni in contesti già instabili. Se l’Ucraina saprà mantenere equilibrio tra fermezza strategica e rispetto delle sensibilità locali, potrà guadagnare spazio in un’arena geopolitica cruciale; in caso contrario, rischia di alimentare la polarizzazione internazionale in un continente già attraversato da fragilità strutturali.

Condividi11Condividi2
Eleonora D'Arborea

Eleonora D'Arborea

Donna educata e gentile, ha improntato la propria vita al sevizio verso il prossimo. Dottore in legge, specializzata in scienze della sicurezza, in Peacekeeping and Security Studies, tecnico in metodologie di analisi forense. Ha espresso le proprie capacità nell’ambito della sicurezza nazionale ed internazionale. Ufficiale al merito della Repubblica italiana dal lontano 2006 e medaglia d’oro per merito di servizio. Consigliere qualificato della C.R.I. Leone ascendente bilancia.

POTREBBE INTERESSARTI

COME DONALD TRUMP, AGENTE DEL CAOS, HA PERSO IL CONTROLLO

di Andrea Aparo von Flüe
15/10/2026
0
COME DONALD TRUMP, AGENTE DEL CAOS, HA PERSO IL CONTROLLO

Donald Trump non riesce a capacitarsi della disfatta in arrivo.

Leggi tuttoDetails

SE NE AVESSI L’AUTORITÀ E I TITOLI…

di Renzo Trappolini
06/10/2026
0
SE NE AVESSI L’AUTORITÀ E I TITOLI…

Lo iniziava così – ed era Indro Montanelli - un editoriale del 1980 nel quale, consapevole di aggiungere un’altra “Stecca nel coro” del politicamente ed intellettualmente corretto, immaginava...

Leggi tuttoDetails

LE ELEZIONI IN SASSONIA-ANHALT: QUALCHE RIFLESSIONE

di Giuseppe Bodi
07/09/2026
0
LE ELEZIONI IN SASSONIA-ANHALT: QUALCHE RIFLESSIONE

0:00 / 0:00 TE LO LEGGO IO I risultati usciti dalle urne domenica in Sassonia-Anhalt richiedono qualche riflessione, seppur molto amara. L’AFD, il partito filo nazista, ha superato...

Leggi tuttoDetails

LA DOTTRINA DONALD

di Giuseppe Bodi
04/09/2026
0
LA DOTTRINA DONALD

In queste pagine più volte si è parlato di una presunta “Dottrina Trump”.

Leggi tuttoDetails
Prossimo post
I TORMENTONI ESTIVI

I TORMENTONI ESTIVI

ARTICOLI CORRELATI

OLTRE OGNI POSSIBILE IMMAGINAZIONE

OLTRE OGNI POSSIBILE IMMAGINAZIONE

21/06/2024
VITA NEL BOSCO

VITA NEL BOSCO

17/12/2025
LA TECNOLOGIA MODERNA AIUTA MOLTO LE PERSONE ANZIANE A TENERSI ATTIVI

LA TECNOLOGIA MODERNA AIUTA MOLTO LE PERSONE ANZIANE A TENERSI ATTIVI

02/03/2024
L’USO DI MARIJUANA È INNOCUO?

L’USO DI MARIJUANA È INNOCUO?

20/11/2022
IL CAPORALATO

IL CAPORALATO

06/03/2026
DAL 2 AL 13 GIUGNO 1946

DAL 2 AL 13 GIUGNO 1946

01/06/2026

PRIVACY

  • Informativa Privacy
  • Informativa cookie

TAG

Accenture ACN AGID ai alessio butti anorc anorc professioni butti chatGpt contenuti Cospito diversità doglover FACEWATCH Franco Roberti Frattasi google governo inclusione intelligenza artificiale massi migranti nadia gullo Paolo zangrillo Piantedosi putin razza servizi segreti SOUTHERN CO-OP spie whatsapp zangrillo

© 2022 GIANO.news

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO

© 2022 GIANO.news