Lo sappiamo. “Pagina Ribelle” che riempie di contenuti la sua pagina su Facebook non è collegata a Futuro Nazionale.
Lo sappiamo. Tutti quei video che riportano il logo del partito e inneggiano al trionfo del generalissimo sono casuali, indipendenti e disinteressati.
Lo sappiamo perché è scritto in bella mostra che quella è satira. Purtroppo la nostra cultura è drammaticamente lacunosa. Questo deficit ha impedito di immaginare che la satira fosse sinonimo di osannazione e che dietro quella furbissima maschera si potesse celare la sala macchine della propaganda politica più aggressiva.
Tra le ultime creazioni degli “umoristi” che hanno nel mirino il coraggioso condottiero c’è un filmato – naturalmente generato con la solita scarsa intelligenza artificiale – che prelude alla prossima mossa della compagine in fermento.
Protagonista del video è Alberto Stasi che viene ripreso prima dietro le sbarre, poi portato in manette in udienza, quindi uscire libero e comprensibilmente abbacchiato dal tribunale, fino ad incontrare Vannacci che discende dal cielo senza paracadute ma in virtù di presumibili doti soprannaturali.
La costruzione virtuale dell’incontro tra l’astro nascente della politica italiana e la presunta vittima innocente di una giustizia ingiusta è l’ennesima occasione per comprendere come gira il motore nascosto sotto il cofano di Futuro Nazionale.
Il meccanico che ha congegnato il dispositivo di scalata dei consensi sa perfettamente che in questo momento storico gli unici fattori di aggregazione sono il malcontento endemico, la voglia di rispondere alle iniquità anche solo presunte, l’augurio che le “vittime” possano avere una rivincita, il desiderio che arrivi un vendicatore meglio se con manifestazioni marziali, l’inconsapevole masochismo nel volere qualcuno che agiti la frusta…
Il video è qui. Perché – a mio avviso – non è non parlando di Vannacci che si elimina l’incombente minaccia di una deriva che va ben oltre la destra estrema.
Queste oscenità incantano i seguaci dell’uomo forte in uniforme, costituendo il carburante di una catechesi multimediale ormai dilagante.
Queste oscenità invece devono essere conosciute da chi ancora ha davvero a cuore questo maciullato Paese, da chi si ostina a credere nella democrazia costata il sangue dei nostri nonni che hanno estirpato il nazifascismo, da chi auspica non “primarie” suicida ma un progetto per salvare l’Italia, da chi deve capire che alle prossime elezioni ci giochiamo il futuro…
Queste oscenità devono scatenare gli anticorpi, risvegliare le coscienze, far comprendere il valore della libertà, dei diritti, della civiltà.
Probabilmente basterebbe rileggere la Costituzione ed evitare – come invece scrive “Pagina Ribelle” – il destino secondo cui “Prossimo esecutivo: Vannacci primo ministro, Roggero all’interno, Stasi alla giustizia e Melony a pulire i cessi”.
Se è vero che le donne in Italia sono in numero maggiore rispetto gli uomini, non dobbiamo temere per le prossime elezioni.
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