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BURCH, NON LURCH…

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
16/07/2026
in RIFLESSIONI
BURCH, NON LURCH…
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TE LO LEGGO IO

Permettetemi di presentarvi Brian Francis Burch. Cognome quasi uguale a quello dell‘iconico maggiordomo della famiglia Addams, Lurch. Caratteristica in comune l’essere leggermente inquietante. Tredicesimo Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, passerà alla storia come il primo diplomatico americano a servire sotto un papa americano, Papa Leone XIV, anch’egli nato a Chicago.

Diplomatico per modo di dire. Negli Sati Uniti il 70 per cento degli ambasciatori sono diplomatici di carriera, membri del Foreign Service. Il restante 30 per cento sono Political Appointees, ovvero nomine politiche.
Si tratta di una prassi prevista e regolata dalla Costituzione degli Stati Uniti (articolo II, sezione 2) e si basa:
sul sistema dello “Spoils System”, per cui il Presidente può assegnare incarichi di alto livello a figure di sua stretta fiducia;
sul ricompensare i finanziatori delle campagne elettorali presidenziali che, spesso, vengono nominati responsabili di ambasciate di prestigio, mentre le sedi più complesse, o a rischio, vengono affidate ai diplomatici di carriera;
sulla rappresentanza diretta perché si ritiene che un ambasciatore “politico” possa rappresentare la visione e l’indirizzo del Presidente in modo più incisivo rispetto a un funzionario di carriera.

Burch è salito all’onore delle cronache per essere stato il volto di CatholicVote, di cui è stato co-fondatore nel 2008 e presidente fino a giugno 2025. CatholicVote è un’organizzazione cattolica ultra-conservatrice statunitense, no-profit, che ha sostenuto pubblicamente Donald Trump nelle elezioni presidenziali del 2020 e del 2024.
“Donald Trump per noi cattolici è la scelta migliore – forse la nostra unica scelta”, proclamò Burch nel suo libro “Un nuovo momento cattolico: Donald Trump e le politiche del bene comune”, pubblicato, con attento tempismo, nel settembre 2020.

Burch non ha mai nascosto la sua posizione critica nei confronti di alcune delle decisioni di Papa Francesco, che ha accusato, nel 2015, di creare “ambiguità dottrinale”. Si riferiva, con non celata e inopportuna ironia, alle parole di Bergoglio, da lui proferite nel suo dialogo con i giornalisti sul volo che lo riportava in Italia dalle Filippine, durante il quale, rispondendo a una domanda, aveva detto che non è necessario “per essere buoni cattolici essere come conigli” e che occorre sempre avere una paternità responsabile. Forse si è sentito punto nel vivo visto che lui di figli ne ha nove. Nota a margine: Leone XIV ha confermato, secondo la dottrina della chiesa cattolica, il divieto assoluto della contraccezione artificiale.
Nel 2024 Burch ha poi pesantemente criticato la decisione di Papa Francesco di consentire benedizioni per le coppie dello stesso sesso, affermando fosse una “fonte di confusione”. Probabilmente a essere confuso era lui perché non aveva ascoltato quanto il Santo Padre disse nell’intervista concessa a Norah O’Donnell, direttrice del CBS Evening News. Offrendo un chiarimento sulla questione delle benedizioni alle unioni omosessuali, di cui parla il documento dottrinale Fiducia Supplicans, affermò: “La benedizione è per tutti: si può benedire ogni persona”. Chiarendo poi: “Quello che ho permesso non è stato di benedire l’unione. Questo va contro ‘la legge della Chiesa’”.
Naturalmente Burch ha avuto anche da dire, opponendosi ferocemente, alla rimozione del vescovo della diocesi di Tyler, Texas, Joseph Strickland, un ultra-conservatore molto loquace e assai critico nei confronti di Papa Francesco.

Insomma, quella di mettersi in cattedra per criticare il Santo Padre pare sia abitudine consolidata in quei degli Stati Uniti.
Essendo stata quella di Burch una nomina politica, non deve stupire la sua totale mancanza di diplomazia. Il motivo di fondo dietro alla sua nomina è la volontà da parte degli Stati Uniti di invertire i flussi diplomatici con la Santa Sede. La diplomazia classica richiede che l’ambasciatore spieghi la visione del Papa al proprio governo. Burch ha invertito questo approccio, agendo a Roma come difensore e portavoce intransigente degli interessi della Casa Bianca, senza avere perso il vizio di volere interpretare e criticare pensieri e azioni della Santa Sede.
Il che spiega il piccolo recente “incidente”.

Nel corso di un’intervista a fine giugno Burch, parlando della guerra USA-Iran, ha dichiarato: “Il Vaticano non ha detto, né dirà, se questa sia, o meno, una guerra giusta, o ingiusta”. Eppure, un paio di settimane prima, Leone XIV aveva affermato: “Credo che questo sia già stato reso molto chiaro: in Iran, i criteri per una guerra giusta non sono presenti”.
Poco importa cosa dica il Santo Padre. Burch ha convinzioni e certezze granitiche. “Non ho mai pensato per un secondo che in qualche modo non potessi rappresentare correttamente il presidente”, ha detto Burch, aggiungendo che crede che il Presidente e il Papa condividano obiettivi che “sono molto allineati”. D’altronde, ha affermato, “le politiche e la leadership del presidente Trump stanno consentendo alla Chiesa cattolica di crescere e prosperare”.
Vale la pena riportare altre manifestazioni del Burch-pensiero.
Ineffabile la dichiarazione: “Ritenere che in qualche modo il presidente cerchi la guerra è un’interpretazione errata. L’ultima cosa che il presidente vuole fare è andare in guerra”. Le ultime parole famose…
Difficile da condividere il suo convincimento che il Papa e il presidente non siano stati in disaccordo “su ciò che doveva essere fatto” in Iran: “I disaccordi che abbiamo spesso non sono sui fini, ma sui mezzi”.
Secondo lui gli “sfoghi” di Trump sui social media mostrano come il presidente “negozia” per “assicurare il sostegno della Santa Sede intorno ai suoi sforzi per proteggere il mondo dalla catastrofe nucleare”.
“Anche se il Papa ha dichiarato la guerra ingiusta, non lo intendeva” ha detto, chiarendo poi che “Il Pontefice non può definire la guerra ‘ingiusta’ perché possiede solo un insieme limitato di fatti rispetto a chi gestisce l’intelligence militare”. E ancora: “Il Papa attacca gli Stati Uniti in modo sproporzionato rispetto alle violazioni dei diritti umani commesse da altre nazioni, come la Cina”.
La perla finale, innesco dell’incidente di cui sopra, è stata dire: “Quando il papa agisce come leader sovrano della Santa Sede, è coeguale ai leader mondiali”.

Vero che la pazienza è una virtù, la virtù dei forti. Vero che è l’arte di sapere attendere quindi non è mai debolezza, o rassegnazione, ma la capacità di mantenere il controllo, sopportare le avversità e dominare l’impulsività. Come tutte le cose ha comunque un limite che Burch ha ignorato.
Il 15 luglio 2026, su Vatican News, Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, pubblica un articolo di fondo dal titolo “La parola del papa è sempre quella del pastore”.
Una vera e propria lezione a uso e consumo di Burch, anche se non viene, ovviamente, nominato. Viste le difficoltà da lui dimostrate nel capire le cose vaticane, opportuno fornire a S.E. l’Ambasciatore Burch un breve riassunto.
L’editoriale si sviluppa intorno tre punti salienti. Il primo riguarda la natura del magistero ribadendo che quando il Papa affronta temi di attualità come la pace, la guerra, o l’accoglienza, non agisce come un leader politico, ma come il Successore di Pietro.
Il secondo tratta della sovranità dello stato: il Papa è sovrano dello Stato della Città del Vaticano, in virtù dei Patti Lateranensi, ma ciò non modifica la natura essenzialmente pastorale dei suoi appelli. “Qualsiasi glorificazione, o esagerazione del ruolo del Papa come capo di stato, qualsiasi enfasi sull’importanza di questo ruolo, è … fuorviante perché va a scapito della sua unica vera missione di Pastore universale”, ha scritto Tornielli.
Infine viene ribadito il rifiuto della logica politica. L’azione e la voce del Papa sono guidate dal Vangelo e dalla difesa della dignità umana, rifiutando ogni logica di schieramento politico internazionale. “Il successore di Pietro non sta parlando come capo di stato”, ha scritto Tornielli. “Sta semplicemente proclamando il Vangelo.”

Tre punti che generano un bel grattacapo per i cattolici, più o meno conservatori, dell’amministrazione Trump, come Burch e come il vicepresidente J.D. Vance, che devono trovare una quadra fra le critiche del Santo Padre, il rapporto con la loro base e la loro lealtà all’iracondo e imprevedibile presidente Donald Trump.

Trattasi del classico e irrisolvibile problema dei tre corpi.
Auguri.
Non vorrei essere nei loro panni.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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