Essere del partito socialista non è l’unico punto in comune tra Bettino Craxi e Pedro Sanchez, anche perché il primo nel 1993 finiva la sua storia politica e l’altro la cominciava.
Ad accostarli non è soltanto il medesimo segno zodiacale dei “Pesci”, visto che sono nati entrambi a Febbraio, uno il 24 e l’altro il 29.
La cosa che segna il loro destino e li fa sentire davvero vicini è un’altra. Una coincidenza che è troppo presto per vederla scritta sui libri di scuola e che potrebbe sembrare solo una banale combinazione.
Tutti e due hanno opposto un secco rifiuto agli Stati Uniti d’America. A Bettino non venne perdonata la “crisi di Sigonella”, a Pedro il “no alla guerra” in Iran.
E’ un iperbole, bizzarra quanto si vuole, siamo d’accordo, che si rivela estremamente complicata per l’impossibilità di provarne la fondatezza e la difficoltà di negarne la percorribilità.
Non intraprendiamo un fantasioso esercizio di “complottismo”, ma raccogliamo la provocazione tutt’altro che esente da comprensibili critiche.
Chiarita la radice della riflessione, va detto che Craxi restò in sella altri sette anni prima che sul suo collo calasse la mannaia sganciata da un immaginario boia a stelle e strisce. Ronald Reagan con cui si creò l’incidente diplomatico non diede quell’ipotetico ordine, ma potrebbe esser stato il suo successore George Bush senior che all’epoca del dissidio era Vice Presidente degli Stati Uniti.
Sanchez invece è stato fulminato quasi subito, complice la maggior velocità degli eventi di questi tempi e un esuberante decisionismo dell’attuale inquilino della Casa Bianca.
La storia recente potrebbe portarci a pensare che l’abbattimento di un Governo sgradito non passa obbligatoriamente attraverso rapimenti notturni in Centro America o incessanti bombardamenti in Medio Oriente. Non mancherà chi potrebbe legittimamente chiedersi perché, là dove continuano senza risultato barbare distruzioni e inammissibili stragi di innocenti, non si preferisca optare per l’impiego dell’arma giudiziaria.
L’innesco di indagini e inchieste è facile come per un piromane appiccare il fuoco dove la vegetazione sopravvive all’arsura e non alle fiamme. In un’epoca in cui il pianeta intero è azzannato dai più voraci sistemi di intercettazione, dossieraggio, e schedatura, non è affatto difficile cucire un abito su misura per qualsivoglia nemico da eliminare. E, se non c’è abbastanza materiale, non si fatica a utilizzare le straordinarie potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa per creare tutto quel che serve per disporre di elementi probatori difficilmente confutabili e riconoscibili come davvero fasulli solo dopo interminabili analisi tecniche.
E allora perché cimentarsi in estenuanti azioni cruente di durata infinita?
La spiegazione della scelta di metodo potrebbe risiedere nella natura economica del bersaglio geografico, riconoscendo il peso dell’appetibilità di certi territori. Il petrolio, ad esempio, non lo si porta certo a casa con il capovolgimento di un regome, ma richiede interventi di conquista manu militari.
Non si fatica a riconoscere come azzardato l’accostamento tra Craxi e Sanchez, perché potrebbe esser frutto di una erronea sopravvalutazione dell’odierno apparato statunitense. Come sono scomparse le mezze stagioni, non c’è più la CIA di una volta e certe finezze poco si addicono ad organizzazioni complesse che si sono drammaticamente involute per lo spoiling system che prevede un amico fedele e ubbidiente subentrare ad una persona capace e preparata.
Ad ogni buon conto, dopo aver visto distrattamente il trailer dell’irruzione della Guardia Civil, sediamoci in poltrona con una gelida bibita dissetante. Lo spettacolo è appena cominciato e si preannuncia intriso di colpi di scena.
Qualcuno dirà che le investigazioni erano già in corso e che il procedimento è antecedente il 3 marzo quando Pedro Sanchez ha dichiarato che la Spagna non si sarebbe resa complice di ostilità gratuite.
Mia mamma teneva sempre i fornelli con il fuoco basso sotto pentole e tegami per essere pronta a qualunque improvvisata le si volesse fare. La sua “cucina preventiva” è un modello che non pensavo avesse varcato l’oceano.
La rosolatura di Sanchez, intanto, sta per iniziare.
Onofrio del Grillo, il leggendario Marchese sinonimo di protervia e sopruso, si era docuto accontentare dell’ormai classico “Io so’ io, e voi non siete un cazzo”.
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