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DRONI FONDAMENTALI PER RILEVARE CRIMINI DI GUERRA

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
18/05/2026
in EDITORIALI
DRONI FONDAMENTALI PER RILEVARE CRIMINI DI GUERRA
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TE LO LEGGO IO

Sappiamo, purtroppo, quanto poco pesino le incriminazioni per crimini contro l’umanità e in particolare per le condotte belluine che sfoggiano certi mostri al vertice di questo o quel Paese che imperturbabili massacrano con la nonchalance che non si permetterebbe nemmeno un ragazzino alle prese con un videogioco “sparatutto”.
Verrà il giorno che la giustizia non sarà calpestata e che il diritto internazionale avrà valore diverso da quel “fino ad un certo punto” che un Ministro degli esteri nel pieno delle sue facoltà individuali e del suo ruolo istituzionale si è premurato di definire come limite naturale.
Le atrocità non cambiano in ragione dei punti di vista, delle opinioni e delle ricostruzioni di comodo. In un’era geologica in cui è disciplina olimpica la riscrittura della storia, è indispensabile fissare in modo inequivoco ogni elemento di prova che possa incollare le responsabilità ai colpevoli come il napalm aderiva sulla pelle dei poveri vietnamiti.
L’odierno scenario, dove la follia genocida ha preso il sopravvento e le guerre immotivate sono la normalità, è di difficile percezione. Lo si deve alla sovrabbondanza di informazione sui fatti in corso che – peggio della censura – impedisce al quisque de populo di capire cosa stia davvero succedendo e comprendere, almeno a spanne, chi abbia ragione o torto.
Al bombardamento delle case, delle scuole, degli ospedali e delle infrastrutture essenziali, si aggiunge quello delle fake news costruite in modo talmente verosimile da poter ingannare anche l’osservatore più attento. L’unica corazza che può blindare il futuro è l’acquisizione di “prove” che abbiano attendibilità assoluta e utilizzabilità in sede processuale e – come tali – siano inconfutabili.
Sul campo di battaglia, nei territori che sono bersaglio di missili, nei siti ad altissima criticità come le centrali nucleari, non è agevole acquisire informazioni e certificarne la correttezza e gli unici mezzi impiegabili a tale scopo sono quelli “unmanned”, ovvero privi di operatore in loro prossimità. In termini pratici un drone (non solo aereo, ma anche navale o terrestre) può raggiungere e permanere in zone ad altissimo rischio senza mettere in pericolo incaricati in carne ed ossa.
I droni si rivelano strumenti straordinari per portare apparati di ripresa audio/video e una vasta gamma di sensori in aree altrimenti inaccessibili e per assicurare il successivo controllo da remoto di dispositivi operanti dal cielo, in mare e sott’acqua, nelle cavità del sottosuolo e ovunque non possa stare un essere umano.
Senza fare particolari sforzi di fantasia è sufficiente pensare a Chernobyl o a Zaporižžja per immaginare la sostanziale insostituibilità di quelle tecnologie per intervenire là dove un disastro potrebbe prender forma davvero in un attimo e, comunque, dove già le condizioni di partenza impediscono la presenza di persone anche solo per brevissimi intervalli di tempo.
La missione del drone può ricomprendere un ampio catalogo di attività diurne e notturne che includono fotogrammetria ad altissima risoluzione, ricostruzione della scena con differenti prospettive, rilevazione delle condizioni (temperatura, umidità, radioattività…) del luogo, acquisizione di campioni, notarizzazione delle operazioni con ripresa video di ogni singola azione senza soluzione di continuità.
L’omino coi baffi di una famosa caffettiera esclamerebbe “Sembra facile” e non gli si può certo dare torto.
Occorrono le “macchine”, quelli che le sanno guidare, le regole del gioco e i validatori che ne certificano l’avvenuto rispetto. Tanta roba, come dicono i toscani, ma basta saperlo e organizzarsi.
E’ il primo passo per dare certezza. La mortificante lezione della vergognosa incapacità investigativa a Garlasco (e in tanti altri processi) dovrebbe indurre a rimboccarsi le maniche per evitare figure barbine degli “esperti” in campo e per scongiurare la disinformazione degli “spettatori”. Questi ultimi sono in realtà il bersaglio della guerra cognitiva, la porzione del conflitto “ibrido” che si combatte andando a colpire la conoscenza, a forzare le opinioni, a deviare i sentimenti.
L’informazione sicura e certificata a livelli forensi è l’unico antidoto per sfuggire all’ipnosi che piace a chi ha in mano il joystick del nostro futuro.

SE NE PARLERA’ ALLE ORE 12 DI MARTEDI’ 19 MAGGIO 2026 A NAPOLI NELL’AULA “METAFORA” DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA (CENTRO DIREZIONALE)

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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