Stavolta gli incursori statunitensi si camufferanno da chierichetti o da suore di Maria Ausiliatrice. La prossima mossa è fin troppo prevedibile anche grazie alle orazioni pubbliche che Papa Donaldo recita da tempo nei confronti di Leone XIV.
Il prossimo blitz delle Forze Speciali sarà oltretevere.
Il Pontefice autoproclamato continua a lanciare anatemi e il più roboante è quell’insuperabile “Senza di me non sarebbe in Vaticano” riferito al cardinale Prevost ora – proprio grazie a lui – sul Soglio pontificio.
Dopo la minaccia – per interposto nunzio apostolico – di far finire il Santo Padre ad Avignone, ricordando il mortificante periodo trascorso in Francia da Benedetto V e da alcuni suoi successori nel 1300, il nuovo Onnipotente ha tuonato superando addirittura se stesso.
Sua Santità Trump ha così dimostrato di essere in condizioni ottimali e i più acuti osservatori della politica internazionale ritengono che non sia mai stato in così splendida forma.
In un periodo storico in cui basta poco per ottenere incarichi immeritati e gravare poi sulla collettività, la notizia che anche il Papa (quello vero) sia raccomandato ha polverizzato il chiacchiericcio della nostra Italietta alle prese con Ministri il cui elastico molle delle mutande sembra complicare l’andatura istituzionale e far inciampare con incredibili ruzzoloni della credibilità nazionale.
Donald Trump ha dichiarato di aver governato e pilotato il Conclave ma non ha spiegato come abbia potuto interferire.
Come i grandi chef, sicuramente ha una ricetta segreta che si guarda bene dallo svelare, ma la curiosità è talmente forte che verrebbe la voglia di farsi raccontare come all’ombra di quel ciuffo biondo riesca in tante complesse prodezze.
Qualcuno invece chiede al novello oracolo e padrone del destino universale di concedere qualche informazione preziosa a chi si appresta a cimentarsi in scommesse sportive e nella stesura della combinazione fortunata per sbancare il Superenalotto.
D’altronde l’esuberante eterno ragazzone è certamente stato lui a tracciare la storia ancor prima della sua presenza certificata anagraficamente. Una millenaria carrellata di eventi è riconducibile a lui, unico e vero artefice del passato, del presente e del futuro.
Messa da parte l’ambizione di vedersi aggiudicare il Nobel per la Pace, il nostro supereroe punta dritto alla beatificazione e alla contestuale consacrazione a Santo senza perder tempo in inutili passaggi burocratici.
Chi lo ha visto nelle ultime ore dice che Donald sorride, è almeno apparentemente calmo e sereno, assicura che i draghi sono usciti dalla sua stanza. Sta aspettando che Leone XIV si scusi e rientri ordinatamente nei suoi ranghi, ma continua a pensare alla conquista della Groenlandia, all’invasione di Cuba e a tanti altri mille progetti che lo tengono di buon umore.
Teme che – dopo le prepotenze degli iraniani in prossimità dello stretto di Hormutz – il suo schieramento navale a bloccare chi esce da lì possa essere a sua volta accerchiato da una flotta europea. La sua genialità gli suggerisce di far arrivare in fretta altre portaerei per circondare chi eventualmente mette sotto scacco le sue corazzate che fermano le petroliere cui gli iraniani hanno concesso il transito…
Sembra parlare in codice. Ripete a gran voce B2, C4, F6 e ogni tanto urla “affondata” e nessuno riesce a capire perché.
Qualcuno gli porge un bicchiere e la pastiglia delle 11, ma il medico di base teme un sovradosaggio e si sa che alla ASL di Washington non c’è chi si sappia prendere alcuna responsabilità…
Sono terribilmente attratto dalla pubblicità. Non riesco a resistere, venendone irrimediabilmente attratto quasi dietro lo schermo del televisore – scomparso da tempo il tubo catodico – si nascondesse...
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