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LA FEBBRE DELL’AZZARDO E IL SORTEGGIO DEI MAGISTRATI

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
16/03/2026
in EDITORIALI
LA FEBBRE DELL’AZZARDO E IL SORTEGGIO DEI MAGISTRATI
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TE LO LEGGO IO

Gianrico Carofiglio, nel corso della scorsa puntata di Piazza Pulita, ha elegantemente dichiarato che “quello del sorteggio è un sistema barbaro e costituzionalmente inaccettabile”.
Sorvolando sulla facile condivisibilità delle considerazioni dello scrittore e magistrato e sulla irascibilità di chi nello studio televisivo ha messo a dura a prova la personale struttura maxillofacciale per esprimere con smorfie e ghigni il proprio disappunto dinanzi ad osservazioni colte e precise, vien spontaneo chiedersi quale sia la radice del “sorteggio” di cui tanto si parla in questi giorni.
Il meccanismo – che ragionevolmente collide con il diritto, la logica e la rappresentatività democratica e mille altri elementari presupposti – è la gemmazione di una mentalità purtroppo diffusa. Mentre regna l’intolleranza più becera nei confronti dei disperati che approdano sulle nostre coste, si riconosce una certa compiaciuta confidenza con l’universo del gioco d’azzardo che festeggia ogni giorno una stagione di sempre maggiore prosperità.
Siccome il referendum non è questione politica, non dovrebbe esserlo nemmeno l’orizzonte delle scommesse e del gioco che – anche quando è “legale” – alimenta la ludopatia, l’usura e tanti altri problemi che non spiccano mai quando si traccia il bilancio delle entrate erariali.
Ci si può fare poco e credo di averlo imparato a mie spese. Nell’arco parlamentare non sembrano pullulare proposte concrete che riducano l’emorragia finanziaria delle famiglie che hanno in casa chi dilapida fisicamente o online lo stipendio o i risparmi. Il sorteggio è abbinato all’immagine della Dea Bendata e qualcuno spera di mettere anche la Giustizia nelle mani della fortuna.
Nel clima da guerra civile che sta spaccando in due l’Italia, dove si toglie il saluto a chi ha manifestato simpatie diverse o svelato in anticipo la propria difforme intenzione di voto, viene da fornire un patriottico contributo al Paese per approfittare al meglio della “riforma”.
Non ho letto gli eventuali immancabili regolamenti di attuazione e quindi – devo ammetterlo – non conosco le effettive modalità del sorteggio di cui tutti disquisiscono.
Vorrei suggerire un approccio strutturato e professionale. In primo luogo ritengo che il Governo debba rendere noti i margini di applicazione di questa novità e chiarire anzitutto quale sia il ruolo della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che “esercita il presidio dello Stato nel settore dei giochi garantendo gli interessi dell’Erario attraverso la riscossione dei tributi e l’eventuale gestione del contenzioso”.
Secondo alcuni il sorteggio che prenderà forma dopo il 24 marzo non può rientrare nella categoria del Bingo e in alcuna delle sue sottoclassi del Bingo di sala e del Bingo a distanza. Si è infatti saputo che speculatori senza scrupoli avevano già tesaurizzato un enorme quantitativo di fagioli destinati a segnare sulle cartelle i numeri già usciti e non poche malignità sono subito state sentite a proposito di chi deve tenere il tabellone.
Mentre è evidente che l’attività introdotta dalla “riforma” non abbia nulla a che fare con giochi a base ippica (il leggendario Totip) o a base sportiva (la tradizionale schedina del Totocalcio), i tecnici sono concordi nel voler tener fuori il sorteggio dai giochi di abilità, di carte, numerici a quota fissa e a totalizzatore.
Qualcuno insiste nel riportare il tutto nell’alveo delle lotterie ma subito c’è chi pretende di sapere se si fa riferimento a quelle istantanee, tradizionali, istantanee telematiche, filantropiche, locali o “degli scontrini”.
La situazione è comprensibilmente caotica e chi è afflitto da dipendenze psicologiche legate al gioco in questo periodo non riesce a darsi pace.
Pensionati, che con le slot machine hanno già ceduto il TFR e stanno impegnando il quinto della mensilità di quiescenza, vagolano tra tabaccherie e sempre più rare edicole.
Stanno cercando i nuovi “gratta e vinci” ma vorrebbero saperne di più su “Magistrato per sempre”, “Toga miliardaria”, “Tombola d’udienza”.
I rivenditori dicono di pazientare proprio quando arriva un tizio frettoloso che, varcata la soglia, chiede ad alta voce un “CSM campa sempre meglio” e si sente rispondere dagli astanti “Mettiti in coda!”

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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