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IO STO CON GLI ALTRI POLIZIOTTI

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
25/02/2026
in EDITORIALI
IO STO CON GLI ALTRI POLIZIOTTI
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TE LO LEGGO IO

“Ntenze” e “Nette” sono alcuni dei neologismi che mi sono frullati in mente nei giorni in cui c’era chi, con tono accorato, strillava di esser dalla parte dei poliziotti “senza se e senza ma”.
Era l’atmosfera dello scudo penale a modificare – con la sottrazione della prima sillaba – le “sentenze” e le “manette”…
Purtroppo la cronaca ha cancellato la voglia di far giochi di parole e ha costretto il cittadino qualunque a prendere atto – da una parte – delle cadaveriche condizioni dei valori costituzionali e – dall’altra – della pur randomica slealtà di personaggi radicati tra chi dovrebbe difendere la legalità.
Mentre chi è al vertice delle Istituzioni tuona contro i magistrati vituperandone l’operato, a chi si chiede dove siamo finiti è difficile dare risposta che lasci balenare un briciolo di speranza.
Nell’ultima settimana tre poliziotti sono stati arrestati dalla DIA perché coinvolti in una banda di spacciatori di droga nel quartiere popolare romano del Tufello, un graduato della Polizia di Stato avrebbe brutalmente eliminato un pusher che era stufo di passargli ogni giorno 200 euro e 5 grammi di cocaina, ventuno tra agenti e carabinieri sarebbero stati indagati per “ruberie sistematiche” alla Coin di via Giolitti nei pressi della stazione ferroviaria Termini…
Quando si è trafitti da notizie di quel genere è oggettivamente difficile mantenere la serenità. E’ impegnativo liquidare certe questioni con una sequenza di “è una mela marcia” perché si rischia di doverne riempire parecchi plateau.
A chi invoca i test psicoattitudinali per i magistrati colpevoli di non assecondare le strategie governative, vorrei chiedere quale fosse il profilo degli attori delle recenti vicende che – nella selezione per l’incorporamento nelle Forze dell’Ordine – hanno sostenuto quelle prove e che sono magari stati scelti al posto di gente perbene ma meno raccomandata.
A chi dice che sono casi isolati, vorrei domandare cosa ne pensa di chi lavorava con questi personaggi e ha dovuto aspettare che ci fosse un cadavere con un buco alla tempia per raccontare le prodezze del collega.
Erano probabilmente in tanti a sapere che “Paladino” o “Fenomeno”, questi erano i nickname dell’assistente capo Carmelo Cinturino, girava con un martello e che non aveva esitato ad usarlo persino nei confronti di uno spacciatore disabile. Quello che tutti si sono affrettati ad etichettare come “eroe” e cui piaceva sentirsi la reincarnazione della divinità nordica Thor non era nuovo a manifestazioni non proprio in linea con l’essere un tutore della legge…
Per fortuna la Procura della Repubblica di Milano non si è lasciata intimidire dai politici nonostante tra questi spiccassero Autorità al vertice del Paese. Per fortuna qualche agente ha cominciato a raccontare – senza se e senza ma – chi fosse davvero il soggetto e cosa fosse successo.
Viene da domandarsi perché chi sapeva non abbia parlato subito e quanti fossero al corrente di certe situazioni e – forse terrorizzati da possibili infauste conseguenze – siano sprofondati nella più mafiosa delle omertà.
Voglio mutuare uno degli slogan che sono rimbombati prima di questo sconfortante epilogo e mi permetto di apporre una piccola modifica.
“IO STO CON GLI ALTRI POLIZIOTTI” vorrei urlare per manifestare la mia solidarietà a chi ha sempre lavorato, lavora e lavorerà davvero al servizio dei cittadini e non di chi ne vuole strumentalizzare l’operato.
Non accetto le scuse di un criminale che pensa – con quattro frasi suggerite – di alleggerire la sua indifendibile posizione. Non voglio e non devo vergognarmi di aver indossato per 37 anni una divisa perché uno, dieci o cento criminali vestiti in modo simile hanno approfittato del loro ruolo per delinquere immaginando di restare impuniti.
La recita del pentimento offende chi è in servizio e chi, pur in congedo, è rimasto legato a quella che erano la vita e i sogni.
Il Robocop che si sentiva figo era talmente impreparato che, nel manomettere la scena del crimine, ha persino fatto trovare una pistola giocattolo su cui c’erano solo le tracce del suo DNA.
Non lo si dimentichi mai. Non si perpetui il mito della Diaz, delle atrocità condannate e passate in giudicato, delle promozioni garantite a chi ne fu imperdonabile protagonista.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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