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L’UNIONE EUROPEA DICHIARA GUERRA ALLA DIPENDENZA DAI SOCIAL NETWORK

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
15/02/2026
in EDITORIALI
L’UNIONE EUROPEA DICHIARA GUERRA ALLA DIPENDENZA DAI SOCIAL NETWORK
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TE LO LEGGO IO

Le piattaforme digitali di aggregazione sociale sono congegnate per creare dipendenza nei propri utilizzatori e ogni dettaglio del design e delle dinamiche di funzionamento è studiato per risucchiare chi accede.
Come chi spaccia droga la offre gratuitamente a chi non ha mai provato determinate emozioni, i social network hanno regalato una possibilità di svago ad una vasta platea di soggetti con il deliberato progetto di imprigionare il maggior numero di persone possibile.
Il proposito di conoscere interessi, convinzioni, gusti, passioni e abitudini degli utenti e di condizionarne opinioni e preferenze è stato, purtroppo, centrato in pieno.
La gente – anche con scolarità e cultura che avrebbero dovuto immunizzare da certi scivoloni – si è fatta accalappiare dalle suadenti note del virtuale Pifferaio Magico di turno e poco alla volta ha maturato il bisogno di raggiungere quello specifico contesto telematico e di stazionarvi perdendo la cognizione del tempo in una sorta di ebbrezza incontenibile.
Questi moderni ubriachi – dopo un po’ di “bicchieri” offerti gratuitamente dai baristi di Facebook, Instagram o TikTok – hanno persino sentito la necessità di pagare il biglietto di ingresso accettando di versare denaro nella speranza di un migliore trattamento e di un minore carico pubblicitario.
Naturalmente le Autorità preposte a contrastare questo fin troppo evidente sfacelo fanno poco, vuoi per “ragioni di opportunità” politica e commerciale, vuoi per una sostanziale incompetenza in materia, vuoi per una ridotta disponibilità di risorse qualificate da impiegare per un duello senza dubbio impari.
Se qualcuno avesse studiato almeno alle scuole elementari, anche se è azzardato puntare tutto sulle energie culturali, probabilmente farebbe tesoro del confronto armato tra gli Orazi e i Curiazi. Basterebbe capire che si deve affrontare un nemico per volta, individuandone i punti deboli e sperando di far tesoro dell’esperienza fatta per applicarla con il successivo avversario.
Quell’ “uno per volta” può essere – per libera scelta tattica – o il singolo social network o il singolo fenomeno ripetuto su tutte le piattaforme. L’importante è ridurre l’ampiezza dello spettro di azione, così da concentrare lo sforzo e ottenere un risultato corrispondente alle buone intenzioni e soprattutto al dovere istituzionale.
Come Frankestein Junior scandiva a squarciagola “SI – PUO’ – FARE”, posso assicurare con la mia esperienza di Presidente del Garante Privacy di San Marino che anche i ciclopi dell’intrattenimento digitale si possono ricondurre al rispetto delle norme in barba al loro volume di fuoco e alla loro capacità di interferire a qualunque livello.
La storia del piccolo Davide sammarinese e degli agguerriti Golia di Facebook e TikTok è la dimostrazione che – se si vuole – si riesce ad andare a segno anche quando nemmeno la tua squadra è convinta di farlo.
Adesso la Commissione Europea ha deciso di affrontare il problema della “dipendenza dai social media” e ha puntato i propri cannoni contro lo “scrolling”, ovvero lo scorrimento infinito dei contenuti che incolla l’utente dinanzi al display di smartphone, tablet e computer. Tale dinamica fa sprofondare il fruitore in una voragine senza fine, che non offre alcun appiglio per frenare la caduta e non consente più di risalire “all’aria aperta”.
Nel mirino al momento c’è TikTok, ma il problema (e la soluzione) tocca tutte le piattaforme di questo genere.
Il rimedio (naturalmente da imporre non senza incontrare tutte le difficoltà tecniche e legali che sventoleranno i destinatari di precisi obblighi) sta nel fissare alcune regole di funzionamento. Cose banali, ma efficaci.
La pretesa di Bruxelles consiste nella disattivazione dello scorrimento infinito, nell’impostazione di pause rigide e non dribblabili per chi sta dinanzi allo schermo, la modifica dei sistemi di notifica e di raccomandazione dei contenuti.
La strada è quella giusta e occorre percorrerla senza indugi.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E’ Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino (Authority di cui è stato Vice Presidente dall’aprile 2019 al gennaio 2022).

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