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PUBBLICITÀ E MUTAMENTI SOCIALI

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
13/02/2026
in RIFLESSIONI
PUBBLICITÀ E MUTAMENTI SOCIALI
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TE LO LEGGO IO

Da quando esistono i mezzi di diffusione delle notizie: carta, audio, video e altro esiste la pubblicità. Senza volerne fare la storia, si propongono alcuni significativi passaggi da quando abbiamo la televisione. Dalla seconda metà degli anni cinquanta una delle spinte ai consumi era data dalla pubblicità, il famoso Carosello, con prodotti quali elettrodomestici, cibi, bevande e tanto altro. Terminata la diffusione di lavatrici, televisioni, frigoriferi sono stati inseriti nuovi beni. Possiamo sicuramente affermare che l’auto e gli alimenti, in termini di pubblicità, non sono mai passati di moda. All’epoca tutti, o quasi, credevano ai messaggi pubblicitari, anche grazie al garbo con il quale venivano diffusi. Da qualche anno, a parte quelli dei social che sono storia a parte, alcuni si sono rivelati poco veritieri o ingannevoli. Senza voler fare riferimenti specifici, pensiamo agli slogan cambiati per i motivi citati, ovvero declinazioni non veritiere, ambigue e depistanti sul prodotto o il servizio offerto.
Quasi sempre sotto lo scorrere delle immagini compaiono scritte leggibili solo al microscopio in uno schermo cinematografico. Sono le clausole che il malcapitato non può aver letto quando pensa di aver a che fare con offerte attendibili ed appetitose e si reca dal venditore.
Vi sono i prodotti stagionali come dolciumi natalizi e pasquali o profumi per San Valentino e Natale.
Altre mutazioni sono visibili da anni. Si sa che l’invecchiamento della popolazione italiana è in corso da tempo per calo delle nascite e, fortunatamente, per aspettative di vita più lunghe di tutti. A seguito di ciò è enormemente aumentata la pubblicità di prodotti sanitari e farmaceutici per varie patologie come protesi dentarie, prostatiti, perdite urinarie ed altro. Poi medicine antifebbrili, antireumatiche, antinfiammatorie, per curare stomaco ed intestino. Sembra di sfogliare un testo di patologia medica.
Per meglio far comprendere i problemi di stitichezza o mestruali ci propinano donne sedute sul water in bagno e, talvolta, anche indicazioni sull’uso dei tampax. Però ci vuole il consenso per l’educazione sentimentale e sessuale per i minori nelle scuole superiori. Tutte pubblicità che passano ad ogni ora del giorno, spesso anche a quella dei pasti. Certamente non stimolano l’appetito.
Una volta c’erano i pannolini per bambini, ora i pannoloni e gli assorbenti per adulti.
Un tempo venivano propagandati i vestiti premaman ed esistevano tanti negozi per le signore in attesa di un pargolo. Scomparsi, meglio si sono trasformati. Non più pubblicità di biscotti per bambini, appetitosi per tutte le età, vari tipi di latte in polvere, omogeneizzati e tutto per i piccoli.
Anche questi caduti nel dimenticatoio. Sempre nel Paese dove si vorrebbero incrementare le nascite con elargizioni miserevoli, prolificano i negozi di cibo per animali domestici, a volte di grandi dimensioni, e in ogni supermercato non mancano gli scafali ad hoc ben assortiti. L’animale domestico, nulla contro sia chiaro, è ormai il centro di ogni pubblicità. Il bambino ricompare solo per abbracciarlo e nutrirlo con prodotti raffinati modello ristorante stellato.
Per le strade si vedono sempre meno carrozzine e bambini, sempre più animali domestici, alcuni in comode carrozzine. Una volta tanti bambini, ora i consumatori di pet food sono i protagonisti indiscussi nelle vie dello struscio. Inutile sottolineare che si deve camminare a capo chino per evitare, oltre le buche, anche le deiezioni degli animali i cui incivili padroni si guardano bene dal rimuovere. Un vero e proprio slalom. Certo un animale domestico costa meno di un bambino e molto facilmente può essere abbandonato o rivenduto. Parafrasando un vecchio film, “Il pianeta delle scimmie”, ci dirigiamo verso il Paese degli animali domestici e del pet food? Qualcuno spera nei robot e simili? Questi si costruiscono, non si riproducono come gli esseri umani.

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Giuseppe Bodi

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