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LA DOMANDA NON È “SE”, MA “QUANDO” E “PER QUANTO

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
13/02/2026
in SCENARI
LA DOMANDA NON È “SE”, MA “QUANDO” E “PER QUANTO
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TE LO LEGGO IO

25 dicembre 2024. Eagle S, petroliera di 70mila tonnellate di stazza, registrata alle Isole Cook, ma appartenente alla flotta fantasma della Russia, ara il fondale sabbioso del Mar Baltico con la sua àncora e trancia Eastlink-2, elettrodotto lungo 170 chilometri che collega Finlandia e Estonia. Uno dei quattro che connette i paesi baltici al resto dell’Europa. Un “incidente”?
Non proprio. La reazione è immediata. La nave non riesce a riparare in acque internazionali, viene bloccata, posta sotto sequestro e le 24 persone dell’equipaggio arrestate.
Secondo le registrazioni delle autorità finlandesi, la petroliera, dopo avere ridotto la sua velocità in prossimità dei cavi sottomarini, ha trascinato la sua àncora per 60 chilometri. Decisamente non è un “incidente”, ma un cosiddetto “attacco ibrido” per destabilizzare senza usare la forza delle armi.

28 aprile 2025. Ore 12:30. La rete elettrica della penisola iberica viene alimentata con 32 gigawatt (GW), più della metà dei quali prodotta da fonte solare. La domanda è di 25 GW e vengono esportati in Portogallo 2,6 GW, 0,87 GW in Francia e 0,78 GW in Marocco. 3 GW vengono usati per pompare acqua nei bacini idroelettrici.
Il sistema automatico che controlla la produzione elettrica in Spagna registra un brusco calo, della durata di cinque secondi, causato dal guasto di una sottostazione nella provincia di Granada, che provoca, a cascata, interruzioni di rete nelle provincie di Badajoz e Siviglia, che portano alla chiusura del collegamento con la rete elettrica francese.
Alle 12.33 c’è il blackout con pesanti ricadute in Portogallo e Spagna. L’interruzione di corrente provoca difficoltà nelle telecomunicazioni, nei sistemi di trasporto, nei servizi di emergenza. Almeno sette persone in Spagna e una in Portogallo perdono la vita a seguito di incendi provocati da candele, o per intossicazione da fumi di scarico di generatori di emergenza. Vengono registrati problemi di sincronizzazione con la rete elettrica europea.
La crisi rientra, quasi ovunque, nell’arco di 10 ore.

Martedì 9 settembre 2025. 43mila abitazioni, 3mila tra negozi e aziende, decine di migliaia di persone, residenti in diversi quartieri di Berlino, rimangono senza elettricità. La causa è l’incendio doloso di due tralicci dell’alta tensione nella zona sud-est della città. Alla sera sono ancora più di ventimila gli edifici senza corrente, comprese scuole e case di cura che hanno dovuto trasferire i pazienti in altre strutture. Grossi disagi alla circolazione, con moltissimi semafori spenti e i tram fermi. Per alcune ore sono fuori servizio anche i numeri di emergenza.
Stromnetz Berlin, la società che gestisce la rete elettrica della città, informa che i lavori di ripristino potrebbero protrarsi fino a giovedì 11.
Un gruppo anarchico, senza identificarsi, pubblica online una lettera in cui rivendica l’attacco. L’obiettivo era il parco Tecnologico di Adlershof, dove sono presenti società tecnologiche e centri di ricerca: nel messaggio l’organizzazione dice di aver voluto colpire «l’intreccio di ricerca, scienza e tecnologia che comporta guerra, distruzione ambientale e controllo sociale».

Sabato 3 gennaio 2026, prime ore del mattino.
Quartieri sud-occidentali di Berlino, zona di Lichterfelde.
Un incendio brucia 5 cavi ad alta tensione da 110 kV e 10 a media tensione da 10 kV, posti sopra una passerella tecnica che attraversa il canale Teltow, interrompendo la fornitura di energia elettrica.
Oltre 45mila abitazioni, 2mila attività commerciali e 100mila persone rimangono senza corrente, con disagi per riscaldamento, comunicazioni, telefonia cellulare e servizi essenziali.
Ci vuole una settimana perché il ripristino sia completato.
Il “Vulkangruppe”, compagine legata all’estrema sinistra, rivendica su Internet il sabotaggio. Tuttavia, un paio di giorni dopo, sempre il “Vulkangruppe” dice di non entrarci per nulla.

14 gennaio 2026. In concomitanza con le vacanze di Natale la Polonia subisce un massiccio attacco cyber alla sua rete elettrica. La responsabilità viene attribuita ad hacker al servizio del Cremlino. Secondo il ministro Krzysztof Gawkowski “si è trattato del più forte attacco al settore energetico degli ultimi anni che avrebbe potuto causare un blackout”. Ha poi aggiunto: “Tutti gli indizi portano a dire che abbiamo a che fare con un sabotaggio russo” e ancora: “Non c’è bisogno di avere aerei, o truppe per le strade della Polonia, o invasione di carri armati, perché i carri armati digitali sono già qui”.

Sono solo alcuni recenti esempi della fragilità e vulnerabilità delle infrastrutture energetiche, ovunque in Europa e non solo. Inoltre la rete elettrica è strategica e quindi bersaglio di attacchi. Gli sviluppi geopolitici porteranno a un ulteriore peggioramento della situazione di minaccia. Le autorità e le compagnie elettriche devono rafforzare la protezione, digitale e fisica, delle infrastrutture, tenendo presente, in particolare, la minaccia costituita dall’uso dei droni.

Una protezione sufficiente richiede tempo e non esiste una protezione assoluta. Osservazione banale, ma è di vasta portata. La società deve prepararsi a un’interruzione di corrente. I preparativi necessari non sono solo di competenza delle autorità. Tutti devono assumersi delle responsabilità: pubblico e privato, aziende e famiglie.
Divertitevi, per un giorno, a prendere nota di ciò che fate usando dispositivi elettrici.

Occorre quindi predisporre le scorte necessarie per superare un blackout. Nel peggiore dei casi della durata di una settimana.
In primo luogo serve acqua. Calcolatene 5 litri al giorno a persona. Riempite dei contenitori puliti e cambiate l’acqua ogni 6 mesi.
Poi serve cibo. Sceglietelo di tipo non deperibile che non richieda cottura: scatolame vario (non dimenticate l’apriscatole e che sia più di uno, non si sa mai), frutta secca, burro d’arachidi, barrette energetiche.
Pile extra per torce tascabili e da testa, meglio ancora se a manovella, o a energia solare. Le candele vanno bene, ma state attenti. Una radio a batteria, o a manovella, per rimanere informati. Una o più power bank, sempre cariche e di capacità sufficiente, per il telefono cellulare e altri dispositivi digitali.
Se è inverno, coperte extra, vestiti caldi. Se sicuro, riscaldamento alternativo come un camino, o una stufa da campeggio (da usare solo all’aperto per il pericolo del monossido di carbonio).
In estate, pianificate di rimanere sempre idratati. Se necessario aumentate le scorte di acqua.
Approntate un kit di pronto soccorso, con tutti i farmaci essenziali, per darvi almeno una settimana di autonomia. Se vengono utilizzate apparecchiature mediche che richiedono alimentazione, definite un piano di emergenza con il medico curante.
Bancomat e lettori di carte non funzioneranno, quindi opportuno avere sempre del denaro contante a disposizione. Non tanto, quello che può servire per acquisti essenziali.
Definite con i vostri familiari un piano di comunicazione per rimanere in contatto.
Se un blackout sembra possibile, fate il pieno ai vostri veicoli.
Conservate i documenti importanti in un contenitore impermeabile.
Se avete un generatore, assicuratevi che sia funzionante e di avere sufficiente carburante. Usatelo sempre e solo all’aperto.

Probabilità di blackout prossimi venturi in Italia? A dire il vero, non siamo messi poi tanto male. La lezione del blackout del 2023 ha portato a miglioramenti alla sicurezza della rete e ai protocolli di emergenza. Negli ultimi anni abbiamo diversificato in modo significativo le fonti di energia, con una notevole quota parte di rinnovabili. Il paese fa parte della rete interconnessa europea, che fornisce una certa capacità di backup dai paesi vicini. Le principali città hanno protocolli di risposta alle emergenze. Le infrastrutture critiche, come gli ospedali, in genere hanno generatori di backup.

Ci sono, ovviamente, delle vulnerabilità di cui tenere conto. L’Italia dipende dai collegamenti transfrontalieri perché importa circa 10-15 per cento della sua elettricità. L’infrastruttura di rete varia considerevolmente: le regioni settentrionali hanno sistemi più moderni e affidabili rispetto ad alcune aree meridionali. La manutenzione, riparazione e rinnovamento delle infrastrutture è complicata dalla morfologia dell’Italia e dalle sue tante zone montuose.

Siamo, purtroppo, abituati ai disastri naturali e quindi, volenti o nolenti, abbiamo una qualche consapevolezza culturale. Il Dipartimento della Protezione Civile è ben considerato e coordina efficacemente le risposte alle emergenze. Tuttavia, la preparazione sistematica a scala familiare, domestica, non è così radicata come nei paesi nordici, o nella vicina Confederazione Elvetica.
Ricordatevi che la distanza temporale delle nostre società occidentali dall’anarchia totale è di soli tre giorni, ovvero nove pasti. Quando l’acqua, il cibo, le medicine e gli alimenti pediatrici diventano scarsi la coesione sociale degrada rapidamente.

Quindi non c’è da stare tranquilli. Il blackout può accadere, oltre che per attacchi criminali, per cause del tutto imprevedibili. Quello del 2023 venne provocato dal ramo troppo lungo di un abete che toccò i cavi ad alta tensione sul passo del Lucomagno in Svizzera in una notte con troppo vento.

Sia da monito il titolo di una celebre autobiografia: “Solo i paranoici sopravvivono”. Sia ben chiaro, nessuno vuole fare il menagramo, ma è meglio prepararsi che subire. Voi come siete messi?
Io maluccio…si predica bene e si razzola male.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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