Non posso sapere in quale categoria debba essere inquadrato il mio coetaneo che nel weekend scorso ha dato sfogo alla sua esuberanza atterrando con l’elicottero sulle piste da sci sui monti poco distanti da Brescia.
E’ certo che il progredire degli anni non sempre è foriero di saggezza, circostanza che mi fa escludere l’inserimento del protagonista della vicenda nel novero dei sapienti e degli assennati.
Qualcuno potrebbe immaginare l’ardimentoso pilota come emulo di qualche eroe dei cieli o, piuttosto, come coraggioso testimone di quel “Chi vale vola, chi vola vale e chi non vola è un vile” che i lettori di Alan Ford ricordano stampigliato sui logori pullover di Grunf.
Sabato scorso un velivolo ad ala rotante si è tranquillamente poggiato nell’area sciabile del passo del Maniva. La rivisitazione contemporanea della carrozza del Marchese del Grillo ha lasciato di stucco chi ha assistito alla scena. Come all’atterraggio di un disco volante nel bel mezzo di un’area di servizio autostradale, i presenti si sono fermati incuriositi per vedere chi mai stesse per sbarcare sul nostro pianeta arrivando da chissà dove…
Con il candore della più puerile innocenza, a far capolino dalla “macchina volante” non è un marziano (con grande delusione dei bimbi) ma un habitué di certe bravate (con grande delusione dei grandi che speravano di poter conoscere uno spaccone nuovo e non “quello solito”).
La circostanza sembra aver causato una crisi isterica nell’ormai ottuagenario Massimo Boldi che probabilmente, memore di tante “Vacanze” cinematografiche qua e là, si è reso conto di aver tenuto nei suoi film toni eccessivamente morigerati.
Enrico Vanzina sarebbe scoppiato in lacrime e – forse rivolto alla buonanima del fratello Carlo – avrebbe singhiozzato un laconico “Ma come abbiamo fatto a non pensarci?!?!…”
L’audace soggetto in questione ha frainteso il suo quotidiano ruolo di imprenditore confondendo il fare impresa con il fare una impresa, immaginandosi forse al posto di Robert Duvall nei panni del tenente colonnello Bill Kilgore sul set di “Apocalypse Now”. Non sappiamo se anche l’industriale è arrivato sulle piste da sci sulle note della wagneriana “Cavalcata delle Valchirie”, ma forse è bastato molto meno per qualificare il suo gesto…
E’ andata bene che non ha mitragliato chi era pericolosamente armato di snowboard o di slittino, ma è fuor di dubbio che le sue manovre sono molto distanti dalle regole del volo e soprattutto della sicurezza.
Il benestante signore non teme certo multe e pene pecuniarie e forse per limitarne la vivacità – pericolosa soprattutto per gli altri – sarebbe opportuno che qualcuno valutasse la sua idoneità a mantenere l’abilitazione al volo. Non esiste un reato di prepotenza o di protervia, ma la condotta dello spavaldo personaggio non può finire con il pagamento di una piccola somma soprattutto quando ci si trova dinanzi ad una recidiva.
Lo stesso individuo, infatti, ha pagato duemila euro per un analogo atterraggio a Madonna di Campiglio nell’aprile scorso ad una quota superiore a 1600 metri in violazione di una legge regionale del Trentino Alto Adige.
Il personaggio, certo non preoccupato di metter mano al portafogli, si sente leggero nonostante il 25 ottobre 2020 fosse ai comandi dell’elicottero schiantatosi sul Monte Rosa, circostanza in cui perse la vita il suo amico Alfredo Buda di 59 anni.
Se non lo ha intimidito un così grave incidente, che lui – accusato di omicidio colposo – ha liquidato con il patteggiamento di otto mesi di reclusione con la condizionale, non sarà certo la nostra più profonda disistima a raderne il pelo sullo stomaco.












