martedì, Agosto 18, 2026
GIANO NEWS
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
GIANO NEWS
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home RIFLESSIONI

SENZA FINE

Giuseppe Bodi di Giuseppe Bodi
12/04/2024
in RIFLESSIONI
SENZA FINE
383
Visualizzazioni
Condividi su FacebookCondividi su Linkedin
0:00 / 0:00
TE LO LEGGO IO

Purtroppo non si parla della famosa canzone di Gino Paoli ma dei morti senza fine che l’italico panorama ci offre quasi quotidianamente. Ogni volta tutti si indignano, chiedono giustizia, sono contriti, esprimono vicinanza ai feriti e condoglianze ai familiari di chi ha perso la vita.

In pratica una nobile gara per esternare solidarietà e sostenere che si porrà fine a tante ingiuste morti in tempi brevissimi. Sentimenti che, talvolta, giungono tardivi e flebili rispetto alle morti. Generalmente costoro sono impotenti nei fatti.

Parliamo dei decessi sul lavoro e dei femminicidi. Si parte dai primi, non perché più importanti ma solo per motivi temporali. A Suviana sono morte tre persone, cinque i feriti gravi e quattro i dispersi. Le speranze di trovare vivi i dispersi sono oggettivamente pressoché nulle. Certo, come si dice, la speranza è l’ultima a morire ma la realtà è ben più cruda.

A Firenze, a metà febbraio scorso, in un cantiere per la realizzazione di un supermercato della Esselunga (non è il marchio che conta), perirono cinque operai e tre rimasero feriti. Una trave precipitò per dodici metri rovinando su un solaio. Al di là dei dettagli tecnici, rimane la tristezza, lo sconcerto, il dolore e quanto dei sentimenti umani si può percepire in questi casi. I familiari delle vittime hanno ben altro da piangere e, generalmente, rimangono soli sia sul tragico lato degli affetti, sia su quello materiale perché all’unanime cordoglio spesso non segue un vero risarcimento economico per il futuro.

Le morti sul lavoro sono una triste e costante realtà contro la quale nessuna norma è sinora riuscita a scalfire la gravità dei numeri. In Italia manca una cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, ma anche in generale della sicurezza.

Sicuramente esistono le fatalità ma più che di fatalità queste, purtroppo, sono costanti. Senza andare indietro nel tempo sia nel 2022, sia nel 2023 i decessi hanno superato abbondantemente il numero di mille ogni anno. Mediamente quasi tre al giorno, praticamente una progressiva strage.

Sul fronte dei femminicidi i numeri non sono certo confortanti. Sempre nel 2022 e nel 2023 sono stati oltre cento, quasi uno ogni tre giorni.

Sia per i morti sul lavoro, a meno che non si tratti di casi particolarmente eclatanti, come Suviana e Firenze, solo per citare gli ultimi in ordine di tempo, sia per i femminicidi, non si fa in tempo a metabolizzare l’evento che subito ne accade un altro che spazza via il precedente. I familiari delle vittime non possono rimuovere il dolore, come il comune cittadino, per la nuova funesta notizia.

Sarebbe ora di dire BASTA, BASTA, BASTA. Non nascondiamoci dietro un dito: per i femminicidi si dovrà sconfiggere la violenza legata ad aspetti culturali difficili da estirpare in tempi brevi. Educare il cittadino, sin da bambino, al rifiuto della violenza di genere ha tempi lunghi. Si tratta di un investimento generazionale e correggere chi è già impregnato di una cultura violenta è affare complesso.

Unico strumento è quello preventivo che passa, necessariamente, tra le mani delle potenziali vittime che debbono diffidare ed essere prudenti oltre ogni possibile negativa previsione. Prima di debellare una violenza culturale, alla quale ben poco fa il Codice Penale, uniche vie sono diffidenza e prevenzione. Sono le sole “parole d’ordine” che quotidianamente ogni donna deve ripetersi se ha avanti a sé un uomo potenzialmente in balìa della violenza culturale. Sicuramente i femminicidi non scompariranno improvvisamente ma si potrebbero limitare.

Ben altro discorso è quello delle morti sul lavoro dove andrebbero rigidamente applicate le norme, evitati i sistemi tolleranti di subappalti plurimi, a cascata, come le scatole cinesi. Il meccanismo dei subappalti crea oscurità e favorisce il lavoro nero e le infiltrazioni mafiose. I profitti dei subappaltatori, con ribassi inimmaginabili, si riducono e la riduzione corre parallela alla minore sicurezza, producendo morti sul lavoro, lavoro troppo spesso al nero. Tutto ciò è inaccettabile, siamo al Medio Evo della sicurezza. Invece di intensificare ed effettuare maggiori e più stringenti controlli si sono allargate le maglie del Codice degli Appalti. Occorre evitare di chiamarli problemi burocratici da snellire; si dovrebbero penalizzare, anziché depenalizzare, i comportamenti criminogeni.

Condividi12Condividi2
Giuseppe Bodi

Giuseppe Bodi

POTREBBE INTERESSARTI

QUALCHE AMARA RIFLESSIONE

di Giuseppe Bodi
10/08/2026
0
QUALCHE AMARA RIFLESSIONE

In questa terribile calda estate, quasi certamente, moltissimi non si sono accorti che la campagna elettorale è in pieno svolgimento.

Leggi tuttoDetails

ANCHE QUESTA È POLITICA

di Renzo Trappolini
09/08/2026
0
ANCHE QUESTA È POLITICA

Marco Travaglio – esperto in matteria ed anche affidabile - in un saggio del 2004, a proposito di antipolitica, accostò il “caso Grillo” al Movimento dell’Uomo Qualunque che,...

Leggi tuttoDetails

FORTEBRACCIO CONTROCORRENTE

di Renzo Trappolini
25/07/2026
0
FORTEBRACCIO CONTROCORRENTE

Due che, leggendoli, lo fanno rivivere, Montanelli, morto nel fine luglio di venticinque anni fa: Marco Travaglio, che però ci tiene a precisare che nessuno può somigliargli perché...

Leggi tuttoDetails

BURCH, NON LURCH…

di Andrea Aparo von Flüe
16/07/2026
0
BURCH, NON LURCH…

Permettetemi di presentarvi Brian Francis Burch. Cognome quasi uguale a quello dell‘iconico maggiordomo della famiglia Addams, Lurch.

Leggi tuttoDetails
Prossimo post
PIRANDELLO, LA GIARA E LA CENTRALE NUCLEARE DI ZAPORIZHZHIA

PIRANDELLO, LA GIARA E LA CENTRALE NUCLEARE DI ZAPORIZHZHIA

ARTICOLI CORRELATI

LA POLIZIA VADA A PRENDERE CHI APPLAUDE AI CARNEFICI DI WILLY MONTEIRO DUARTE

10/09/2020
UNA LETTERA E UN COLTELLINO TRADIRONO UNA GRANDE SPIA (SECONDA PARTE)

UNA LETTERA E UN COLTELLINO TRADIRONO UNA GRANDE SPIA (SECONDA PARTE)

29/06/2026
Il “5G” DEL SINDACO GUALTIERI SALVERÀ ROMA

Il “5G” DEL SINDACO GUALTIERI SALVERÀ ROMA

19/03/2023
EUROPOL HA AMMESSO DI ESSERE STATA “HACKERATA”

EUROPOL HA AMMESSO DI ESSERE STATA “HACKERATA”

14/05/2024
CHE COSA E’ IL VATICANO? – Parte prima

CHE COSA E’ IL VATICANO? – Parte prima

04/05/2025
GLI I.M.I. – IL SILENZIO CHE RESISTE (Seconda Parte)

GLI I.M.I. – IL SILENZIO CHE RESISTE (Seconda Parte)

19/11/2025

PRIVACY

  • Informativa Privacy
  • Informativa cookie

TAG

Accenture ACN AGID ai alessio butti anorc anorc professioni butti chatGpt contenuti Cospito diversità doglover FACEWATCH Franco Roberti Frattasi google governo inclusione intelligenza artificiale massi migranti nadia gullo Paolo zangrillo Piantedosi putin razza servizi segreti SOUTHERN CO-OP spie whatsapp zangrillo

© 2022 GIANO.news

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • EDITORIALI
  • TECNOLOGIA
  • ENERGIA
  • DIFESA
  • SCENARI
  • SANITÀ
  • ECONOMIA
  • CITTADINI E MINORI
  • LEGALITÀ
  • AVVISO AI NAVIGANTI
  • RIFLESSIONI
  • ANDANDOVEDENDO

© 2022 GIANO.news