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SAI COSA SUCCEDE SE QUALCUNO TI CLONA LA VOCE?

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
23/05/2023
in EDITORIALI
SAI COSA SUCCEDE SE QUALCUNO TI CLONA LA VOCE?
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TE LO LEGGO IO

I sistemi di riconoscimento e di autenticazione sono sempre più sofisticati e la loro evoluzione è imposta dai continui tentativi fraudolenti di accesso ai conti bancari o ad altri servizi da parte di malandrini che sono entrati in possesso della password di qualche utente legittimo.

Tra le soluzioni di identificazione c’è la voce del cliente, riconoscibile non solo all’udito ma anche riscontrabile attraverso l’analisi degli elementi che costituiscono i suoni emessi dalla bocca.

Chi pensava che si fosse trovata una dinamica “robusta” ed inattaccabile è opportuno che accantoni determinate certezze e prenda atto che i criminali hanno da tempo ingegnerizzato le tecniche truffaldine della clonazione vocale.

Se parliamo di “deepfake” tutti corrono ad immaginare la produzione di immagini e video in cui il volto del protagonista è sostituito con quello di un’altra persona. Dopo anni di grossolani esperimenti e di insoddisfacenti risultati si è giunti alla produzione di foto e di filmati estremamente verosimili e in grado di ingannare anche i più acuti osservatori. Senza cercare creazioni tenute nascoste per chissà quale scopo, è sufficiente vedere una puntata di Striscia la Notizia su Canale 5 per rimirare balletti e gorgheggi di personaggi in auge sulla ribalta politica e per immaginare cosa possa combinare chi persegue obiettivi illeciti di enorme portata.

La realizzazione di “fake” richiede competenze informatiche e strumenti abbastanza sofisticati e costosi. Questa difficoltà viene meno nel momento in cui qualcuno si mette a disposizione per fornire un certo tipo di servizio a chi non ha capacità e mezzi per farlo. La banale regola del mercato, niente di più…

Nasce così il “VCaaS”, acronimo dietro al quale si cela il Voice-Cloning-as-a-Service, ovvero la fornitura di prestazioni professionali o il noleggio di piattaforme mirate alla clonazione della voce dei soggetti cui si vuole rubare l’identità o in danno dei quali si vuole agire.

Il tema – approfondito dall’ultimo report di Recorded Future intitolato “I Have No Mouth and I Must Do Crime” (qui il rapporto in formato PDF) – non deve essere accantonato con una alzata di spalle, perché molti sistemi di sicurezza si basano sull’identificazione dell’utente proprio attraverso la sua voce.

Se si vuole qualche esempio di minacce in proposito, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La tecnologia audio deepfake può imitare la voce di un bersaglio per aggirare l’autenticazione a più fattori, diffondere informazioni sbagliate e disinformative, contribuire ad operazioni di social engineering negli attacchi in stile BEC (Business Email Compromise).

Recorded Future nel suo documento avverte che nei meandri del deep web sono disponibili numerose piattaforme di clonazione vocale pronte all’uso, la cui facilità di impiego abbassa il livello di accesso a qualunque malintenzionato e amplia drammaticamente la schiera dei soggetti pericolosi in grado di servirsene.

Queste “opportunità” in alcuni casi possono essere utilizzate gratuitamente con un account registrato, mentre altre costano poco più di 5 dollari al mese…

Dove nasce il fenomeno? Tutto comincia con l’intuizione dei cyber-criminali del poter abusare di strumenti legittimi come quelli destinati all’uso nelle voci fuori campo degli audiolibri, nel doppiaggio cinematografico e televisivo, nella pubblicità.

Un’opzione apparentemente popolare è il software Prime Voice AI di ElevenLabs (uno strumento di sintesi vocale fruibile con il normale browser con cui ci si muove sul web), che consente agli utenti di caricare campioni vocali personalizzati pagando un piccolo costo aggiuntivo.

Per nostra fortuna, e speriamo che duri, molte delle attuali tecnologie vocali deepfake si limitano a generare solo campioni una tantum che non possono essere utilizzati in conversazioni estese in tempo reale. Questa buona notizia non deve indurre a non prendere sul serio questo pericolo. Occorre affrontare il problema sul nascere, prima che questo si intensifichi e diventi più difficile da contrastare.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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