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HAI WINDOWS 11 SUL TUO PC? LO SAI CHE E’ UNO SPYWARE?

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
14/02/2023
in EDITORIALI
HAI WINDOWS 11 SUL TUO PC? LO SAI CHE E’ UNO SPYWARE?
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TE LO LEGGO IO

Nessuno si scandalizza (e sbaglia) se i programmi installati raccolgono i dati degli utenti e li spediscono a chi ha creato quel certo software. Le informazioni rastrellate in genere sono importanti per migliorare la stessa applicazione o per fornire servizi sempre più calzanti alle esigenze degli utilizzatori. D’accordo, ma allora perché non dirlo chiaramente? Perché non informare chi si serve di un determinato programma?

Se il traffico di dati dal computer di un tizio va verso il produttore di quel che viene adoperato – in assenza di debita informativa o di informativa effettivamente comprensibile a chiunque – è già abbastanza grave, cosa si può dire dei dati “girati” a soggetti terzi che con il “cliente” non hanno nulla a che spartire?

Sul canale Youtube “PC Security Channel” è apparso un video sufficientemente allarmante in cui si spiega che Windows 11 non invia i dati dello sventurato suo utente alla Microsoft ma li spedisce ad una pletora di realtà fameliche di informazioni che non dovrebbero essere loro accessibili ma di cui sono particolarmente “ghiotte”.

Gli esperti di PC Security Channel hanno “giocato” con una copia di Windows 11 appena installata su un personal computer nuovo di zecca, così da vedere quale fosse il “traffico DNS” ovvero i movimenti di dati generati da quell’apparato intonso e spediti a diversi server con cui non avrebbe alcuna necessità di dialogare.

Per analizzare il comportamento del PC animato da Windows 11 hanno utilizzato Wireshark, un software in grado di rilevare le azioni in rete del dispositivo di cui si vuole verificare l’eventuale indebita fuoriuscita di informazioni.

L’esito di questo test è stato senza dubbio poco rassicurante perché quella “macchina”, mai utilizzata prima, non appena è stata adoperata per navigare online ha cominciato a contattare non solo i server Windows Update, MSN e Bing (che appartengono alla “costellazione” di Microsoft) ma anche Steam, McAfee, deo.prod.do e Comscore ScorecardResearch.com.

In pratica – secondo gli specialisti che hanno lanciato l’allarme su YouTube – l’ultimo sistema operativo di Microsoft ha raccolto e inviato dati a varie società operanti nei settori delle ricerche di mercato e dei servizi pubblicitari.

Per accertare questa “novità” quelli di PC Security Channel hanno fatto una comparazione empirica con il vecchio Windows XP, quello che per oltre vent’anni ha fatto funzionare PC in giro per il mondo, scoprendo che si limita a “contattare” Windows Update e Microsoft Update (per comprensibili e tollerabili esigenze tecniche).

In pratica i signori alla Corte di Bill Gates non possono venire a raccontare che non ci sono affinità tra Windows 11 e uno spyware. A nulla potrebbe valere la citazione di Johnny Stecchino “Non me somiglia ppe’ niente!”…

Certe azioni indesiderate di Windows 11 possono essere evitate disattivando le impostazioni la prima volta che si avvia il sistema operativo. Ma quanti sanno queste cose?

Nell’informativa data al cliente si legge che “Accettando questo contratto e utilizzando il software, accetti che Microsoft possa raccogliere, utilizzare e divulgare le informazioni come descritto nell’Informativa sulla privacy di Microsoft (aka.ms/privacy)…” ma quanti utenti sono in grado di comprendere la reale portata della sottoscrizione a distanza dei termini di servizio di un prodotto informatico?

Non sarebbe il caso di pretendere (legittimamente) che Microsoft chieda in maniera più chiara il consenso agli utilizzatori di questo prodotto? Non sarebbe opportuno che dichiarasse in maniera chiara ed intelligibile per tutti cosa verrà inviato e dove?

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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