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E SE POI TOCCASSE “REPORT…ARLO” AL SUO POSTO?

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
29/08/2026
in EDITORIALI
E SE POI TOCCASSE “REPORT…ARLO” AL SUO POSTO?
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TE LO LEGGO IO

Sono forse mille i motivi alla base della eliminazione di Ranucci, ma solo uno può avere un fondamento (insufficiente) nel bilancio della discutibile operazione.
Sigfrido Ranucci è “colpevole” di aver stretto amicizia con un personaggio come Lavitola a cui personalmente non chiederei nemmeno “che ora è?” per non trovarmi invischiato in qualche casino.
Sicuramente il detronizzato ha da farsi perdonare l’uscita improvvida della “trombata” e qualche scappatella o prepotenza da gradasso del bar di periferia.
Poi, a voler dare soddisfazione agli 007 del più sofisticato giornalismo investigativo, è reo di non aver sottoposto a revisione una delle vettura di proprietà lasciate parcheggiate in uno spazio pubblico di sosta e fatte esplodere forse perché non in regola.
Magari salterà fuori che la bomba era stata piazzata non per ottenere maggior protezione con una scorta rinforzata o per aprire una futura corsa elettorale, ma solo per rammentare che quell’auto non correttamente revisionata nei termini di legge lì non ci poteva stare (pista ancora non considerata nel corso dell’inchiesta sull’attentato).
A guardare – scevri della consueta antipatia che si riserva a chi la pensa diversamente da chi comanda – si deve ammettere che il presupposto dell’outplacement punitivo non ha tutto questo vigore.
Le contestazioni mosse al Vice Direttore degli “Approfondimenti” della TV di Stato sono un po’ poco per cancellare i brillanti risultati in termini commerciali e informativi e cacciare un dipendente fino a ieri indiscusso paladino dei cittadini.
Se la regola applicata in questa circostanza avesse mai valenza universale e avessero rilievo alternative (il TG3, RaiNews24 e la sede de Il Cairo) come quelle offerte a Ranucci, viene da chiedersi quali sono le tre proposte che Parlamento e Governo penserebbero di poter fare al deputato (già sottosegretario di Stato) che si è messo in società con la figlia prestanome di un brillante imprenditore di stampo mafioso.
Non ho esitato a lamentare l’inusitata scurrilità gratuita di opere letterarie e di interventi in pubblico di Sigfrido Ranucci, ma non riesco ad ammettere la decapitazione eseguita solo per dare soddisfazione (e respiro) ad una classe politica tenuta sotto scacco da reportage che – come vanghe taglienti e picconi robusti – hanno scoperchiato non poche tombe.
Chi deve acquisire informazioni per indagare o sapere di più si rivolge a quelli che conoscono fatti e persone di interesse. Non di rado l’interlocutore – che poi diventa “fonte” – non è Santa Maria Goretti e, se le notizie che è in grado di dare vengono distillate nei mesi, in tutto quel tempo la frequentazione si infittisce. E’ una regola del gioco che spesso (e stavolta in particolare) può far storcere il naso e far pensare, ma che nel pianeta delle investigazioni giornalistiche non può esser negata.
I camion dell’autospurgo che continuano a scaricare le loro cisterne sul passato di Ranucci opacizzano la realtà andando a intorpidire la visuale e inducendo facilmente in errore chi osserva, legge o ascolta.
Tra gli ettolitri di escrementi non sono mancati addebiti persino al fratello di Ranucci, brillante sottufficiale in fiamme gialle impiegato alla Commissione Antimafia senza chissà quale ruolo fantasticato invece da chi non conosce la Commissione e il funzionamento del reparto della Guardia di Finanza destinato a dar supporto.
Forse basterebbe chiarire con serietà e lealtà questi due ultimi concetti per spezzare la matita acuminata che – forse di frassino – è stata conficcata nel cuore del presunto vampiro…
Ma la gente legge solo i titoli e non si affanna a saperne di più, dice di aver scoperto tutto su Facebook senza essersi accorta che era una bufala costruita ad hoc, si fa trascinare da talk show dove chi non urla non è gradito, capisce di poter sfogare la rabbia del costo della benzina massacrando chi fino a ieri era un idolo, si vendica non si sa di cosa ma si vendica.
E nel frattempo viene liberato Barabba.

 

 

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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