Si dice che il fenomeno dell’eclissi non si limiti al rabbuiarsi del territorio che risente dell’apparente sovrapposizione della Luna sul Sole quando il satellite si trova allineato tra il punto di osservazione e la stella del nostro sistema.
L’evento – certamente non così frequente – provoca una comune sensazione di disorientamento. Gli animali, ad esempio, hanno reazioni naturali che non possono essere ammortizzate dalle notizie e dalle spiegazioni scientifiche, che aiutano gli umani a vivere quel che accade come un appuntamento da non perdere e poco più.
Dalle nostre parti c’è stato qualcosa di simile ma con origine artificiale o quanto meno con diretto intervento di alcuni degli elementi protagonisti. E’ il caso di dire una “congiunzione astrale” in cui i pianeti – caratterizzati da moti di rotazione e rivoluzione differenti – hanno provocato quello che potrebbe essere il nostro minuscolo Big Bang dell’informazione.
Nell’era delle fake news e della viralità di racconti non sempre attendibili, è facile finire nel mirino ed esser travolti dall’impietoso straripare di bugie costruite a perfezione.
Qualche volta però è lo stesso bersaglio a calamitare i dardi perché lo possano trafiggere meglio e più di quanto toccò in sorte a San Sebastiano.
E’ quella l’occasione tanto attesa da chi ha predisposto un vero e proprio plotone di esecuzione per far fuori un programma televisivo storicamente scomodo e per eliminare quello che ne è il conduttore e il simbolo.
Il “cosa” rischia di esser demolito dal “chi”. Una battuta ritenuta spiritosa e invece sgradevole e inqualificabile diventa il peggior autoritratto del personaggio a favore del quale c’era stata una vastissima levata di scudi.
Presentazione del libro. Giornalista che intervista il fino ad allora autorevole collega, leggendo un passo un po’ scabroso dell’opera letteraria e domandandogli il perché di un simile racconto che di nulla arricchiva il romanzo.
La risposta lascia impietrito chiunque. In un istante sotterra anni e anni di professionalità indiscutibile.
La sagoma di Pierino della buonanima Alvaro Vitali si sovrappone alla figura del condottiero di tante crociate. E’ il buio più assoluto e non c’è stato bisogno di occhiali da sole o vetri affumicati per non rimanere accecati. Una simile sortita, volgare nel contenuto e nelle parole, macchia il lavoro dell’interessato e della sua coraggiosa squadra e dissolve la fiducia in chi aveva apprezzato inchieste e approfondimenti.
Al “perché” del giornalista che intervista si aggiunge il nostro. E si allarga chiedendo ragione di una simile replica e di tutto quel che si sente raccontare da chi sguazza felice in questo fango.












