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GUERRA GIUSTA?

Andrea Aparo von Flüe di Andrea Aparo von Flüe
01/07/2026
in SCENARI
GUERRA GIUSTA?
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TE LO LEGGO IO

Ha tutte le caratteristiche di un ossimoro. L’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostare due parole dai significati opposti, o in forte contraddizione tra loro, in modo da creare un’espressione paradossale. Il termine deriva dal greco antico ὀξύς (acuto) e μωρός (ottuso/folle). Qualche esempio: ghiaccio bollente, dolceamaro, soli insieme. Guerra giusta?

No, “guerra giusta” (Bellum iustum) non è un ossimoro, bensì è una teoria etica, filosofica e giuridica che stabilisce quando l’uso della violenza armata è moralmente e legalmente giustificabile. Nata nel mondo classico e sviluppata dalla teologia cristiana, oggi si articola nel moderno diritto internazionale e la dottrina si suddivide in tre criteri principali:

Ius ad bellum (il diritto di andare in guerra): Regola le motivazioni per cui è lecito iniziare un conflitto. I principi fondamentali includono:

  • Giusta causa: rispondere a un’aggressione, o difendere i diritti umani fondamentali.
  • Autorità legittima: la guerra deve essere dichiarata solo da un’istituzione riconosciuta dallo stato o dalla comunità internazionale.
  • Ultima ratio: la forza militare deve essere usata solo dopo che tutti i mezzi diplomatici e pacifici sono falliti.
  • Proporzionalità e probabilità di successo: i benefici attesi dalla guerra devono superare i mali provocati e l’obiettivo deve essere realisticamente raggiungibile.

Ius in bello (il diritto nella guerra): regola la condotta delle ostilità una volta iniziato il conflitto. Si basa su due principi:

  • Distinzione (o immunità dei civili): è vietato attaccare intenzionalmente i non combattenti.
  • Proporzionalità: l’uso della forza deve essere limitato a quanto strettamente necessario per raggiungere l’obiettivo militare, evitando sofferenze superflue.

Ius post bellum (il diritto dopo la guerra): stabilisce le regole per una pace giusta e duratura, tra cui la ricostruzione, il rispetto dei diritti umani e la punizione dei crimini di guerra.

In sintesi, la teoria della guerra giusta sostiene che le guerre devono soddisfare condizioni rigorose: essere in autodifesa e solo se le alternative sono state esaurite; proporzionalità dell’uso della forza; esistenza della probabilità di successo e imminenza della minaccia.
Si ringrazia Comet dell’aiuto prezioso nel compilare questa necessaria premessa per parlare di un evento assai raro.

Il mese scorso, nella sua prima lettera enciclica “Magnifica Humanitas“, esplorazione di come proteggere la dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale, il santo Padre ha dedicato, nel paragrafo 192, un breve passaggio alla teoria della guerra giusta. Apparentemente innocuo, ma altamente critico.
“Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della “guerra giusta”, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra, fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto”.

La teoria della guerra giusta, principio fondamentale del pensiero cattolico, è stata in gran parte sviluppata da Sant’Agostino d’Ippona nel V secolo ed elaborata poi da San Tommaso d’Aquino nel XIII secolo. Si tratta di un insegnamento millenario utilizzato da secoli per giustificare le guerre. Leone XIV lo definisce obsoleto e distorto, da rivedere e cambiare. Richiesta che può sembrare non ortodossa, persino radicale. Eppure nessuno può essere più adatto a revisionare un insegnamento di Sant’Agostino di questo Papa, educato dagli agostiniani, estensore di una dissertazione di laurea sulla governance dell’Ordine di Sant’Agostino di cui è stato poi il priore generale.
Nel mettere in dubbio l’utilità di insegnare nell’era moderna i concetti della guerra giusta, l’enciclica preserva “il diritto all’autodifesa nel senso più stretto“, ma non suggerisce un nuovo quadro per giustificare la guerra perché ne esclude la legittimità: “L’umanità ha strumenti molto più efficaci e capaci di promuovere la vita umana per affrontare i conflitti, come il dialogo, la diplomazia, il perdono. Il ricorso alla forza, alla violenza e alle armi testimonia una povertà relazionale che ha sempre conseguenze disastrose sulle popolazioni civili.”

Altri Papi hanno individuato nella distorsione della teoria della guerra giusta un problema. Ad esempio, nell’enciclica del 1963 “Pacem in terris”, Giovanni XXIII definisce la guerra come qualcosa di “alienum a ratione bellum iam aptum esse ad violata iura sarcienda”, (estraneo alla ragione [ritenere] che la guerra possa essere uno strumento adatto per rivendicare dei diritti violati). Papa Francesco, nella sua enciclica del 2020 “Fratelli tutti”, ai paragrafi dal 256 al 262 del settimo capitolo, dedicato ai percorsi di pace per un nuovo incontro, afferma che negli ultimi decenni ogni guerra, anche quando non era giusta, è stata “giustificata”, eppure non si può più parlare di “guerra giusta”, si può solo sostenere la legittimità di difendersi militarmente se si è attaccati. La guerra, ha detto, può essere facilmente scelta invocando ogni tipo di scuse, presumibilmente umanitarie, difensive, o precauzionali, persino ricorrendo alla manipolazione delle informazioni, ma la guerra è immorale, è sempre e solo una sconfitta per l’umanità e non può mai essere giustificata.

Papa Leone XIV non ha citato alcuna guerra specifica nell’enciclica, troppo raffinato diplomatico per farlo, ma è chiaro a tutti che avesse ben presente la guerra del presidente Trump contro l’Iran. D’altronde il 10 aprile 2026, sul suo account ufficiale su X aveva postato, riferendosi a proclami trumpiani: “Dio non benedice nessun conflitto. Chiunque sia un discepolo di Cristo, il Principe della Pace, non è mai dalla parte di coloro che una volta brandivano la spada e oggi sganciano bombe”.
Il 6 giugno scorso, in un incontro con i giornalisti a bordo dell’aereo in viaggio verso Madrid per una visita pastorale, gli è stato chiesto se in Iran si stesse conducendo una “guerra giusta”: “Credo che questo sia già stato reso molto chiaro: in Iran, i criteri per una guerra giusta non sono presenti”, ha risposto il Papa, aggiungendo poi: “La teoria della guerra giusta risale a secoli fa quando era impossibile immaginare le armi e la capacità distruttiva disponibile per l’umanità oggi”.

Scrive Leone XIV: “I sistemi d’arma autonomi rendono la guerra “più ‘fattibile’ e meno soggetta al controllo umano, ciò viola il principio secondo cui la forza armata dovrebbe essere utilizzata solo come ultima risorsa in caso di legittima autodifesa“.
Dunque, afferma il santo Padre, l’era dell’intelligenza artificiale mina i criteri morali della guerra giusta e solo gli esseri umani sono in grado di esprimere giudizi morali. Le macchine non dovrebbero prendere decisioni sulla guerra.

Il vicepresidente J. D. Vance, che è cattolico, ha citato la teoria della guerra giusta in un suo discorso il 14 aprile scorso tenuto all’Università della Georgia, ovviamente sapendo tutto meglio: “Quando il Papa dice che Dio non è mai dalla parte delle persone che brandiscono la spada, c’è più di una tradizione millenaria di teoria della guerra giusta. Possiamo, ovviamente, avere disaccordi sul fatto che questo, o quel conflitto sia giusto.”
Il 28 maggio, Vance nel discorso di chiusura della classe 2026 della Air Force Academy degli Stati Uniti, ha dimostrato di avere fatto i doverosi e necessari compiti a casa e invece di criticare ha elogiato l’enciclica di papa Leone XIV e la sua richiesta di un aggiornamento dei principi di guerra giusta date le nuove tecnologie utilizzate in guerra. Sentitamente si ringrazia.

Nel riformulare la visione della Chiesa sulla guerra, la posta in gioco per il cattolicesimo, gli Stati Uniti e il mondo è alta e il Vaticano deve procedere con attenzione. La chiesa universale, con millenni di ragionamento morale e il suo clero presente sul campo praticamente in ogni zona di conflitto, ha un ruolo primario nell’articolare un nuovo quadro intellettuale sulla teoria della guerra giusta, definendo etica e valori, essenziali per prendere decisioni sul campo di battaglia. Occorre farlo alla svelta, perché l’Intelligenza Artificiale non aspetta e le sue decisioni nei conflitti crescono continuamente di numero e sono sempre gelidamente automatiche.

Leone XIV, i suoi predecessori e i suoi fratelli chiedono di tornare alle radici cristiane, con un concetto apparentemente semplice: la guerra è fondamentalmente antitetica al Vangelo di Gesù Cristo.

Facile a dirsi, difficile a farsi.

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Andrea Aparo von Flüe

Andrea Aparo von Flüe

Padre italiano, madre svizzera-tedesca. Lunghi periodi all’estero fra Svizzera, Francia, Stati Uniti, Giappone. Scuole primarie svizzere e irlandesi; scuola secondaria in Francia e in Italia. Il risultato è un’ottima conoscenza del francese, inglese e del dialetto svizzero tedesco; buona del tedesco, elementare del giapponese e la capacità di muovermi da “indigeno” in contesti culturali diversi. Nel gennaio del 1978 mi hanno laureato dottore in fisica “summa cum laude” discutendo una tesi sperimentale sulla dinamica di caduta dei chicchi di grandine, sviluppata lavorando come ricercatore presso l’Ufficio Centrale di Ecologia e Meteorologia Agraria del Ministero Agricoltura e Foreste, per conto del quale ho lavorato nei periodi estivi dal 1977 al 1979 come membro del Gruppo italiano che partecipava alla ricerca internazionale Grossversuch IV (Politecnico di Zurigo, Università di Montpellier e Grenoble, Ricercatori dell’URSS). Dopo essere risultato primo su quattrocento candidati, nel 1979, sono stato assunto, con la qualifica di Ricercatore, all’Ufficio Europeo Brevetti dell’Aja (NL), da cui mi sono dimesso a causa dello scarso interesse del lavoro e dello stipendio eccessivo. Tornato in Italia, nel 1979, mentre ero docente di Meteorologia all’IT Aeronautico “Francesco de Pinedo”, sono stato chiamato dal Prof. Umberto Colombo a lavorare come consulente al CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, di cui egli era Presidente. In tale veste ho curato prima studi sul contenuto energetico di centrali nucleari e convenzionali, poi sono stato responsabile di diverse “task forces” per la definizione e avvio di attività connesse alla diffusione di nuove tecnologie: coordinamento del Gruppo di lavoro per la documentazione e l’informazione, automazione delle biblioteche geograficamente diffuse del CNEN, creazione di un servizio di “business graphics” computerizzata, avvio delle iniziative di Office Automation, automazione integrata della Presidenza e Direzione Generale. Nel 1981 sono entrato negli organici dell’ENEA, (ex CNEN) come collaboratore Tecnico Professionale alla Direzione Centrale Relazioni Esterne per poi passare alla Direzione Centrale Studi e ho iniziato la mia attività di Assistente del Presidente. Dal giugno del 1982 al maggio del 1983, su invito del Massachusetts Institute of Technology, Laboratory for Computer Science, mi sono trasferito a Cambridge (USA) per lavorare come Visiting Scientist, membro dell’Office Automation Group. In tale sede ho approfondito gli aspetti del management dei processi d’innovazione tecnologica e ho avuto responsabilità di conduzione del gruppo di ricerca, non ché di Thesis Advisor. Dal luglio 1983 all’aprile 1987 ho fatto parte della Direzione Centrale INFO dell’ENEA come responsabile dei progetti di automazione di ufficio. Continuando l’attività di Assistente del Presidente, ho avuto responsabilità dei progetti di diffusione dell’innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese, analizzando una serie di potenziali “start up”. Nel 1984 ho curato la pubblicazione di uno studio sui mestieri e le professioni degli anni ’90, mettendo a frutto le conoscenze, acquisite nel corso degli anni, di economia, management e di diverse nuove tecnologie: informatica e telematica, nuove energie, nuovi materiali, biotecnologie, innovazioni di processo (laser, robotica, FMS, CAD-CAM, ecc.) per citare le principali. Con la fine del 1985 ho ideato, gestito e completato il progetto di automazione integrata degli uffici della Presidenza e della Direzione generale dell’ENEA, che ha visto la radicale trasformazione delle modalità di lavoro di tutto il personale segretariale, tecnico e dirigenziale dei suddetti uffici. Nel corso del 1986, su invito del governo giapponese (MITI-JETRO), ho passato un mese di studio in Giappone visitando numerose imprese giapponesi e avendo intensi confronti di idee con esponenti governativi e della cultura nipponica. A partire da quella data mi sono occupato in modo continuativo del Giappone, intessendo una fitta rete di conoscenze personali e professionali con esponenti nipponici del mondo del Business e di quello accademico. A fine 1986, ho voluto sviluppare un’esperienza di lavoro nell’industria privata. Sono entrato alla Fiat S.p.A. a Torino dove ho lavorato dal 1986 al 1988 nella Direzione Studi Economici e Analisi Strategiche per passare nel 1989 alle dirette dipendenze del Direttore dell’Ente Sviluppo, Coordinamento e Controllo, in qualità di Vice-Direttore responsabile dei Progetti Speciali (Business Development). Dal febbraio 1990 sono stato in forza alla Fiat Auto. Fino al giugno 1991 ho avuto la responsabilità dei rapporti con le istituzioni internazionali nell’ambito della Direzione Centrale Sviluppo, Coordinamento e Controllo. I miei compiti comprendevano la manutenzione e implementazione di una rete di contatti internazionali finalizzata al monitoraggio degli sviluppi tecnologici e delle strategie dei partners e dei competitori. Partecipavo e/o definivo progetti speciali su temi inerenti il management dei processi di innovazione e di cambiamento, nonché di team dedicati a progetti di M&A. Dal giugno 1991 al marzo 1993 nella Direzione Ambiente e Politiche Industriali, responsabile del coordinamento del piano Qualità Totale, rispondendo direttamente all’amministratore delegato. Dopo essere stato responsabile delle attività di Relazioni Internazionali nell’ambito della Direzione Ambiente e Politiche industriali, a partire dal 1995 sono responsabile degli Scenari Ambientali. Ho ideato e gestito per conto della Fiat Auto Spa i progetti speciali inerenti all’introduzione e uso delle tecnologie della realtà Virtuale e di Internet. Nel 1995 ho coordinato la presentazione (prima mondiale) di due nuovi modelli di vetture (Bravo e Brava) sul World Wide Web in contemporanea con il lancio nel mondo “reale”, continuando a seguire lo sviluppo e le strategie di presenza dei marchi Fiat Auto (Alfa Romeo, Lancia e Fiat) sul World Wide Web (www.alfaromeo.com; www.lancia.com; www.fiat.com); ho poi contribuito ad avviare le attività di uso delle tecnologie della Rete nelle Direzioni Progettazione, Acquisti, Commerciale, Amministrazione e Controllo. Ho sviluppato una conoscenza approfondita su tecnologie, strategie e modalità di comunicazione avvalendosi di sistemi multimediali, ideando e partecipando, nel 1994, alla costituzione, avvio e gestione della com.e srl di Roma, Multimedia Agency, leader nel suo settore di attività (www.com-e.com) che comprende il Web Content, Strategie per Alta Direzione, Formazione e Addestramento. Dal giugno 1998, dopo avere lasciato il gruppo FIAT, responsabile del progetto Trustees21 presso il World Economic Forum, a Ginevra, Svizzera. Nell’aprile 1999 ho accettato l’offerta del Sindaco della Città di Barletta, Dott. Francesco Salerno, di rivestire il ruolo di Direttore Generale/City Manager della Città di Barletta, nonché dirigente responsabile del personale e del settore informatica e telecomunicazioni del Comune. Ho gestito un’organizzazione di 450 persone, di cui 12 dirigenti in reporting diretto. A fine dicembre 1999, la modifica sostanziale della composizione della giunta della Città ha causato la conclusione del mio mandato, così da evitare le dimissioni del Sindaco. Dal febbraio 2000 a luglio 2001, ho operato in qualità di Assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, Componente dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana. A partire dall’ottobre del 2001 svolgo attività di consulenza strategica per l’alta direzione, con particolare attenzione alle tematiche della sicurezza informatica e fisica. Sono stato Amministratore Delegato della società di consulenza Alef Consulting srl , da me fondata nel 1997, con cui ho svolto fino al dicembre 2013 attività di consulenza e formazione. Fino a luglio 2001 sono stato Senior Consultant e membro del consiglio di amministrazione della com.e srl, società attiva nel mondo di Internet, da me fondata con due soci nel 1994. Nel gennaio 2000 ho contribuito alla partenza della società If, Interface Factory srl, esperta d’interfacce avanzate di Rete, di cui sono presidente. Dal gennaio 2001 al mese di ottobre 2002 sono stato Responsabile delle Strategie della Multimoda Network spa, gruppo industriale del settore Moda, a MIlano. Dal novembre 2002 al Gennaio 2003 sono Chief Scientific Advisor per il Gruppo Finmeccanica spa, a Roma. A partire dal Gennaio 2003 sono entrato in organico come Group Scientific Advisor e V.P. responsabile della Technology Intelligence di Gruppo. In tale veste mi sono occupato di progetti speciali, coordinamento di attività fra aziende del Gruppo, facilitato il completamento di progetti di sviluppo prodotto, ideato e partecipato alla gestione del Premio Innovazione di Gruppo, avviato e gestito contenzioso legale, e sua soluzione positiva per Finmeccanica, con maggiore fabbricante automobilistico USA. Ho co-ideato e portato al successo il cosiddetto Project Zero della Agusta Westland, il primo velivolo a decollo verticale realmente innovativo dalla definizione dell’elicottero (vedere su Google Project zero AW). Assisto e interagisco con esponenti del mondo dell’arte per individuare soluzioni tecnologiche per la realizzazione di artefatti e opere. Ad esempio, componendo un gruppo di esperti provenienti dalle aziende del Gruppo Finmeccanica, abbiamo consentito al Maestro Maurizio Mochetti a realizzare la sua opera, installazione fissa al MAXXI di Roma, partecipando alla definizione delle soluzioni tecnologiche necessarie. A partire da Febbraio 2012 fino al dicembre 2014 sono in organico ad Ansaldo Energia spa, a Genova, come Senior Advisor R&D dell’Amministratore Delegato Ing. Giuseppe Zampini. Dal luglio 2012 al giugno 2013 sono membro del Consiglio di Amministrazione della PROTER srl a Terni, azienda attiva nella chimica di quarta generazione. . Dal Marzo 2015 socio fondatore di GoTo10 srl in Milano, attiva nel settore educazione e formazione, in particolare sulle tematiche relative all’insegnamento del pensiero computazionale. Dal settembre 2015 a giugno 2017 Amministratore Delegato di ProTer srl in Terni, società di ricerca e sviluppo attiva nel settore della chimica di IV generazione e della chimica verde. Da luglio 2017 a Novembre 2020, Chief Operating Officer e Vice Principal della JPED Academy a Pechino, distretto di Changping. Le mie attività comprendono essere responsabile operativo, vice-preside, direttore degli Studi, e docente STEAM di una nuova High School internazionale in lingua inglese, basata sul curriculum studiorum USA per studenti di nazionalità cinese. Rientrato in Italia a inizio novembre 2020, lavoro dal dicembre dello stesso anno, fino al novembre 2022, per la Geminiani srl, azienda specializzata nel campo dei motori per applicazioni industriali e in sistemi innovativi di gestione dell’energia elettrica in qualità di Senior Advisor per la R&D. Dal gennaio 2023, insieme a Michael Lenton, gia Amministratore Delegato di Fimeccanica Australia (oggi Leonardo Australia) con cui si è lavorato per molti anni in Finmeccanica, abbiamo avviato The Advisory, International Strategic Consulting, società di consulenza internazionale, attiva in particolare in Italia e Australia. Ci occupiamo di aziende e prodotti ad alta tecnologia, fornendo consulenza strategica, gestionale e legale. Inoltre, dal 1994, sono Professore a contratto di Strategie Aziendali, presso la Scuola di Specializzazione in Ricerca Operativa e Teoria delle Decisioni, Dipartimento di Statistica, Università “La Sapienza”, Roma. Dal febbraio 2000 al Settembre 2006 sono co-ideatore, Docente e Assistant Director del MiNE, Master in the Network Economy presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dall’anno accademico 2001-2002 fino al settembre 2014 insegno strategie di comunicazione al Politecnico di Milano, Master in Design della Comunicazione, Dipartimento di Architettura, fiancheggiando il Prof. Paolo Ciuccarelli, titolare del corso di Metaprogetto. I miei punti di forza risiedono nella capacità di comprensione di Scienza e Tecnologia e di diversi aspetti delle discipline umanistiche, in particolari arti visive, e dunque capacità di sintesi fra queste, management e strategia; nella facilità di definire e fare crescere rapporti e relazioni interpersonali; in una lunga esperienza di relazioni internazionali a scala globale; in una non comune capacità di comunicazione, divulgazione e insegnamento. Mi viene riconosciuta capacità di leadership e di motivazione di team operativi interdisciplinari e internazionali. Nel corso degli anni ho seguito un notevole numero di corsi di specializzazione e seminari; ho pubblicato un gran numero di articoli scientifici, anche a carattere divulgativo su quotidiani e riviste specializzate. Anche qualche libro: da citare il primo testo in italiano che parlava del World Wide Web e zone limitrofe: “Il Libero delle reti, edizioni ADN Kroos.. Da oltre un decennio svolgo attività di consulente sui temi della strategia e dell’innovazione tecnologica. Sono stato membro di diversi Comitati e Gruppi di lavoro governativi e presso la CEE. Ho fatto parte del Comitato Scientifico della rivista “Scienza e Dossier” e titolare della rubrica “Il Nuovo” sviluppata su temi innovativi di Scienza e Tecnologia. Sono stato titolare di rubrica fissa sulle riviste “L’Europeo”, Next”, “Ceramicanda” e “Netforum”. Collaboro saltuariamente con molte altre testate. Blogger per il Fatto Quotidiano, Infosec News e Giano News. Ho avuto diverse esperienze didattiche, in Italia e all’estero, anche a carattere continuativo; ho tenuto un elevato numero di conferenze e seminari in Italia e all’estero per enti governativi, università e aziende private. Nel Marzo del 1990 sono stato chiamato dal rettore Prof. Mel Horwitch a far parte dello Scientific Advisory Board del Theseus Institute, Business School specializzata in Strategie dei Sistemi di Informazione e delle Reti, localizzata nel parco scientifico europeo di Sophia Antipolis, nel sud della Francia. Altre info disponibili su Google. Dimenticavo: due figli, due ex-mogli e Silvana da poco mi ha detto sì. Per concludere, ce n’è abbastanza da “scassare i cabasisi” a molti…

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