War-Atrocity-Regime change-Sanctions
W.A.R.S., traducendola in italiano sta’ per: guerra, atrocità, cambio di regime e sanzioni. In una sigla, che ha il sapore di quella dei film di 007, SPECTRE, è racchiusa la politica estera americana ed Europea.
Coniata da un giornalista canadese che dialogava con un collega americano, questa sigla sembra, in effetti riflettere in maniera calzante ciò a cui stiamo assistendo in questi mesi.
- WAR
La guerra in Ucraina si trascina ormai da 4 anni senza che si veda una soluzione negoziale plausibile. Il tentativo di Trump è fallito miseramente ed è naufragato definitivamente dopo l’attacco dei droni all’abitazione di Putin. Il tentativo di eliminare il Presidente Russo era stato preannunciato (non credo involontariamente) proprio da Zelensky il 24 dicembre quando disse che tutti si auguravano la morte di Putin. Nella notte tra il 28 ed il 29 dicembre uno sciame di Droni effettivamente attaccò la residenza del Presidente russo, senza però causare danni. Questo atto di fatto è stata la pietra tombale alle trattative di pace in corso; non per quanto detto dal presidente ucraino, ma perché dietro questo attacco non poteva che esserci “l’intelligence” americana. Che Trump sapesse o non sapesse cosa la CIA e l’apparato militare stesse portando a compimento ha poca importanza: agli occhi russi questo è bastato per cancellare la stretta di mano in Alaska. Ed è per questo che è avvenuto il secondo lancio dell’Oreshnik; come noto è il missile ipersonico russo non intercettabile da nessun sistema di difesa missilistico occidentale, e capace di trasportare anche testate nucleari multiple. Un promemoria per Trump e le cancellerie europee, giusto per ribadire ciò che durante la guerra fredda era ben chiaro a tutti: tra potenze nucleari ci sono dei limiti da rispettare. Oggi, specie tra la leadership europea, questo concetto sembra non essere molto chiaro. Infatti, se dal punto di vista convenzionale la Russia non è una minaccia per l’Europa e men che meno per gli Stati Uniti, la sua capacità Nucleare è assolutamente in grado di svolgere il lavoro per cui è stata messa in piedi. (Per chi volesse approfondire rimando il lettore all’ottimo libro del Generale Mini:” La Nato in Guerra” che spiega molto bene quali siano i rapporti di forza in campo e dunque perché le campagne terroristiche sulla minaccia russa sono in gran parte poco sostenibili ed alquanto artefatte).

Dunque, guerra ad oltranza fino al dissolvimento ucraino. Ma guerra non solo nello scacchiere est europeo, ma anche in Medio Oriente. È sotto gli occhi di tutti che la tregua a Gaza non è una vera tregua e l’IDF continua a bombardare ed uccidere, anche in Libano, a suo totale piacimento. E poi c’è la questione Iran in sospeso.
Il Venezuela non è stata una guerra: è stata una illegale prova muscolare del “padrone” che “manu militare”, ha cercato di imporre il suo dominio in quella parte del mondo che ha sempre considerato sotto la sua sfera di influenza. La mai archiviata dottrina Monroe ha risvegliato in Trump appetiti mai sopiti. Il progetto “Venezuela” è di vecchia data, solo che adesso l’amministrazione americana lo ha attuato, senza pudore, e senza nemmeno la foglia di fico che in passato si cercava di mettere a tali operazioni, ed è riuscito a “rapire” il Presidente Maduro. L’azione è stata un capolavoro di preparazione della CIA che probabilmente ha ben pagato personaggi chiave della cerchia di Maduro stesso per ammorbidire le difese locali, e poi senz’altro grande merito va alle straordinarie Forze Speciali americane. Nel raid contro Bill Laden nel 2011, l’Ammiraglio McRaven, allora Capo di tutte le Forze Speciali Americane, scelse i Navy Seals: il Team 6. Questa volta è stato scelto il Team della “DELTA Force”, che ha eliminato tutte le forze (cubane e non) a protezione di Maduro ed in 50 minuti ha terminato la missione assegnata. Missione compiuta per le Forze speciali ma non per Trump che si ritrova con un Paese che nell’animo non è ha favore dello Zio Sam e con un governo identico a quello di Maduro. Da seguire anche il processo a New York: le accuse mosse al Presidente (tutte da provare) vanno dal narcotraffico alla detenzione illegale di armi. Leggendo i vari capi di accusa, con un buon avvocato, pur considerando che il processo si celebrerà in “trasferta”, potrebbe cavarsela.

Ma un punto mi preme sottolineare: il paragone Venezuela-Ucraina che molti fanno non regge. Il Venezuela non aveva alcuna aspirazione ad ospitare installazioni militari di Paesi terzi (Russia o Cina), che avrebbero potuto minacciare la sicurezza americana. La vera minaccia che non solo il Venezuela ma la gran parte dei Paesi dell’America Latina rappresentano per gli USA è commerciale; lì si che la penetrazione soprattutto cinese è molto importante. Mentre l’entrata nella Nato dell’Ucraina e le discriminazioni delle popolazioni russofone sollecitavano in maniera del tutto diversa, le “sensibilità “ di Mosca.
- Atrocity
Le atrocità a cui stiamo assistendo sono incredibili se pensiamo che non viviamo più nel Medio Evo, o se volete, nella prima metà del secolo scorso. La Carta delle Nazioni Unite fu scritta nel 1945 sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale proprio per evitare gli orrori che fino a quel momento avevano caratterizzato i conflitti: atrocità commesse con la scusa della guerra o da progetti folli quali l’eliminazione di etnie come quella ebraica. La Carta delle Nazioni Unite stabilisce a chiare lettere gli scopi dell’ONU, per mantenere la pace, salvaguardare i diritti umani, e promuovere la cooperazione internazionale. A Gaza lo Statuto dell’ONU è morto, stracciato e bruciato insieme alle vite di tanti civili inermi, bambini, donne, vecchi, ospedali, abitazioni civili. Tutto raso al suolo. E non ci può essere nulla che possa giustificare tutto ciò. Non solo. Il ritardo con il quale questo sterminio, che continua tutt’ora, sia stato riconosciuto da alcuni Stati Occidentali, sta a testimoniare che la Storia non ha insegnato nulla e che ciò che non doveva mai più accadere è di nuovo accaduto. Con la complicità fattiva di tutti coloro che hanno fornito gli strumenti di morte per compiere tale scempio.

- Regime change
È un vizio tutto nostrano quello di volerci occupare delle questioni di casa altrui. Volendo essere benevoli possiamo dire che siamo desiderosi di “esportare la nostra democrazia” per far vivere il mondo alla nostra maniera. Ma come dice, Dario Fabbri noto analista geopolitico, il resto del mondo non vuole vivere come noi. Molti a questo punto tireranno fuori la famosa frase: “ma come mai tutti vogliono venire a vivere da noi e noi non andiamo a vivere da loro?”.
In realtà ciò che attrae l’individuo è la ricchezza ed il benessere che da essa ne deriva. E certamente noi occidentali nel secolo scorso abbiamo rappresentato questo. Ma a parità di condizioni non è affatto detto che la migrazione abbia luogo. Fino al 1970 il saldo tra emigrazione e immigrazione, per l’Italia, era a favore della emigrazione. Andavamo noi nel mondo a cercare fortuna, lavoro per mandare i soldi a casa, oppure far venire la famiglia e diventare cittadini di un nuovo Paese. Si calcola che oggi, ogni anno 110 milioni di Cinesi viaggino fuori dalla “mainland”, e che altrettanti vi facciano ritorno; questo perché il benessere in questi ultimi 40 anni si è ampiamente diffuso e non c’è motivo di espatriare. Dovremmo essere grati a chi fa investimenti in Africa (come appunto fanno i Cinesi) perché creano le condizioni per una diminuzione del flusso migratorio verso nord. Ed invece ci interessiamo poco al sud Europa.
Dunque, i Venezuelani non hanno bisogno della Delta Force per badare ai fatti di casa loro. E nemmeno l’Iran ha bisogno delle bombe Israeliane e Americane per risolvere i suoi problemi interni. Chi è contrario al Governo di Theran deve lottare per i suoi diritti, ma non accompagnato dal Mossad che ha tutt’altre mire e interessi. Mike Pompeo, ex Segretario di Stato del precedente governo Trump, ha recentemente twittato: “”Buon anno a tutti gli iraniani in piazza. E anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano al loro fianco.”
Ed ancora; Il ministro del patrimonio israeliano Amichai Eliyahu ha rivelato che agenti israeliani sono attualmente attivi in Iran. Dunque, è legittimo il sospetto che quanto stia accadendo in Iran sia una dolorosa preparazione per consentire un intervento armato per decapitare l’attuale leadership iraniana. Ne avevamo scritto già in passato circa l’ipotesi che, dopo l’attacco israeliano di giugno scorso, la questione Iran non fosse chiusa; più che il nucleare ciò che interessava maggiormente era decapitare il Governo. E adesso Tel Aviv, potrebbe chiudere la questione una volta per tutte. E questo non è un bene. Per nessuno.

- Sanctions
Le sanzioni sono state usate in tutti i modi ed in tutte le forme. Per la Russia si sta per varare il 20 pacchetto. Eppure, i risultati sono scarsi. Molto visibili sono invece gli effetti sulle nostre economie: la Germania in recessione (anche il Cancelliere Merz ha dovuto ammettere che le cose non vanno bene per quella che un tempo era la locomotiva europea e la quarta potenza economica mondiale); Il prezzo energetico così alto ha causato a cascata tutta una serie di ritardi in altri settori quale quello industriale, della ricerca e della manifattura. Anche gli Usa che pure non hanno problemi di approvvigionamento non possono risolvere i loro problemi interni ed economici attraverso questo strumento. L’uso del dollaro come arma e l’uso indiscriminato di sanzioni verso Paesi come la Cina, ma anche la stessa Russia, sta causando un progressivo allontanamento dal dollaro nelle transazioni internazionali, che ora sempre più in maniera massiccia avvengono in Yuan, Rubli, Rupie o Real, escludendo (anche a malincuore) il dollaro. Così anche tutte le sanzioni sui chips si sono rilevate inefficaci in quanto hanno stimolato una ricerca interna che ha quasi pareggiato il livello di tecnologia raggiunto dalla Silicon Valley. Anzi il Governo cinese ha proibito l’importazione di Chips fabbricati da Nvidia di qualità inferiore e per questo autorizzati da Trump all’esportazione, proprio per continuare a stimolare la ricerca interna. I risultati sembrano premiare questa impostazione di Pechino.
Se la politica estera ed economica degli Stati Uniti e dei Paesi Europei non riesce che a produrre W.A.R.S, siamo destinati a non andare molto lontano. Qualche acuto osservatore ha definito l’attuale politica Trumpiana:” instabile, irresponsabile, e pericolosa. Credo che questi aggettivi si possano estendere anche all’Europa o almeno ad una larga parte di essa. Solo con lo strumento militare non si possono risolvere le questioni aperte; Trump ha annunciato per il 2026 un aumento del 50% dello stanziamento per il Ministero della Guerra: dai quasi 1000 miliardi attuali si passerà ad un budget di 1500 miliardi. In Europa, come noto, la Von der Leyen ha lanciato il programma di 800 miliardi di euro in armamenti, oltre al previsto aumento per i Paesi Nato del 5% come contributo annuale alla Organizzazione Atlantica.
Anziché attrezzarci per un mondo multipolare e promuovere il multilateralismo, ci stiamo chiudendo nei nostri bunker di guerra. Anziché promuovere una riforma dell’ONU in chiave attuale (riformare il Consiglio di Sicurezza: ad esempio dare il sesto seggio permanente all’India), affoghiamo progressivamente nelle nostre contraddizioni, inconsistenze e miserabili bugie propagandate abilmente da un sistema ormai ben oliato, spianando la strada ad un inarrestabile declino economico.
È questo il mondo che vogliamo?













