Se non sapete cosa chiedere al nuovo anno, non domandate qualcosa che dialoghi con voi dicendo delle maialate.
Il 2026 – interpretando i desideri di molti utenti della Rete – porterà una nuova versione di Chat GPT animata da un cervello pornografico.
Sam Altman – il Chief Executive Officer di Open AI – ha indirizzato le sue risorse ben sapendo che lo sviluppo e la fortuna del web sono stati dettati dalla valanga di contenuti ad elevata intensità sessuale.
Prima dello sbarco di immagini e video a tripla X erano davvero pochi gli utilizzatori di Internet, gente che si scambiava incomprensibile materiale tecnico, documentazione noiosa, pedanti ricerche universitarie e altri file che scatenavano l’orgasmo solo di scienziati e militari.
Con dolore degli edicolanti, che vendevano grandi quantità di riviste a luci rosse e pari numero di copie di quotidiani in cui nascondere i periodici scollacciati, sono stati i siti WWW ma soprattutto XXX a far perdere la clientela ai giornalai e la vista alle nuove generazioni.
La gente ha cominciato a pretendere sempre di più, consentendo alle migliori menti informatiche di sbizzarrirsi per garantire la continuamente maggiore interattività.
La stessa gente – rimasta delusa dalle più recenti versioni di ChatGPT – rischi di migrare verso soluzioni alternative e quindi Fidji Simo, il numero uno delle Applicazioni di OpenAI, ha annunciato che in primavera sarà disponibile la versione “Modalità Adulti” del tanto affermato quanto calante sistema.
Calante, già, al punto che per attrarre nuovi utenti e mantenere l’attuale platea sarà pronto a spiegare come convincere partner di avventure erotiche a calare le mutande con facilità e determinazione.
Difficile, o troppo facile, immaginare quale sarà il tenore del dialogo tra utilizzatore e chatbot, ovvero tra chi se ne serve e chi in modo automatico dispensa consigli.
Se vale il principio dell’autoapprendimento, il cosiddetto machine learning, c’è da dire che l’acquisizione delle conoscenze online di un certo “argomento” non sarà una impresa insostenibile.
La straripante abbondanza di documentazione multimediale offerta dalla costellazione di siti pornografici darà alla prossima edizione di ChatGPT un bagaglio di competenze a dir poco esuberante, garantendo la più profonda capacità di penetrazione (non si fraintenda) della curiosità dell’utente.
C’è chi già pensa ad un sistema automatico che risponde come il vecchio smargiasso da bar di paese, raccontando avventure boccaccesche e prodezze che vanno ben oltre la più fervida immaginazione e suggerendo acrobazie da far impallidire il kamasutra.
Eventuali suggerimenti vocali o riproduzioni foniche di situazioni particolarmente intime suggeriscono l’impiego di una cuffia per evitare che colleghi d’ufficio o vicini di casa pensino e visualizzino situazioni che in realtà sono davvero artificiali.
Persino l’esperienza sul bondage è garantita ma gli utenti dovranno non lasciarsi prendere dall’entusiasmo: è già in tribunale una causa per omicidio colposo intentata contro OpenAI dai genitori di un ragazzino di sedici anni che aveva domandato a ChatGPT, tra le altre cose, consigli e suggerimenti su come annodare una corda prima di impiccarsi…
Se non ci bastavano i disagi psicologici finora scatenati da certe opportunità tecnologiche, adesso possiamo considerare chiuso il cerchio delle aspettative.
Sono terribilmente attratto dalla pubblicità. Non riesco a resistere, venendone irrimediabilmente attratto quasi dietro lo schermo del televisore – scomparso da tempo il tubo catodico – si nascondesse...
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