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SUICIDIO ANNUNCIATO SUI SOCIAL: NE ARRIVA UN ALTRO

Umberto Rapetto di Umberto Rapetto
14/11/2025
in EDITORIALI
SUICIDIO ANNUNCIATO SUI SOCIAL: NE ARRIVA UN ALTRO
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TE LO LEGGO IO

Ci si chieda cosa spinge un ragazzino a togliersi la vita. Ci si domandi il perché di annunciarlo attraverso Instagram o mediante qualche altra piattaforma social.

Ci si ponga anche un altro quesito: cosa stiamo facendo per evitare queste tragedie in cui la ricerca della morte è solo l’ultima fase di un percorso ben più lungo ed elaborato?

Il quindicenne di Vidor che tre giorni fa si è lanciato dal ponte sul Piave è solo l’ultimo di un drammatico elenco destinato ad allungarsi nella totale indifferenza collettiva che riprende vigore dopo i pochi attimi di sconcerto che di solito seguono ogni singola tragedia.

Qualcuno si interroga su come fare per arrivare in tempo e salvare in extremis chi ha deciso di lanciarsi nel vuoto, di buttarsi sotto ad un treno o di farla finita in qualsivoglia altro modo.

Probabilmente ci si dovrebbe concentrare sull’individuazione del momento e delle cause che portano ad un così terrificante epilogo, avendo cura di selezionare le fonti di innesco e il percorso evolutivo che queste sono in grado di avviare.

In quest’ultimo caso che arriva dal trevigiano c’è chi parla di un litigio famigliare, di una fuga da casa in bicicletta, di un messaggio disperato di addio, di un salto di una ventina di metri dove il fiume è secco, di un cespuglio che attutisce il volo, di un passante che vede un giubbotto e altri indumenti posati sul muricciolo del ponte, dei disperati soccorsi, di un ragazzino ricoverato in fin di vita. Il racconto si ferma qui, dove cominciano le pagine non scritte della speranza di tutti che quel poveretto possa essere salvato.

E’ una delle cento, mille o un milione di storie di disagio giovanile destinate ad ottenere attenzione solo al verificarsi di una disgrazia e che invece meriterebbero di essere affrontate con serietà e metodo, rifuggendo dall’assegnare compiti così delicati a soggetti improvvisati e altamente improbabili come amici, cugini e compari pronti a ubbidire e mostrare riconoscenza.

Vista la ritrosia ad occuparsi di educazione sentimentale, è ovvio che spaventi parlare di suicidio nelle scuole. Il tema ha una sua infinita multidisciplinarietà e può essere trattato solo da chi ne ha specifica competenza, ma sono tanti quelli che possono contribuire a ricostruire l’itinerario che porta al traguardo dello sconforto e delle azioni estreme.

Occorre rimuovere, e certo non è facile, le condizioni di sofferente difficoltà ma è fondamentale far capire che ci può essere qualcuno capace e volenteroso nel tendere la propria mano. Purtroppo ad ostacolare la ricerca di un aiuto interviene la spettacolarizzazione della propria disperazione. E’ qui che entrano in gioco i “social network” che fanno affacciare il protagonista su una platea magmatica a caccia di emozioni distorte. E’ proprio lì che l’orizzonte virtuale illude che la dimensione digitale sia più ricettiva del mondo reale.

L’allucinazione che Facebook, Instagram, TikTok e tanti altri inferni cancellino la solitudine e diano conforto deve essere interrotta da un serio piano di sensibilizzazione.

Non devono esserci più “Vi saluto amici! Io la faccio finita” sparati su Instagram come un petardo nel più assordante silenzio. Non ci devono essere nemmeno biglietti lasciati sul banco di scuola a Marcianise dove ieri – senza Internet di mezzo – una dodicenne si è allontanata dall’aula per lanciarsi nel vuoto a dieci metri di altezza.

Chi si sbraccia per sventolare iniziative politiche sul fronte della famiglia finora ha solo chiuso il Comitato Media e Minori promettendo una commissione interministeriale. Se il Comitato oggettivamente faceva poco (e posso dirlo avendone fatto parte senza riuscire a scalfire l’immobilismo di chi si riteneva soddisfatto del ruolo non includendo il dovere di cambiare le cose), la commissione non sembra aver combinato nulla.

Forse è il caso di tirar fuori la testa dalla sabbia. Finita l’era del cinghiale bianco di Franco Battiato, è da considerarsi conclusa anche quella dello struzzo.

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Umberto Rapetto

Umberto Rapetto

Segno zodiacale Leone, maturità classica alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli, laurea in Giurisprudenza e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste e in Scienze della Sicurezza Economica e Finanziaria all’Università di Roma Tor Vergata, generale della Guardia di Finanza in congedo, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche, docente universitario e giornalista, è stato consigliere strategico del Presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e poi Group Senior Vice President con delega alle Iniziative e ai Progetti Speciali del colosso nazionale delle comunicazioni da cui è uscito in totale divergenza con le scelte aziendali. Paracadutista e istruttore di tiro rapido, è stato il pioniere delle investigazioni tecnologiche. Protagonista di indagini che rappresentano vere e proprie pietre miliari della lotta al cybercrime, tra cui la cattura degli hacker entrati nel Pentagono e nella NASA nel 2001 e il recupero dei dati del naufragio della Costa Concordia, ha guidato le indagini – svolte su delega della Corte dei Conti – inerenti la mancata connessione delle slot machine al sistema dell’Anagrafe Tributaria con un miliardario danno per l’Erario. Quest’ultima attività investigativa ha determinato il suo trasferimento alla frequenza di un corso al Centro Alti Studi Difesa dove era docente da sedici anni e la pianificata rimozione lo ha indotto a rassegnare le dimissioni dopo ben 11 interrogazioni parlamentari sull’assoluta inopportunità di un suo trasferimento ad altro incarico. In GdF ha prestato servizio – tra l’altro – al Comando Generale, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo Speciale Investigativo ed è stato direttore del Progetto Intersettoriale “Sicurezza Informatica e delle Reti” all’Autorità per l’Informatica nella P.A. Ha svolto attività di docenza universitaria negli Atenei di Genova, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Trento, Chieti/Pescara, Teramo, Parma, Palermo, Macerata, LUMSA di Roma, Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, LINK Campus – University of Malta – Roma, “LUM – Jean Monnet” di Bari, LIUC di Castellanza. Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, in ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso la NATO School di Oberammergau (D), le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il Centro Interforze di Formazione Intelligence e Guerra Elettronica dello Stato Maggiore Difesa, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica di SMD, la Scuola di Guerra, il Centro Alti Studi della Difesa, l’Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l’Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l’Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l’Accademia Navale, l’Accademia della polizia rumena. Come free-lance ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli (poi Telecom Italia Learning Service) del Gruppo Telecom, l’Istituto di Informatica Direzionale IBM, l’IRI Management, l’Istituto Nazionale di Formazione Aziendale INFORMA, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE. Consigliere del Presidente pro tempore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Fabio Pistella, per la sicurezza tecnologica, e in materia di protezione dei dati e dei sistemi informatici dei Presidenti Pippo Ranci e Sandro Ortis all’Autorithy per l’Energia, è stato anche consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Grosseto, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare diinchiesta sull’AIMA, del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell’ambito della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, della Commissione d’inchiesta sull’Affare Telekom Serbia. E’ stato rappresentante e relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL). Già membro onorario dell’Associazione Italiana di Psicologia Investigativa e dell’Association for Certified Fraud Examiners (ACFE), è certificato “Security Advisor” EUCIP Champion (European Certification for Informatics Professionals). Autore di oltre 50 libri, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, ha collaborato con i più importanti quotidiani e periodici nazionali ed è una delle firme de Il Sole 24 ORE e de Il Fatto Quotidiano e del settimanale OGGI. Attualmente è CEO della start-up HKAO – Human Knowledge As Opportunity operante nello scenario della sicurezza dei sistemi e delle reti, della riservatezza dei dati e del controspionaggio industriale con attività di consulenza, coaching, progettazione, formazione. E' stato Presidente della Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali della Repubblica di San Marino dal febbraio 2022 all'aprile 2026 (Authority di cui è stato Vice Presidente dall'aprile 2019 al gennaio 2022).

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